Martedì 18 Maggio 2021 | 00:36

NEWS DALLA SEZIONE

cronache del distanziamento
L’uomo pesce e la sua sirena

L’uomo pesce e la sua sirena

 
Il racconto
Lettera a un nipote lontano

Lettera a un nipote lontano

 
Il racconto
Caro Manfredi, figlio mio...

Caro Manfredi, figlio mio...

 
Il racconto
«È la festa di tutti i bambini»

«È la festa di tutti i bambini»

 
Il racconto
Priscilla, i burattini e San Nicola

Priscilla, i burattini e San Nicola

 
Il racconto
Elia che custodì le ossa del Santo

Elia che custodì le ossa del Santo

 
Il racconto
Un quesito sospeso tra cielo e tempo

Un quesito sospeso tra cielo e tempo

 
Il racconto
Due ragazzi alla ricerca della verità


Due ragazzi alla ricerca della verità

 
Il racconto
Quel quartiere dove vince la vita

Quel quartiere dove vince la vita

 
Il racconto
Nel padiglione della speranza

Nel padiglione della speranza

 
Il racconto
E i pellegrini si mettevano in cammino

E i pellegrini si mettevano in cammino

 

Il Biancorosso

Serie C
Calcio, ecco la storia di Bari-Foggia

Calcio, ecco la storia di Bari-Foggia

 

NEWS DALLE PROVINCE

TarantoIl siderurgico
Taranto, ex Ilva: sindacati chiedono conferma "una tantum" del 3%

Taranto, ex Ilva: sindacati chiedono conferma "una tantum" del 3%

 
BariL'impatto
Bari, due incidenti in tangenziale in direzione Brindisi: un ferito

Bari, due incidenti in tangenziale in direzione Brindisi: un ferito

 
LecceIl caso
Tap: al via market test per espansione capacità gasdotto

Tap: al via market test per espansione capacità gasdotto

 
FoggiaL'incidente
Foggia, carambola tra tre auto in via Lucera: un ferito

Foggia, carambola tra tre auto in via Lucera: un ferito

 
BatAd Andria
Arsenale sequestrato a ex gip, De Benedictis ammette: «Mie solo alcune di quelle armi»

Arsenale sequestrato a ex gip, De Benedictis ammette: «Mie solo alcune di quelle armi»

 
MateraLa scorsa notte
Matera, incendio in capannone area industriale: danni

Matera, incendio in capannone area industriale: danni

 
BrindisiTerritorio
Torre Guaceto tra le migliori aree protette dell’intero Mediterraneo

Torre Guaceto tra le migliori aree protette dell’intero Mediterraneo

 

i più letti

il racconto

Gran Turismo in una stanza

Zone rosse, arancioni e gialle. L'autore incrocia un percorso storico

canne della battaglia

canne della battaglia

«Si torna in zona rossa». «Arriva il nuovo lockdown, anche se lo chiamano con un nome diverso». «Staremo bloccati come nella prima ondata». «Un altro periodo di festa rovinato». Il telefono si riempì di notifiche dei giornali e di messaggi di amici. Un anno dopo era allo stesso punto: un topo in trappola, senza la possibilità di fare nulla, tranne restare solo nella sua stanza a maledire il coronavirus. Ma quella volta, dopo un anno trascorso tra prima, seconda e terza ondata, non avrebbe ceduto al ricatto del contagio. Non si sarebbe fatto guastare di nuovo tutte le vacanze, le festività mentre fuori la prima brezza di primavera invogliava a riempire i polmoni di aria nuova.

Proprio quando i prati iniziano a rifiorire e l’inverno inizia a cedere alla gioia della primavera doveva rimanere in casa? Non ci pensava proprio, soprattutto dopo un anno orribile come quello. Il giorno dopo avrebbe spezzato la prigionia con il più bel viaggio in tempo di pandemia. Un viaggio da ricordare per tutta la vita, alla faccia della pandemia. Andò a letto presto con gli occhi pieni di tutto quello che avrebbe fatto poche ore più tardi. Con la certezza e la soddisfazione che nessun virus del mondo l’avrebbe mai fermato.
Il giorno dopo si alzò presto svegliato dalla prima stella del mattino che brillava attraverso la finestra assicurandogli una giornata memorabile.

Sullo sfondo una sfumatura leggerissima di rosa completava il quadro di un cielo reso ancora più misterioso dalla pandemia. Si preparò la colazione. Di solito mangiava un solo biscotto per evitare di ingrassare, soprattutto sapendo che muoversi era ogni giorno più complicato e ogni passeggiata era accompagnata dall’angoscia di aver infranto qualche regola o di aver messo a rischio la vita. Ma quella mattina aveva bisogno di più forze. Per cui di biscotti ne attuffò nel caffellatte ben tre e accompagnò il tutto con un pezzo di strudel che era avanzato dal giorno prima. Corse in bagno per fare presto e non sottrarre altro tempo al suo viaggio.
Poi si vestì di filato e finalmente fu pronto per il grande viaggio.

Mancava solo la guida. Per casi estremi come questi ne serviva eccezionale. Serviva il più grande esperto di viaggi in tempi proibitivi. Frugò nella libreria e trovò ciò che cercava. Era il libro di Xavier de Maistre: Viaggio intorno alla mia camera, la guida perfetta dal 1794 per situazioni come queste. Costretto per una quarantina di giorni ai domiciliari dopo un duello non autorizzato, non volle però rinunciare a viaggiare, sia pure al chiuso della sua stanza, e diventò così il maestro di tutti i viaggi in quarantena.

Si sedette sul divano e tirò un respiro profondo. Per prima cosa occorreva un mezzo per spostarsi. Con il Covid si sapeva ormai da tempo che quello più sicuro era l’automobile. Guardò sulla prima mensola a sinistra dove c’era un bellissimo parco di auto in miniatura. C’erano una fiammante Alfa Romeo Giulietta, la shakespeariana fidanzata d’Italia, e una Mercedes 300 SL con le sue portiere che si aprono ad ali di gabbiano per invitare a volare sull’asfalto come se fosse la più bella spiaggia del mondo. Per quella occasione però la migliore scelta era sicuramente quella di un’auto da corsa con la passione in ogni pistone: la Ferrari 250 Testa Rossa, anzi rossissima, del 1957 con il suo cavallino rampante capace di correre con l’eleganza e la furia di Enzo Ferrari e con la carrozzeria degli anni ’50 quando il design era quello sinuoso dell’epoca più felice della storia del bel paese.

Era seduto sul suo  veemente dio d’una razza d’acciaio pronto a scatenare il suo futuristico cuore che tonfava diabolicamente. L’abbaiare della sua grande voce restituiva tutto l’ardore spento dal virus, sincronizzandosi con il battito del cuore. Adesso galoppava sul suo Pegaso d’acciaio con il vento tra i capelli e il pallido sole di marzo a riscaldargli le guance.

Con chi andare? Continuò il viaggio sulla mensola spostandosi di pochi centimetri e trovò la risposta: una foto con la sua vecchia fiamma sfoggiava tra i libri nonostante varie estati avessero tentato di sbiadirne i colori. E la foto, una delle pochissime stampate su carta tra le migliaia scattate in tanti anni, era ancora lì come un monumento al passato irripetibile, alla nostalgia. Era lei la migliore compagnia che avrebbe potuto immaginare in quel tour dal sapore retrò. D’altronde d’Annunzio l’aveva detto che “l’automobile è femminile” e specie per una Ferrari il miglior passeggero è sempre una bellissima donna.

Ma dove andare? Dove correre? C’era bisogno di una meta. Una zona arieggiata e ventilata per evitare il Covid, ma anche panoramica, soleggiata e raggiungibile in giornata. Ci pensò un po’. Guardando la cartina che aveva sulla copertina del libro di geografia la trovò: Canne della Battaglia. Visto che da un anno dicevano tutti che eravamo in guerra, che prima o poi avremmo vinto, si poteva andare nel posto più battagliero della regione, luogo di un’amara sconfitta, ma anche preludio di una riscossa. Sull’altura dove Annibale nel 216 a.C. distrusse le legioni romane di Gaio Terenzio Varrone e Lucio Emilio Paolo. Dopo aver perso un occhio in battaglia Annibale insieme ad Asdrubale sconfisse un esercito romano infinitamente più numeroso. La strategia puntava su una marea di cavalieri in groppa a cavalli scatenati come quelli della sua Ferrari. La manovra a tenaglia aveva fatto avanzare i romani in una mezzaluna per poi accerchiarli in una morsa fatale che insanguinò l’Ofanto. Una strategia già usata da Alessandro Magno ma tanto moderna che ancora oggi gli eserciti di tutto il mondo continuano ad usarla.

Chissà se anche contro il Covid la stessa strategia avrebbe funzionato più di tutte le zone bianche, gialle, arancioni, arancioni puntellate di rosso, rosso e rosso rinforzato. Invece dell’arcobaleno di colori cominciò a pensare che un bell’accerchiamento avrebbe avuto più successo. E invece era andato tutto diversamente e ancora non si sapeva come sarebbe finita.

Chiuse gli occhi ed era già lì su quell’immensa piana verdissima assolata e arieggiata proprio come l’avrebbe voluta vedere. Osservò le legioni romane, la polvere che si sollevava costringendo i romani a scendere dai cavalli, le sciabolate ai cavalieri, il sangue che scorreva sfociando nell’Ofanto.

Dopo più di 2200 anni la piana di Canne era ancora una meraviglia, una leggera altura su cui aspettare fiduciosi la fine della guerra tra quotidiane battaglie con un nemico invisibile, scandite dal rintocco del bollettino del numero di caduti e di sopravvissuti.

Al tramonto il sole rosseggiante si rifletteva sulla carrozzeria della sua Ferrari, adesso ancora più rossa. Proprio in direzione del sole, ad Ascoli Satriano, a 70 chilometri di distanza, si era consumata un’altra Pearl Harbor dell’antichità. Lì nel 279 a.C. Pirro, il re dell’Epiro, aveva sconfitto i romani con gli elefanti più famosi della storia. Ma anche in quel caso era stata solo una vittoria di Pirro, una vittoria che vale quanto una sconfitta. Quelle giornate in zona rossa, in cui impazzavano i contagi, erano proprio le vittorie di Pirro del coronavirus.
Salì in auto sgasando verso casa sulla strada deserta, lasciandosi inseguire dagli ultimi raggi del sole, abbracciato dal vento di un mondo nuovo e misterioso.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie