Giovedì 13 Maggio 2021 | 20:52

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Si considerava ancora abbastanza nuovo, dimorava nei pressi del Duomo in un bellissimo appartamento al quinto piano, un salone all’americana molto ampio e luminoso, con terrazzino che affacciava su una graziosa piazzetta.

Un’ottima sistemazione dati i tempi, infatti nel 2065 non tutti potevano avere un alloggio come il suo. La sua professione era assolutamente conforme alle sue aspettative, a volte affrontava turni di servizio molto pesanti che compensava facilmente con periodi di riposo durante i quali risistemava il suo equipaggiamento e si sentiva pronto per affrontare nuove sfide.
Tridiv_876/Abb, per gli amici Abby, non era soltanto soddisfatto, la sua famiglia, i signori Brambilla, milanesi doc, erano dei magnifici ospiti e i loro cuccioli, un maschio e una femmina di 6 e 8 anni, erano simpatici e rispettosi della sua struttura materiale e della sua tecnologia digitale.
Abby era proprio un divano felice.

Lavorava sodo dalle 19,00 alle 23,00, il suo turno giornaliero di Assistenza alle Relazioni Familiari, anche nei festivi, salvo che nei week-end programmati secondo le direttive del Dipartimento per il Distanziamento Sociale Comunale, in quel caso veniva messo in standby perché la famiglia andava in gita. Il resto della giornata filava liscio, i Signori Brambilla lavoravano entrambi, i piccoli, comunque, non transitavano nelle sue vicinanze. Seguivano in modo alternato tra lezioni a distanza, e lezioni in presenza la scuola nel complesso abitativo di appartenenza, in pratica aule singole disseminate nella città a seconda del numero e dell’età dei bambini residenti con un massimo di 5 bambini e un’insegnante, sostituito, a volte, da un avatar.
Grazie alla realtà virtuale le feste di compleanno, o anche le ricorrenze, non erano più un problema, la famiglia al completo comodamente seduta, indossati i visori, si riuniva virtualmente con tutti gli amici o i parenti divertendosi fino a tarda notte.

Il suo software era programmato per le esigenze della famiglia e tutte le informazioni e le abitudini dei suoi ospiti erano stati codificati dal sistema integrato di Intelligenza Artificiale interno che aveva poi autenticato l’accordo di vendita. Si perché, nel 2065 gli oggetti erano dotati di un particolare sistema di «discernimento» che consentiva loro di concordare con gli acquirenti le condizioni di funzionamento. Presso i Posti di Controllo venivano monitorati eventuali utilizzi non conformi e i clienti venivano sanzionati. Ovviamente era incluso anche il sistema per i controlli sanitari. Abby era attrezzato con specifici sensori capaci di rilevare lo stato di salute della famiglia, la temperatura, la condizione generale di benessere, la pressione sanguigna e il battito cardiaco. Poteva, se necessario, chiamare il pronto soccorso o il medico curante oppure consigliare la prenotazione di una visita specialistica.
A questo proposito cercava di usare il massimo della discrezione, comunicava la sua opinione al diretto interessato, quando era seduto da solo, per via della privacy.

Abby era un oggetto mite e cordiale, aveva buoni rapporti con tutto il resto dell’arredamento e con gli elettrodomestici dell’appartamento, l’unico che gli stava antipatico era il letto matrimoniale della camera padronale, era convinto che il suo sistema di molleggiamento fosse antiquato e che le capacità di comfort non fossero eccezionali, diciamo pure che si sentiva in competizione con lui. Una sfida tra giganti del sonno. Pensava Abby: «Nel letto si dorme normalmente ma sul divano è un’altra cosa».

Tutto sembrava trascorrere senza problemi. Abby, la mattina presto, accoglieva Elisa, la signora Brambilla, che si gustava la sua tazzina di caffè, quando ancora dormivano tutti. Lei praticava una «seduta energizzante», piccoli stimoli elettrici con la funzione di riattivare i centri vitali più un leggero allenamento muscolare. Appena dopo, Abby attivava il circuito visivo dello schermo in camera dei bambini invitandoli ad alzarsi e a prepararsi per la giornata, lui era pronto a ospitarli facendoli ballonzolare sui suoi cuscini, una cosa che li divertiva tantissimo.

Di solito, nel frattempo, Grieg, il marito di Elisa, lo raggiungeva sedendosi sul lato destro, e gli chiedeva le notizie principali, che lui prontamente faceva scorrere sul riquadro a led estraibile dal bracciolo. «Abby dimmi cosa succede oggi» disse la voce tranquilla di Grieg, anche quel giorno. I ragazzi si erano appena alzati dopo aver ridacchiato parecchio mentre venivano sbatacchiati dal solerte divano, e Giorgia, la piccolina di 6 anni, gli aveva strizzato il cuscino in segno di ringraziamento, Kevin, invece, più riservato, di solito gli dava un piccolo buffetto sullo schienale. Fuori c’era un bel sole, i coniugi sarebbero usciti per il loro giorno di lavoro in presenza, come da turno programmato, e i ragazzi con i loro stivali ad aria compressa avrebbero raggiunto la scuola, quindi oggi si pregustava una mezza giornata di tempo libero tutto per lui. Mentre era assorto in questi pensieri quotidiani udì Elisa dire al marito: «Sono passati dodici anni, dovremmo cambiarlo prima che scada il periodo per la sostituzione programmata, altrimenti i costi di smaltimento saranno a carico nostro».
Grieg rispose «Sstttt. Non così ad alta voce, ne parliamo fuori. Lo sai che è suscettibile». Poi aggiunse, rivolto al sofà, «Grazie di tutto e buona giornata, ci vediamo stasera, mi raccomando alla sanificazione».

La porta si richiuse, Abby fece un rapido controllo nei suoi archivi per verificare la sua data di acquisto. Combaciava perfettamente. Aveva firmato il suo contratto 12 anni fa, come del resto aveva fatto tutto l’arredamento. Ma lo smaltimento? Se fosse stato lui quello da eliminare qual’era la procedura? Interrogò i suoi sistemi e apprese che sarebbe stato disassemblato e i suoi componenti inviati ai vari comparti di provenienza per essere riconvertiti. Cominciò a sudare freddo, piccole striature biancastre apparvero sul rivestimento, non si sentiva affatto vecchio e stanco.

Possibile che la famiglia Brambilla volesse disfarsi di lui? E i cuccioli, Giorgia e Kevin avrebbero sentito la sua mancanza? Pensava che li avrebbe visti crescere e invece… Piombò in uno sconforto improvviso, tutti i suoi led solitamente di colore verde brillante erano di una fioca luce gialla segno di sistema scarico. Lo schermo multifunzione della parete di fronte lo esortò «Dai Abby, non ti scoraggiare vedrai che non sei tu! Potremmo essere tutti qua dentro, abbiamo la stessa data di acquisto, alla fine lo scopriremo.

Non serve agitarsi ora, piuttosto tirati a lucido per stasera, fai qualcosa! Muoviti!».
Abby era distrutto, sicuro che di lì a poco la sua vita sarebbe finita, improvvisamente nulla lo interessava più.
Arrivò un messaggio vocale di Elisa «Abby, per favore ordina il pollo e le patatine per quattro. Stasera facciamo una sorpresa ai bambini.

Dimenticavo, domani non andiamo a lavorare, i ragazzi restano a casa perché la scuola è in lockdown, quindi faremo tardi! Sarai costretto a fare gli straordinari!” Concluse Elisa ridacchiando. “Ok, messaggio ricevuto. Provvedo.” Rispose lui e seguì il consiglio del suo amico SHIK (lo schermo) ripulendosi con la massima cura, arieggiò e sprimacciò tutti i cuscini delle sedute, avviò il processo di sanificazione aggiungendo qualche goccia di essenza bosco fiorito che piaceva tanto a lei. Fece l’ordinazione contattando migliore polleria da asporto entro i 300 mt. obbligatori. Esaurite le procedure cominciò nervosamente a ticchettare con uno dei piedi di appoggio in attesa degli avvenimenti.

Alle 19,00 in punto Elisa rientrò dall’ufficio. All’ingresso, negli appositi contenitori per la rigenerazione, lasciò scarpe, mascherina e guanti e con il nebulizzatore disinfettò gli indumenti. «Ciao Abby, tutto ok?» Lui replicò:

«Il cibo è in consegna alle 20,00. Serve altro? Suggerisco per stasera i cartoni animati sul canale k44, con i personaggi preferiti da Kevin e Giorgia. Mi sono permesso di ordinare le vostre birre preferite, le hanno consegnate oggi alle 15,00 quindi per cena saranno alla temperatura perfetta». «Abby ti ringrazio anche se credo che le birre non saranno alla temperatura giusta…», fece Elisa laconicamente. «Perché?» Chiese Abby con un tono tra l’incredulo e il terrorizzato. La signora andò a chiudere la porta della cucina e poi tornò nel salone dicendo sottovoce: «Il frigo! Sono giorni che non si comporta normalmente, ieri abbiamo trovato cibo andato a male, sembra che non riesca a controllare il sistema di refrigerazione, credo sia arrivato il momento di sostituirlo. Ma non voglio farglielo sapere per ora, sai che ha un brutto carattere».


«Un po’ gelido direi». Rispose il divano rallegrandosi. Elisa sorrise e gli si avvicinò dandogli una pacca sullo schienale «Meno male che riesci sempre a sdrammatizzare. Come faremmo senza di te!».
Abby era al settimo cielo. «Tutto è bene quel che finisce bene» si disse sottovoce.
Arrotondò i braccioli e lo schienale come per abbracciare i suoi ospiti e pensò: Mettetevi comodi, la serata sarà fantastica!

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