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LA PARTITA

La mani del Bari sulla serie Cdopo 100 minuti di passione

Floriano dopo il gol (foto A. Scuro)

La mani del Bari sulla serie C
dopo 100 minuti di passione

La vittoria a San Cataldo e lo schiaffo alla Turris rilanciano le ambizioni

Il colpo a San Cataldo, lo schiaffo preso dalla Turris a casa del Troina, le poderose mani biancorosse sulla serie C. Quasi cento minuti di passione in un crescendo di emozioni che potrebbe aver segnato la vera svolta della stagione. Il Bari sente già il profumo della festa promozione, dodici punti di vantaggio sulla seconda sono qualcosa in più di una semplice ipoteca anche e soprattutto alla luce di una conclamata superiorità tecnica. Anche sforzandosi di pensare allo scontro diretto che si giocherà tra venti giorni a Torre del Greco. Ormai quasi un dettaglio. Una vittoria «sporca». E quindi più bella, importante, carica di significato. Una vittoria più... tutto. Forse non del tutto legittima, a voler essere onesti fino in fondo. Ma queste sono valutazioni abbastanza fragili quando si parla di una squadra ancora imbattuta e capace di vincere ben quindici della diciannove partite di campionato giocate fin qui. Cade, insomma, il sospetto dell’episodicità. Le corazzate, d’altronde, sono quelle che sanno vincere anche e soprattutto così. Sporcandosi le mani, appunto. Lasciando il fioretto e impugnando la sciabola. Con gli occhi pieni di spirito. E le mascelle serrate. S’è giocato in un clima da corrida. Tensione in campo e fuori. Cose da serie D, per intendersi. Ma il Bari, per fortuna, si era già imbattuto in ambientini così. E il pugno preso dopo 7’ (Sancataldese in vantaggio grazie a un gol del bravissimo Ficarrotta, abile ad approfittare di una barriera sistemata malino) ha accelerato il processo di adattamento dei biancorossi, subito chiamati a cambiare passo alzando i ritmi delle giocate. Passano quindici minuti prima che il punteggio torni in parità. A «spaccare» ci pensa, come spesso accade speedy Floriano. Che sgomma e mette al centro un pallone invitante. Iadaresta non riesce a intercettarlo, Neglia sì. Tocco facile facile: 1-1. Peccato, però, che la partita resti abbastanza bloccata. Con il Bari che mai realmente dà la sensazione di controllarla. Nell’intervallo Cornacchini ridisegna la squadra sul piano tattico. Si riparte con il 4-3-3 che diventa l’abito biancorosso. Piovanello scala indietro e va a fare la mezz’ala. Pur senza fare faville il Bari sembra decisamente migliore rispetto a quello poco ispirato del primo tempo. Sicuramente più equilibrato. Il vantaggio biancorosso (65’) non sembra, insomma, casuale. Tutto nasce da una bella percussione sulla destra di un Aloisi molto tonico e soprattutto ispirato. Ci pensa Floriano, sempre lui, a valorizzarne il gesto. Tocco sotto misura da attaccante consumato e pallone nel’angoli - no. Il più sembra fatto ma ci sarà ancora da soffrire. E anche tanto. La Sancataldese ha ancora «gamba» per provare a trovare il pareggio. Dentro Simeri e Neglia, fuori uno spaesato Iadaresta e Neglia. Serve un’uscita con perfetta scelta di tempo di Marfella per evitare il peggio poco prima della mazz’ora. Ficarrotta buca dal lato di Mattera e regala un controllo in velocità da calciatore vero. Ma il portierino napoletano gli chiude lo spazio e il pericolo sfuma. La tensione, in campo, si taglia a fette. Un fallo abbastanza duro di Lucarelli su Aloisi fa scoppiare un principio di rissa. Sono tutti un po’ sopra le righe, finanche Cornacchini. A pagare è l’ingenuo Piovanello, che si fa espellere dalla panchina. Ancora Marfella a dire «no» al solito Ficarrotta: sinistro al volo e deviazione volante. Applausi biancorossi. Ancora cinque minuti, più un recupero infinito (7’). Il Bari stringe il coltello tra i denti. Non ha più energie per cercare il tris ma quel che basta per anestetizzare i rigurgiti siciliani. È la vittoria del sudore e della concretezza. Pochi fronzoli, molta sostanza, adrenalina infinita. La C all’orizzonte, il profumo della festa, l’orgoglio ritrovato. Ma calma, ragazzi. C’è ancora da pedalare.

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