Sabato 04 Aprile 2026 | 12:53

Da anni in attesa del permesso, 29enne si suicida nel ghetto del Foggiano: la tragedia tra l'acqua e il fango

Da anni in attesa del permesso, 29enne si suicida nel ghetto del Foggiano: la tragedia tra l'acqua e il fango

Da anni in attesa del permesso, 29enne si suicida nel ghetto del Foggiano: la tragedia tra l'acqua e il fango

 
Da anni in attesa del permesso, 29enne si suicida nel ghetto del Foggiano: la tragedia tra l'acqua e il fango

Alagie Singath viveva nella baraccopoli di San Severo, a Torretta Antonacci. Indagano i carabinieri

Sabato 04 Aprile 2026, 11:11

Alagie Singath aveva compiuto 29 anni lo scorso 2 aprile. Da cinque anni viveva nella baraccopoli di San Severo, a Torretta Antonacci. Ieri lo hanno trovato morto, impiccato tra le lamiere e i muri di cartone. Un suicidio. Indagano i carabinieri che, a distanza di due settimane, sono tornati a Torretta Antonacci dopo l’omicidio del gambiano ucciso da un senegalese a colpi di martello per una disputa religiosa.

L’Usb, che ha dato notizia del suicidio di Alagie, parla in una nota di un giovane ragazzo che da cinque anni faceva il bracciante in attesa di un permesso di soggiorno. «Già durante il Covid aveva consegnato la fotocopia dei suoi documenti ai nostri delegati sindacali nella speranza di ottenere un tetto, un documento e una dignità che questo paese gli ha sempre negato”, raccontano i sindacalisti della Usb di Foggia che aggiungono: «Un essere umano che viveva nel fango del ghetto della Capitanata, tra le baracche e i container che questo Stato ha deciso di non smantellare, nonostante i 100 milioni di euro stanziati e mai spesi per il loro superamento. Non sappiamo ancora se esista un nesso diretto tra questo gesto estremo e l'alluvione che ha sommerso Torretta Antonacci, isolando centinaia di persone nell'acqua e nel fango, senza soccorsi adeguati, senza vie di fuga, senza alcuna protezione da parte delle istituzioni. Le indagini dovranno stabilire le circostanze della morte».

Da una tragedia annunciata ad una evitata ma questa volta legata al maltempo. Un giovane cittadino maliano residente nella baraccopoli di Borgo Mezzanone nelle campagne di Manfredonia, rimasto intrappolato nella sua auto sorpresa dalla piena del fiume Cervaro è stato salvato dai carabinieri.

Il salvataggio è avvenuto mercoledì pomeriggio (ma si è appreso in queste ore) a borgo Incoronata, una delle aree della Capitanata maggiormente colpite, dove il giovane straniero si trovava in quel momento. L’uomo, stando a quanto si apprende, stava transitando nel sottopassaggio di via Melfignana quando il rapido innalzamento del livello dell’acqua ha bloccato il veicolo, impedendogli di uscire a causa della pressione esercitata sulla portiera.

I militari, impegnati nella regolazione della viabilità per interdire l’accesso al sottovia allagato, si sono accorti della presenza del mezzo fermo e sono intervenuti, introducendosi nell’area invasa da acqua e fango. Raggiunta l’autovettura, sono riusciti, con non poche difficoltà, ad estrarre il conducente dall’abitacolo e a metterlo in salvo prima che il veicolo venisse completamente sommerso. L’uomo è stato quindi condotto in zona sicura. Le sue condizioni sono apparse subito buone e non si è reso necessario l’intervento del personale sanitario.

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