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L’impatto con la serie A è duro, come nelle previsioni. Il Lecce esce da San Siro con quattro gol sul groppone: il segnale che questa è tutta un’altra categoria. Considerazione scontata, specie se vai a giocare sul campo di una big come l’Inter.
Eppure, anche in una sconfitta così pesante, non tutto è da buttare. I giallorossi hanno messo in mostra buoni spunti, hanno a tratti giocato alla pari, nonostante una gara presto in salita. Si può sperare di competere, almeno con avversari più abbordabili.

 Antonio Conte ha acceso il sogno, quello di ridurre il divario tecnico dalla Juventus, di dare all’Inter un ruolo finalmente da protagonista in un campionato dominato per anni dai colori bianconeri, di affacciarsi alla Champions con le giuste aspettative e più di una velleità. L’uomo giusto al posto giusto anche se è solo l’esordio in un lunedì di fine estate: l’Inter è ancora da fare, aspetta un altro attaccante dopo Lukaku, punta su un centrocampista mentre Mauro Icardi resta escluso e marginalizzato, incapace di tenere a freno l'ingombrante consorte. Ultimo affondo quello di Beppe Marotta che non ha gradito le parole di Wanda Nara che continua a imperversare in televisione, senza freni nè limiti quasi aggravando la già traballante posizione di Maurito. «Nessuno ha chiesto a Icardi di restare», dice Marotta nel prepartita, mettendo una pietra tombale sull'ipotesi già remota che l’ex capitano possa rimanere.
 
Conte non fallisce all’esordio come del resto Lukaku, al fianco di Lautaro in attacco. In difesa cambio in extremis tra De Vrij e Ranocchia per problemi fisici dell’olandese. La difesa, senza due titolari contando anche Godin, rischia comunque poco. Bene il centrocampo. Cresce nel secondo tempo Lautaro Martinez che, dopo aver sprecato un’ottima occasione al 17', propizia il 3-0 di Lukaku e cerca la conclusione dalla distanza. L’Inter, dopo qualche minuto di assestamento, con un intervento provvidenziale di Skriniar sulla linea e un’uscita avventurosa di Handanovic al 14', domina e convince. La mano di Conte si intravede già. Il 3-5-2 esalta Brozovic che sblocca la partita con un gol splendido al 21': destro a giro da fuori area sotto l’incrocio dei pali.
 
Esplode lo stadio ed esplode Conte. Adrenalina, passione, entusiasmo, come aveva chiesto alla vigilia. Tre minuti più tardi è Sensi a trovare il raddoppio. Un gol di caparbietà ma anche qualità: primo tiro respinto, poi vince un rimpallo, dribbla due difensori e calcia di nuovo con un rasoterra ad incrociare. Il Lecce subisce il contraccolpo, Brozovic e Asamoah sfiorano il 3-0. Quando, poi, al termine del primo tempo le solite disattenzioni sembrano far capolino nelle retrovie, Conte si sbraccia e urla nervoso. E’ un perfezionista e ha fatto una promessa: 'Non sarà pazza Inter'. Pazzo, come il disimpegno in orizzontale davanti alla propria porta di Brozovic che per un soffio non diventa un assist al Lecce.

LIVERANI: BRUTTA SCONFITTA MA SIAMO SULLA STRADA GIUSTA

«Il risultato è pesante ma non ci cambia nulla. Volevo vedere una squadra di personalità anche nei momenti di difficoltà, a questo livello si paga ogni disattenzione. Il nostro scudetto è la salvezza». Non fa dramma l'allenatore del Lecce, Fabio Liverani, dopo lo 0-4 rimediato a San Siro contro l’Inter di Conte. «Loro hanno giocatori - aggiunge Liverani ai microfoni di Dazn - con qualità individuali che fanno la differenza, ma noi volevamo provare a capire che calcio possiamo fare. Avevamo provato determinate situazioni tattiche, ma il passo di Asamoah e Candreva è stato differente rispetto a Rispoli e Calderoni. E quindi abbiamo sofferto. Siamo in fase di rodaggio anche noi, con diversi giocatori nuovi. Ma ripeto: mi interessava vedere oggi soprattutto la mentalità in uno stadio come San Siro».
 
TABELLINO
Inter-lecce 4-0 (2-0).
Inter (3-5-2): Handanovic; D’Ambrosio, De Vriij, Skriniar; Candreva, Vecino (21' st Barella), Brozovic, Sensi (28' st Gagliardini), Asamoah; Lautaro Martinez (33' st Politano), Lukaku (27 Padelli, 46 Berni, 11 Dimarco, 13 Ranocchia, 29 Dalbert, 95 Bastoni,19 Lazaro, 20 Borja Valero, 23 Barella, 16 Politano, 30 Esposito) All.: Conte.
 
Lecce (4-3-1-2): Gabriel; Rispoli (27' st Benzar), Rossettini, Lucioni, Calderoni; Petriccione (16' st Mancosu), Tachrsidis, Majer, Falco; La Mantia (16' st Farias), Lapadula (22 Vigorito, 95 Bleve, 2 Riccardi, 3 Vera, 7 Haye, 8 Mancosu, 11 Shakov, 17 Farias, 20 Dubickas, 23 Tabanelli, 39 Dell’Orco). All.: Liverani.
Arbitro: La Penna.
Reti: nel pt 21' Brozovic, 24' Sensi; nel st 15' Lukaku, 39' Candreva
Angoli: 7 a 6 per il Lecce.
Recupero: 0' e 0'.
Espulsi: Farias per gioco falloso
Ammoniti: Petriccione, Lautaro, Lapadula.
Spettatori: 64.188.

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