Giovedì 21 Marzo 2019 | 02:43

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La «primavera» arriva in cucina

 
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2019, anno ad alti livelli per enogastronomia e ristorazione di qualità

 
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Buongusto

Perché nelle «Città del Vino» c’è più lavoro?
Il premio alla carriera a Carlo de Corato

ORGOGLIO - Il premio a Carlo de Corato, al centro

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BUONGUSTO - C'è una Italia che lavora, ci sono famiglie imprenditrici che continuano a far crescere il Belpaese e l'azienda Rivera, che ha sede ad Andria, è l'unica azienda pugliese ad essersi distinta in occasione dei festeggiamenti per i 30 anni dell'Associazione «Le Città del Vino». Il prestigioso premio Città del Vino è andato, fra gli altri, a 17 famiglie di produttori di altrettante regioni: oltre il 90% della vitivinicoltura italiana è legata alle tradizioni e alla continuità familiare, come ha evidenziato il presidente Floriano Zambon.

«È un riconoscimento - ha dichiarato Carlo de Corato - che mi riempie di gioia e di orgoglio perché riconosce quanto fatto per il vino pugliese dalla mia famiglia che ha sempre creduto nei valori della tipicità, del lavoro con una visione di lungo periodo e nella sinergia con le realtà private e pubbliche che valorizzano il territorio». La più grande sfida vinta dall’azienda Rivera è, senz'altro, l’aver saputo coinvolgere la nuova generazione con entusiasmo».

Le cifre gli danno ragione perché dal «Libro Bianco» su sviluppo e prospettive dei 407 Comuni associati, pari all'11.7% della popolazione nazionale, emerge che piccolo, buono e bello sono proprio laddove il vino è un simbolo unificatore.

E' nelle Città del vino che si consuma meno territorio, è qui che spesso la cementificazione trova un argine nella vigna. E' qui che c’è più lavoro: nei borghi e nelle comunità del vino il tasso di disoccupazione è di circa 3 punti più basso della media nazionale (circa il 9% contro la media nazionale dell’11,4%). Nelle Città del Vino ci sono più laureati e diplomati rispetto alla media nazionale: 17,7% i laureati e 32,4% i diplomati contro rispettivamente il 10,6% e il 28,5%. Nelle piccole Città del Vino cresce inoltre la quota di popolazione che può contare su un reddito da lavoro o da capitale: 25-26% contro il 21,3% del dato italiano. Merito anche dell'enoturismo?

Tra il 2007 e il 2015 la crescita esponenziale di servizi e strutture turistiche: più 99% contro il 28% del dato italiano. E poi nelle Città del Vino si beve e mangia meglio: i più importanti Comuni italiani a vocazione vitivinicola ne fanno parte, ed anche i siti Unesco fra i quali spicca Castel del Monte, patria dell’azienda Rivera.

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