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Il Bari non sa vestirsi da Grande: Cornacchini all'ultimo esame

foto Luca Turi

Il Bari non sa vestirsi da Grande: Cornacchini all'ultimo esame

Per De Laurentiis non è in bilico, ma si allunga l'ombra di Castori

Pericolo scampato, ma adesso sarà doveroso aprire il capitolo delle riflessioni. Il Bari finora implacabile in trasferta, ha raccolto appena un punto in due match interni. Un rendimento lontano da quello di una big designata. Soprattutto perché in tal modo si rischia di perdere un patrimonio di pubblico da serie A.

Superata la quota abbonati dello scorso anno (7.768 le tessere sottoscritte fino rispetto alle 7.680 del 2018-19 e la campagna resterà aperta fino al prossimo 25 settembre), il posticipo di lusso del San Nicola ha registrato 15.507 spettatori, più dell’intero programma di serie B (con la sola eccezione del derby campano Salernitana-Benevento), nonché di due gare di A.
Il calendario aveva fornito un assist prezioso ai Galletti. Una volta superata l’incognita dell’esordio con la Sicula Leonzio, i successivi match contro Viterbese e Rieti avrebbero potuto lanciare la truppa di Giovanni Cornacchini a punteggio pieno verso il big match contro i calabresi. Fallita la missione per via dello scivolone contro i laziali, sarebbe servito un segnale eloquente contro la Reggina. Invece, è arrivato un pari poco decifrabile. Sette punti in quattro turni non sono una condanna, ma costituiscono un ritardo dal gruppetto di favorite del girone C: tre lunghezze dal Catanzaro, due da Ternana e Catania (nonché da potenziali outsider come Potenza e Avellino), uno dalla Reggina. Urge recuperare terreno perché i punti smarriti non diventino una zavorra.

Sulla carta, il Bari ha una super squadra. Eppure, il collettivo stenta: l’assetto tattico continua a mutare durante le gare, la difesa non è impenetrabile, l’attacco produce poco. Non a caso, i soli due gol realizzati al San Nicola sono arrivati su rigore e da corner, non ancora su azione. La manovra è ingolfata: non si vedono movimenti senza palla, le mezzali non supportano l’azione (ad eccezione degli spunti dell’intraprendente Awua), i laterali non arrivano sul fondo privando le punte di rifornimenti.
Le rare fiammate sono frutto di scatti caratteriali o di iniziative personali: insomma, la quadratura non si è trovata.
Ben inteso: Giovanni Cornacchini non è in bilico. Lo ha ribadito il presidente Luigi De Laurentiis.

Le voci su tecnici spettatori interessati alla sfida di lunedì (tra gli altri, c’era Pasquale Padalino, ora svincolato) oppure su Fabrizio Castori (vecchia conoscenza del management dei galletti) per ora non trovano vero fondamento. La società, però, osserva ogni dettaglio. Perché, come ha ribadito lo stesso De Laurentiis, «siamo pronti a rivedere le convinzioni e ad intervenire su qualsiasi particolare, anche in corso d’opera». Non un avvertimento, ma la ferma volontà di non fallire l’obiettivo prefisso.
Dunque, il derby di domenica con la Virtus Francavilla assume i connotati di un nuovo esame: la partita (per motivi di ordine pubblico data la concomitanza in zona con Lecce-Napoli) potrebbe subire una variazione d’orario, dalle 17,30 alle 15 di domenica.

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