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Le due Italie di casa Carrisi con Al Bano padrone della tv

L'Italia è una repubblica (televisiva) fondata sulla famiglia Carrisi. Per testimoniare quanto vi diciamo da tempo era sufficiente mettersi davanti alla tv domenica dopo pranzo e fare zapping fra Rai 1 e Canale 5

Le due Italie di casa Carrisi con Al Bano padrone della tv

Ormai è ufficiale: l'Italia è una repubblica (televisiva) fondata sulla famiglia Carrisi. Per testimoniare quanto vi diciamo da tempo era sufficiente mettersi davanti alla tv domenica dopo pranzo e fare zapping fra Rai 1 e Canale 5. Due primedonne come Mara Venier e Barbara D'Urso si sono sfidate all'ultimo rush dell'auditel portando sotto i riflettori rispettivamente l'ex moglie e l'ex compagna di Al Bano. 

Nella rete ammiraglia di viale Mazzini una spumeggiante Venier tornava signora di Domenica In archiviando con la sua festosa presenza gli anni bui un cui un certo radicalismo di stampo chic aveva fatto salire sul podio le sorelle Cristina e Benedetta Parodi. E per riappropriarsi della scena mediatica l'astuta Mara aveva con sè Romina Power, l'indimenticata signora Carrisi che tutto il sistema paese, ossia l’Italia profonda, vorrebbe ancora regina di Cellino San Marco mentre Barbara D'Urso, coraggiosamente schierava la terza incomoda nella reunion carrisiana, ossia Loredana Lecciso. Diciamolo subito: ha vinto Mara che ha cancellato con un sol colpo la new generation di conduttrici under 40 in cerca d'autore scatenando entusiasmo da stadio sul web.

"Che le varie Fialdini e Balivo vadano a lezione dalla Venier" scrivono i fan su twitter. Ci possiamo stare, Mara è un talento puro e qualche lezione di come si fanno certe interviste nei salotti tv, potrebbe darla anche alla Bbc. La verita però è che la straordinaria Barbara - vincitrice assoluta della recente stagione tv fra Pomeriggio 5, Domenica live e Grande Fratello - non ha perso ascolto; ha solo sbagliato (diciamo così) "copione" sposando, televisivamente parlando, la causa della Lecciso che, al cospetto di cotanta Power, ieri, a detta dell’Auditel, ha fatto la figura del Chievo al cospetto della Juve. Salvate il soldato D'Urso, scrivono i più esperti sui social. Lei parte dal 9% e trascina la rete al 20%, chiude con i botti intervistando Matteo Salvini eppure arretra sul perbenismo pacioso dell'italiano medio, e soprattutto dell’italiana tipo, quella che adora le storie di Romina nonna, bella, rubiconda, tondissima e "rosica" davanti a quel corpo statuario di Lory.

Con chi si potrebbe mai immedesimare secondo voi la signora Rossi che guarda la tv mentre sparecchia il pranzo della domenica? Con le curve docili e la finta trascuratezza di una donna gia over "anta" o con la grinta di due bellissime come Barbara e Lory? Logico che il familismo tradizionale abbia avuto partita vinta, complice ovviamente la straordinaria capacità di Donna Mara di telerappresentare alla perfezione il dagherrotipo rassicurante e "governativo". Insomma, la disfida è solo all'inizio, lo avrete capito. Dio ce ne scampi, però, dall’eventualità che Al Bano decida di far calare davvero il sipario sulla sua vita: che tv sarebbe senza la saga dei Carrisi? Anzi, chiediamocelo tutti: ma c'e davvero vita nel pianeta tv senza Al?
In fondo, è Al Bano il vero padrone della tv italiana, che era e rimane il prodotto più nazionalpopolare. Tanto è vero che un asso del potere come lo zar Vladimir Putin, assai attento alle dinamiche del consenso, è un fan del mito di Cellino. Putin. 

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