Sabato 04 Aprile 2026 | 15:50

Spopolamento, è allarme nella Bat: «Minervino Murge rischia di scomparire»

Spopolamento, è allarme nella Bat: «Minervino Murge rischia di scomparire»

Spopolamento, è allarme nella Bat: «Minervino Murge rischia di scomparire»

 
ROSALBA MATARRESE

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ROSALBA MATARRESE

Spopolamento, è allarme nella Bat: «Minervino Murge rischia di scomparire»

Negli ultimi cinquant’anni ha perso il 60% dei residenti. Accentuate le fragilità dei piccoli centri rispetto alle città più grandi

Sabato 04 Aprile 2026, 14:21

Riflettori puntanti sul decremento demografico, un problema che rischia di rendere «fantasmi» tanti piccoli comuni della Bat.

Come Minervino Murge che negli ultimi cinquant’anni ha visto assottigliarsi drasticamente la propria comunità, perdendo circa il 60% dei residenti.

Un dato che racconta una trasformazione profonda, resa ancora più preoccupante da un equilibrio demografico ormai compromesso: a fronte di 100 decessi, si registrano appena 14 o 15 nuove nascite. Un segnale forte, rilanciato anche attraverso i social, dove cittadini e osservatori locali denunciano il rischio concreto di un lento ma inesorabile svuotamento.

NUMERI IMPIETOSI Alcuni dati: tra il 2012 e il 2022, infatti, Minervino ha perso oltre il 13% della popolazione. E le prospettive future non sono più rassicuranti: secondo le proiezioni Istat, entro il 2043 si potrebbe scendere fino a circa 6mila abitanti, con un’ulteriore contrazione superiore al 20%.

È da anni che in particolare Minervino Murge è tra i comuni più colpiti dallo spopolamento, non solo una questione di numeri, ma una perdita che incide sul tessuto sociale ed emotivo delle comunità, in particolare quelle montane e a rischio isolamento.

Il pericolo a breve Lo scenario che si profila è quello di un centro sempre più anziano, dove le nuove generazioni diventano una presenza rara e preziosa. Le scuole rischiano di svuotarsi, le attività commerciali di chiudere e il tessuto sociale di indebolirsi.

A pagarne il prezzo non è soltanto l’economia locale, ma anche l’identità stessa del territorio. Minervino, tuttavia, non è un caso isolato. L’intero entroterra vive una fase critica, con comuni vicini come Canosa, Spinazzola, Gravina in Puglia, Poggiorsini e Trinitapoli coinvolti nello stesso processo.

Il filo conduttore è chiaro: la mancanza di lavoro e di prospettive spinge i giovani a partire, spesso subito dopo gli studi, diretti verso il Nord Italia o all’estero. Al contrario, città come Bari e Lecce continuano ad attrarre popolazione grazie a un’offerta più ampia di servizi, infrastrutture e opportunità professionali.

Un divario territoriale che si amplia progressivamente, accentuando la fragilità dei piccoli centri. Investire su agricoltura innovativa, filiere locali, allevamento sostenibile e turismo rurale potrebbe rappresentare una strategia concreta per invertire la rotta. La valorizzazione del patrimonio storico e identitario, a partire dalla rinomata pietra di Minervino, può diventare un elemento distintivo capace di attrarre visitatori e creare nuove economie.

Accanto a questo, diventa fondamentale puntare su politiche di sostegno alle giovani famiglie, incentivi per chi decide di restare o tornare, e un miglioramento dei servizi essenziali, dalla mobilità alla connettività digitale. Perché salvare Minervino non significa soltanto preservare un borgo, ma difendere un pezzo di storia, cultura e futuro del territorio.

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