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In Puglia e Basilicata

L'INTERVENTO

Divario nord-sud, si consuma a scuola la vera frattura

Divario nord-sud, si consuma a scuola la vera frattura

Lo Svimez: ricerca e Università inserite nel Pnrr per l'obiettivo trasversale del riequilibrio del Mezzogiorno

04 Agosto 2022

Luca Bianchi e Gaetano Vecchione

Pubblichiamo l’intervento di Luca Bianchi, direttore della Svimez, e Gaetano Vecchione, docente di Economia alla «Federico II» di Napoli, sul divario Nord-Sud in materia di infrastrutture scolastiche così come emerso dalle anticipazioni del Rapporto Svimez 2022.

Gli ultimi avvenimenti politici hanno fatto riemergere le «tradizionali» preoccupazioni sulla tenuta dei nostri conti pubblici e sulla capacità del Paese di tenere il passo con il rigido cronoprogramma su cui è basata la piena implementazione del PNRR. Stando alle anticipazioni del rapporto Svimez, la crescita del PIL italiano è stimata al +3,4% nel 2022, per poi scendere all’1,5% nel 2023. A rallentare la crescita nazionale - quasi un punto sotto le previsioni pre-shock Ucraina - è soprattutto la frenata di consumi e investimenti, in entrambi i casi con effetti di composizione sfavorevoli al Mezzogiorno tali da determinare la riapertura della forbice Nord-Sud nel ritmo di crescita: +2,8% nel Mezzogiorno, +3,6% nel Centro Nord nel 2022; nel 2023 il Sud scenderebbe sotto l’1% (0,9%) contro l’1,7% del resto del Paese. La favorevole stagione fatta di interventi di breve periodo a sostegno di famiglie e imprese e interventi più strutturali (settore edilizio e PNRR) era riuscita dunque nell’obiettivo di far attraversare il guado al Mezzogiorno riattivando, finalmente, gli investimenti e riducendo il divario. Purtroppo questa stagione è stata bruscamente interrotta dall’invasione russa in Ucraina e dalla bolla inflazionistica che riduce fortemente il potere di acquisto delle famiglie meno abbienti, concentrate soprattutto nelle regioni meridionali, e di conseguenza i consumi. In questo scenario, il PNRR continua ad essere uno strumento di cruciale importanza per la ripartenza. Infatti, se da un lato si spera che esso possa essere accompagnato da ulteriori politiche di breve periodo volte a ridurre la morsa dell’inflazione sulle famiglie più esposte, dall’altro si auspica che il PNRR possa essere lo strumento adatto per «mettere a terra» investimenti volti alla crescita di lungo periodo, piuttosto che alla sostituzione della spesa ordinaria dello stato.

Tra questi investimenti «strategici», vi è sicuramente quello destinato alla scuola che, insieme all’Università, è inserita nell’ambito della missione 4. Missione che dovrebbe, insieme a tutte le altre, intersecarsi con uno degli obiettivi cosiddetti trasversali: Mezzogiorno e riequilibrio territoriale. Purtroppo, proprio sulla scuola e sulle sue infrastrutture, le anticipazioni del rapporto Svimez hanno presentato uno spaccato preoccupante, che raccontano di un Paese in grave difficoltà. Soffermandoci solo sulla scuola primaria, nel Mezzogiorno circa 650mila alunni (79% del totale) non beneficiano di alcun servizio mensa. In Campania se ne contano 200mila (87%), in Sicilia 184mila (88%), in Puglia 100mila (65%) e in Calabria 60mila (80%). Anche nelle regioni del Centro-Nord la situazione non è delle migliori gli allievi senza mensa sono 700mila, il 46% degli studenti. Inoltre, sempre nel Mezzogiorno, circa 550mila allievi (66% del totale) non frequentano scuole dotate di una palestra. Solo la Puglia presenta una buona dotazione mentre registrano un netto ritardo la Campania (170mila allievi senza, 73% del totale), la Sicilia (170mila, 81%), la Calabria (65mila, 83%). Nel Centro-Nord gli allievi senza palestra corrispondono al 54%. Situazione leggermente migliorativa, ma comunque allarmante, riguarda invece la dotazione di palestre per le scuole secondarie di I e II grado. Ma il dato più allarmante è senza dubbio quello legato al tempo pieno e alle ore «perse» delle bambine e dei bambini del Sud rispetto ai loro coetanei del Centro-Nord. Infatti nel Mezzogiorno solo il 18% circa degli allievi accede al tempo pieno, rispetto al quasi 50% del Centro-Nord. Si può argomentare che lo scarso ricorso al tempo pieno sia legato a fattori economici (alta disoccupazione, soprattutto femminile) e culturali che producono una scarsa adesione a questo servizio offerto dalla scuola. Ma il vero punto è che molto spesso la scuola non è in grado di offrire un servizio adeguato soprattutto per mancanza di infrastrutture idonee allo scopo (mense per l’appunto…), con il risultato di scoraggiare l’adesione delle famiglie. Il risultato finale è che gli allievi della scuola primaria nel Mezzogiorno frequentano mediamente 4 ore di scuola in meno a settimana rispetto a quelli del Centro-Nord. La differenza tra le ultime due regioni (Molise e Sicilia) e le prime due (Lazio e Toscana) è su base annua di circa 200 ore. Considerando un ciclo scolastico intero (5 anni), gli alunni di Molise e Sicilia perdono circa 1000 ore che corrisponde a circa il monte ore di un anno di scuola primaria.

A questo punto, come diceva qualcuno, sorge spontanea la domanda: ma se i dati sulle infrastrutture scolastiche sono disponibili a chi deve implementare le politiche, come mai non si è pensato di destinare le risorse del PNRR in maniera puntuale, plesso scolastico per plesso scolastico, piuttosto che metterli a bando utilizzando procedure competitive? Se tra gli obiettivi del PNRR c’è anche quello della coesione territoriale e della riduzione delle disuguaglianze del Paese, cosa ha impedito la creazione di procedure volte a ridurre i divari in maniera più ragionevole e, forse, efficace? Mancano ancora quattro anni alla fatidica scadenza PNRR (agosto 2026). C’è ancora tempo per modificare modalità e strumenti di intervento al fine di cogliere la straordinaria opportunità che l’Europa ci offre per colmare i divari sui diritti di cittadinanza, soprattutto con riferimento alla Scuola. Il miglior investimento che un Paese possa fare per garantire un futuro migliore a sé stesso e ai propri giovani. Ci sembra un tema decisivo, ma se ne parlerà in questa torrida campagna elettorale??

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