Lunedì 10 Maggio 2021 | 02:45

NEWS DALLA SEZIONE

Il racconto
«È la festa di tutti i bambini»

«È la festa di tutti i bambini»

 
Il racconto
Priscilla, i burattini e San Nicola

Priscilla, i burattini e San Nicola

 
Il racconto
Elia che custodì le ossa del Santo

Elia che custodì le ossa del Santo

 
Il racconto
Un quesito sospeso tra cielo e tempo

Un quesito sospeso tra cielo e tempo

 
Il racconto
Due ragazzi alla ricerca della verità


Due ragazzi alla ricerca della verità

 
Il racconto
Quel quartiere dove vince la vita

Quel quartiere dove vince la vita

 
Il racconto
Nel padiglione della speranza

Nel padiglione della speranza

 
Il racconto
E i pellegrini si mettevano in cammino

E i pellegrini si mettevano in cammino

 
Il racconto
Mio nonno sulla nave affondata

Mio nonno sulla nave affondata

 
il racconto
Cercare il sole nel cuore si può

Cercare il sole nel cuore si può

 
Il racconto
Rileggendo Harold Pinter in tempi di virus

Rileggendo Harold Pinter in tempi di virus

 

Il Biancorosso

Calcio
Play-off serie B: l'esordio del Bari al San Nicola contro il Foggia

Play-off serie B: l'esordio del Bari al San Nicola contro il Foggia

 

NEWS DALLE PROVINCE

FoggiaTragedia
Foggia, furgone si ribalta in via Cerignola: morto il conducente

Foggia, furgone si ribalta in via Cerignola: morto il conducente, 4 braccianti feriti

 
LecceLa tragedia
Lecce, bici contro moto, muore ciclista 72enne. Motociclista positivo a test alcol e droga

Lecce, bici contro moto, muore ciclista 72enne. Motociclista positivo a test alcol e droga

 
TarantoIl futuro della città
Troppi morti a Taranto, Melucci scrive al governo

Troppi morti a Taranto, Melucci scrive al governo

 
BatFesta dell'Europa
«L'Erasmus? Un sogno da vivere», la storia di uno studente di Barletta

«L'Erasmus? Un sogno da vivere», la storia di uno studente di Barletta

 
BrindisiNel Brindisino
Ostuni, cancellato il tratturo di accesso alla spiaggia, a Monticelli consorziati sul piede di guerra

Ostuni, cancellato il tratturo di accesso alla spiaggia, a Monticelli consorziati sul piede di guerra

 
MateraVaccini
Matera, il bilancio di AstraNight: solo 250 dosi somministrate, ce n'erano 750

Matera, il bilancio di AstraNight: solo 250 dosi somministrate, ce n'erano 750

 

i più letti

Cronache del distanziamento

Leggendo una lettera ritrovata…

Santa Fizzarotti Selvaggi evoca un tempo che non c’è più. Da Ricciotto Canudo a noi

Leggendo una lettera ritrovata…

Nel significato più profondo, l’arte è artificio» (George Steiner)

Ed è con emozione che scopriamo, in una epoca così difficile come quella che si sta esperendo a causa del Covid 19, che nelle memorie del tempo amorevolmente custodite da un erede, diretto discendente di Mauro Amoruso, emerge una lettera accorata di Vincenzo Canudo allo stesso Amoruso, l’ingegnere che agli inizi del secolo scorso contribuì allo sviluppo di Bari nella sua moderna impostazione urbanistica. A lui si devono, tra l’al - tro, il rione Madonnella e la chiesa di san Giuseppe alla quale contribuirono con finanziamento anche i miei antenati come si evince da un altare dedicato alla Vergine con il Bambino, nella navata laterale destra, con la raffigurazione degli stessi in preghiera, essendo essi ferventi cattolici. Il contenuto della lettera ci riporta subito all’atmosfera di un’epoca in cui la terra di Puglia era feconda di spiriti liberi e innovativi come quello di Ricciotto Canudo, in memoria del quale fu scritta la lettera. E così si legge «Carissimo Mauro, grazie grazie per la fraterna tua partecipazione al dolore che mi squassa per la sciagura inaspettata - mente piombatami addosso. E ti sono anche grandemente grato per l’inte - ressamento che presenti a che non vada dispersa l’opera del povero Ricciotto ».

Già da queste poche righe si evince ciò che oggi sembra quasi sperso e cioè il profondo senso del lutto. Una negazione della morte, della sofferenza e dunque della vita. Non a caso è stato usato il verbo «squassa» che sta a rappresentare il dolore più lacerante per la perdita non solo di un affetto caro, ma di un artista, di un intellettuale d’avantgarde, figlio della terra di Puglia: era nato, infatti, a Gioia del Colle nel 1877 dove visse fino al 1901 prima di respirare l’aria un po’ bohémien di Parigi, dove ebbe modo di incontrare, tra gli altri, Apollinaire, Chagall… A Parigi espresse la sua multiforme cultura per cui fu insignito della Legion d’onore, la più alta onorificenza francese che toccò anche a mio zio Emanuele Fizzarotti, fratello di mio nonno. E così ancora si legge «Io farò tutto quel che sarà possibile, e più, perché il nome di Lui rifulga nella sua luce». Grande afflato perché il nome di Ricciotto non divenisse preda dell’Oblio e non già della Memoria: i due indomiti guerrieri che si contendono i destini degli uomini. Un oblio che nella nostra bella città sembra essere familiare.

Ma ancor più sorprende leggere quanto segue rivolgendosi a Mauro Amoruso: «Tu sei stato dei pochissimi che qui a Bari hanno avuto tale pensiero, mentre a Parigi - come mi si comunica, si è già costituito un numeroso gruppo di artisti, sotto il titolo di «Association des Amis de Canudo et pour servir la memoire a proceder à la publication de son oeuvre en defendant tous ces qui lui étaient chères». In queste parole si legge il doloroso rammarico di quel nemo propheta in patria che ancor oggi è piaga nel nostro essere ingrati a coloro che spendono la propria vita nel donarsi agli altri. E ancora si legge a proposito del donarsi spontaneo: «Io, dal canto mio, sento di rispondere all’appello che mi è venuto, e perciò fra poco mi recherò per soddisfare al bisogno di fondere il mio dolore con quello della nobile Compagna di Ricciotto, e di baciare la sua figlioletta. Abbiti, Mauro, un fraterno abbraccio dal tuo Vincenzo ». In questo passaggio denso di delicatezza possiamo quasi toccare con mano il senso profondo della condivisione del dolore, quella condivisione che fa sentire meno soli: Vincenzo Canudo scrive a Mauro Amoruso che sente il bisogno di fondere il suo dolore con quello della donna amata da Ricciotto. Una fusione dunque che aiuta a sopportare la perdita, consentendo poi agli affetti di esprimersi liberamente. E a Mauro Amoruso «un fraterno abbraccio», dichiarando in tal modo la piena coscienza di essere tutti fratelli uniti sempre dal medesimo destino di esseri umani. Cosa che oggi sembra dispersa nonostante il Covid 19 , che al di là della sua pericolosità, forse tante cose avrebbe voluto e/o potrebbe insegnarci.

Di Ricciotto Canudo hanno scritto in tanti e dunque non tocca a me parlarne, ma ancora mi sembra che non si percepisca appieno la sua grandezza che lo induceva ad affermare che il cinema, di cui è stato pioniere, era la «Settima Arte » e dunque sintesi delle arti. Non a caso fondò il «Club des Amis du Septième Art»: egli era ben consapevole che il cinema non era solo una invenzione tecnologica ma qualcosa di più. Arte e artificio. Vale a dire la fusione di vari linguaggi, espressione della umana creatività che l’azione cinematografica ben riusciva a rappresentare nella sua interezza. E in realtà forse era andato oltre l’analisi della plasticità e poietica cinematografica, perché a ben riflettere il cinema ha creato i miti contemporanei che pur in qualche modo, quanto meno nel Ventesimo secolo, hanno dato esistenza a nuove icone, a modelli di identificazione, non sempre positivi, a un modo di intendere la bellezza. A tal proposito è sufficiente ricordare la Marylin Monroe, un modello che non tradisce l’ideale greco della femminilità delle ben note Veneri. Nei «lunedì artistici» che avevano luogo presso la sua dimora, si incontravano musicisti come Maurice Ravel, Erik Satie e Igor Stravinskij. Egli era ben consapevole del fatto che «La musica può rendere gli uomini liberi» (Bob Marley). Una libertà di cui oggi, in questo periodo governato ancora dal Covid 19, portatore di tenebre in tutti i sensi, è diventata preziosa come l’aria per respirare. Ma teatri, sale cinematografiche, gallerie d’ar - te sono precluse al pubblico: ascoltare un concerto in streaming, vedere una mostra su piattaforme virtuali, oppure seguire un film dal piccolo schermo per non dire dell'insegna - mento a distanza, della preclusione della presenza fisica dell’inse - gnante, non suscitano quelle emozioni, madri del pensiero, che plasmano la mente e facilitano la creatività e dunque la libertà di sentire e di pensare.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie