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Bari, i numeri in grigio: Ternana avanti in tutto

Bari, i numeri in grigio: Ternana avanti in tutto

Le parole di Auteri a Bisceglie scatenano reazioni sul web

Metà percorso compiuto, ma i conti non tornano. Il Bari si ritrova nelle medesime condizioni dello scorso anno. Secondo, con un considerevole svantaggio dalla vetta. L’anno scorso era in testa la Reggina con dieci lunghezze di margine sui Galletti che, invece, ora ne accusano otto di distacco dalla Ternana. 39 i punti conquistati dai pugliesi nel 2019-20, 38 quelli attuali, sebbene con un match in meno (il ritiro del Trapani ha accorciato il cammino di una tappa). Non si può definire un bottino malvagio, ma non basta per acciuffare la promozione diretta. Soprattutto perché la truppa di Auteri si trova in difetto rispetto agli umbri su tutti i fondamentali: numero di vittorie (14 a 11), minor numero di sconfitte (due per i Galletti, mentre le fere sono imbattute), reti segnate (46-32), gol subiti (12-14). Insomma, l’avversario si è dimostrato finora superiore. Con 18 giornate in ballo, non si può certo alzare bandiera bianca, ma il refrain non cambia: al Bari servirebbe una lunga striscia di vittorie per provare a mettere pressione alla capolista. Che, dal canto suo, ne ha infilate persino 12, così come la Reggina nel torneo passato ne raccolse dieci. Capitan Di Cesare e compagni, invece, non sono mai andati oltre il tris. Va riconosciuta una realtà differente dai gironi A e B: nel primo, i biancorossi sarebbero secondi a quattro lunghezze dal Renate (che comunque ha giocato un match in più), nel secondo sarebbero addirittura in testa. Ma è un calcolo con poco costrutto. La verità è che la Ternana è riuscita dove il Bari è mancato. Con tutte le conseguenze del caso. La piazza è preoccupata per un’ulteriore permanenza in una categoria impossibile da accettare, l’ipotesi dei playoff non è vista come un’opportunità dato l’altissimo numero di concorrenti (ben 28) e le bruciature del passato, il futuro appare quantomai incerto. Insomma, il bilancio non può essere soddisfacente.

Quelle parole indigeste A tale realtà sia aggiunge il tam tam delle ultime ore. Le parole di Auteri al termine del derby di Bisceglie hanno provocato la forte reazione dei tifosi biancorossi. «Mai un’autocritica, per lui va sempre tutto bene». «Dov’è il gioco, dov’è lo spettacolo? E mancano anche i punti. Finora non ha aggiunto granché». «Un tenico che ha allenato solo in C deve rispettare una piaza come Bari». Sono solo alcuni dei commenti dal forum di Solobari.it.

Nel mirino, l’ostentare soddisfazione per una vittoria sofferta, il sottolineare un primo tempo a suo giudizio molto positivo, l’iperbole sulla Juventus che avrebbe incontrato le stesse difficoltà al Ventura sono stati pensieri espressi in maniera infelice, pur considerando l’assoluta buona fede dell’allenatore siciliano che, in effetti, cercava di analizzare le oggettive difficoltà poste dal match e da una categoria in cui nulla può essere dato per scontato. Eppure, forse serviva maggiore tatto esponendo il proprio pensiero di fronte ad una città che da dieci anni soffre l’impossibile. In fondo, mentre la Ternana calpestava in trasferta la Juve Stabia, il Bari sbatteva con poco costrutto contro un Bisceglie allestito, per ammissione dei suoi stessi vertici, allo scopo di partecipare alla serie D e ritrovatosi al piano superiore soltanto per l’esclusione di Picerno e Bitonto alla vigilia del torneo. Finora, Auteri non era mai stato additato come principale responsabile degli stenti biancorossi. Ma nelle ultime ore, si è ritrovato protagonista probabilmente oltre i suoi demeriti. Il pensiero comune è che siano emersi in minima parte il gioco, la precisa identità, l’intensità e lo spirito offensivo, ovvero tutte le caratteristiche che lo hanno sempre contraddistinto e che hanno orientato la scelta dei vertici societari verso il suo profilo, tranciando il legame con il passato.

Auteri, secondo il pensiero espresso nelle ultime ore dalla città del pallone, non sarebbe stato fin qui un fattore determinante. Certo non un deterrente, ma nemmeno un valore aggiunto. Forse, il mister siciliano avrebbe fatto meglio ad ammettere le difficoltà di un match vinto con qualche affanno di troppo, così come in precedenza gli è stato unanimemente riconosciuto di aver raccolto meno di quanto il suo Bari avesse seminato: le gare con Vibonese e Turris tra rigori falliti, pali e miracoli dei portieri avversari son un fulgido esempio. Inutile, tuttavia, crogiolarsi nelle polemiche. La situazione attuale pesa a tutti. Probabilmente pure alla società che, però, inspiegabilmente sta recitando un ruolo di secondo piano nel mercato. Tuttavia, ci sono ancora due settimane per rinforzarsi. E poi un intero girone da giocare. Il tempo per provare a ribaltare la situazione è ancora a disposizione. A patto di non perdere più nemmeno un secondo.

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