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In Puglia e Basilicata

IL NODO LAVORO

Vertenza «Santa Teresa», protesta alla Regione

Vertenza «Santa Teresa», protesta alla Regione

La sede della Provincia di Brindisi

I dipendenti della partecipata della Provincia il 20 settembre a Bari per sollecitare interventi: «Emiliano riattivi la Cittadella delle ricerche come da impegni presi»

07 Settembre 2022

Antonio Negro

I dipendenti della Santa Teresa di Brindisi - ma anche gli ex Nubile, ex Termomeccana, Bpsp ed ex Evc - protesteranno a Bari, sotto la sede della Regione, per denunciare assieme al sindacato Cobas la loro grave situazione occupazionale. È allarme tra gli operai della Società per azioni partecipata dell’Amministrazione provinciale di Brindisi ai cui dipendenti è affidata, tra le altre cose, la cura della manutenzione delle strade provinciali, del verde pubblico e degli impianti termici. Un ampio ambito di interventi che diventa sempre più difficile seguire, soprattutto se si considera che alle assenze per la cassa integrazione applicata ormai da tempo va aggiungendosi in queste ore la riduzione di personale dovuta ai pensionamenti.

«Andiamo a Bari con i lavoratori di Santa Teresa e gli ex-Nubile ed ex Termomeccanica ed altri ancora per dire ad Emiliano che ci deve dare quello che è nostro - fa sapere Roberto Aprile del Cobas Brindisi - e per lanciare un allarme ai candidati delle prossime elezioni nazioali del 25 settembre, affinché facciano sentire la loro voce che ci sembra abbastanza flebile».
Il Sindacato Cobas sarà a Bari mercoledì prossimo, 14 settembre, dando vita con i lavoratori ad un corteo che alle ore 10 si traformerà in un sit-in davanti alla Presidenza della Regione Puglia, per chiedere di incontrare il Governatore regionale Michele Emiliano. «Chiederemo ad Emiliano - specifica Aprile - che gli impegni presi per Brindisi vanno mantenuti. I lavoratori della Santa Teresa in questo ultimo scorcio di anno non godono buona salute gravati ancora dalla cassa integrazione in deroga; mancano le attività e la società sta raschiando il fondo del barile con le poche commesse rimaste».

Eppure si potrebbe aprire uno spiraglio se si cominciassero ad attuare una serie di interventi già da tempo annunciati ma finora neanche avviati. «Manca il finanziamento regionale di attività fondamentali ed anche - sottolinea il rappresentante Cobas - il rispetto di impegni antichi come la rinascita della Cittadella della Ricerca. Non vengono comprate attrezzature nuove da molti anni e, cosa ancor più deleteria, non viene favorito un ricambio generazionale attraverso un piccolo sistema di incentivi. Insomma si sta morendo lentamente. Viceversa - spiega Aprile - se arrivano i finanziamenti promessi ci sarebbe bisogno di assumere, visto che molti operai sono andati in pensione». Non vanno poi dimenticati i lavoratori ex Nubile, ex Termomeccana, Bpsp ed ex Evc, i quali «aspettano da anni - ricorda il sindacalista - l’apertura dei cantieri degli impianti che servono a chiudere il ciclo dei rifiuti. sono una sessantina in tutto».

Uno scenario preoccupante che investe diversi ambiti del lavoro sul territorio brindisino e che non lascia presagire nulla di buono, al punto da spingere lavoratori e Cobas a rompere gli indugi e ad andare a protestare a Bari.

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