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La sfida è aperta

Puglia, crescono i prodotti «Pat»

Col progetto BiodiverSO salvati dall'oblio tanti protagonisti della tavola tipica

TUTELATI - Bietola melanzane ripiene  sivone e lampascione

TUTELATI - Bietola melanzane ripiene sivone e lampascione

La sfida è aperta. Se, in città, mi portate un lampascione scavato in Puglia allora sarà festa a tavola. Sì, perché oramai arrivano regolarmente dal Marocco e Paesi limitrofi. Non ve ne siete accorti? E allora, continuate a leggere perché – grazie al progetto BiodiverSO della Regione Puglia - nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) italiani è finito anche il buonissimo tubero, che oramai importiamo. Premesso che, secondo me, il buono è nel mondo, mi piace però scegliere cosa mangio. E’ un bene, quindi, che ci siano altri nove prodotti pugliesi inseriti nei PAT su proposta del progetto BiodiverSO e per il tramite della Regione Puglia. Ogni anno viene aggiornato, per ogni regione e categoria di prodotto, l’elenco dei PAT.

Per il 2019 è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto di febbraio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari. Nelle sezioni “Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati” e “Prodotti della gastronomia” ecco che, attingendo al lavoro di ricerca e studio di BiodiverSO, coordinato dal prof. Pietro Santamaria dell’università di Bari, le denominazioni sono aumentate. Si tratta della bietola di campagna o bietola selvatica, del cucummaru di San Donato, del grespino o sivone, del lampascione (lambascione) o cipollaccio, della meloncella tonda di Galatina e dei meloni di Brindisi. Per le ricette tradizionali, ecco inseriti nei PAT le melanzane ripiene, i panzerotti con ricotta dolce, gli spaghetti con le cozze. Banale? Direi proprio, invece, significativo poiché i PAT rappresentano un biglietto da visita dell’agricoltura italiana di qualità.

“Con il termine di PAT si intendono quei prodotti agroalimentari le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultino consolidate nel tempo, omogenee per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali, per un periodo non inferiore ai 25 anni”, ci spiega il prof. Santamaria. Tradotto in cifre la Puglia vanta 285 PAT (erano 276 nella precedente revisione). Dal 2016 ad oggi il progetto BiodiverSO ha portato nell’elenco nazionale 43 PAT pugliesi (www.biodiversitapuglia.it).

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