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Agricoltura

Carciofo brindisino, la crisi è profonda e il «capolino» non viene più tagliato

Carciofo brindisino, la crisi è profonda e il «capolino» non viene più tagliato

I depositi delle industrie conserviere sono pieni, è crollato il prezzo a tal punto da lasciare i frutti sulle piante

06 Maggio 2022

G.D.

È crisi profonda per i produttori di carciofi della provincia di Brindisi. Chi percorre le varie arterie del territorio non può non notare come interi campi di carciofi rimangono non raccolti con migliaia e migliaia di capolini rimasti sulle piante.

È il risultato dell’ennesima crisi di mercato provocata anche da condizioni climatiche bizzarre che sta interessando il comparto agricolo della provincia di Brindisi. Oltre il danno, la beffa, verrebbe da dire.

Cosa è accaduto? Un mese e mezzo fa alcune gelate notturne avevano di fatto compromesso buona parte della produzione dei carciofi.

Produzione che interessa principalmente i comuni di Brindisi, Cellino San Marco, Mesagne, San Donaci, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, San Vito dei Normanni e Carovigno.

Quindi ad inizio campagna i produttori hanno dovuto fare i conti con una calamità che di fatto ha rovinato buona parte della produzione.

Le condizioni climatiche successive - in particolare il clima caldo e mite che si è avuto nelle scorse settimane - hanno di fatto portato le piante di carciofo a produrre nuovi capolini.

Una produzione quest’ultima che è arrivata contemporaneamente in un periodo ristretto di tempo. Il che ha portato ad avere i magazzini pieni e quindi ha portato i grossisti, che acquistano carciofi brindisini per inviarli alle industrie per la lavorazione, a bloccare il ritiro dai campi dei carciofi. O comunque a proporre ai produttori prezzi da fame. Ovvero prezzi di pochissimi centesimi di euro a capolino, che non permettono di coprire nemmeno una parte dei costi di produzione. Da ciò la decisione, sofferta, dei produttori di lasciare il prodotto invenduto in campo.

Quindi oltre il danno, la beffa. Prima le gelate hanno distrutto le produzioni. Poi il bel tempo ha portato alla produzione di nuovi capolini, che però sono rimasti in campo a causa dei magazzini strapieni di prodotto. A ciò si aggiungono gli aumenti dei costi delle materie prime (carburante, energia elettrica, concimi, fitosanitari e altro) che hanno interessato il comparto agricolo a partire dall’inizio dell’anno. Aumenti che si sono ulteriormente acuiti con la guerra tra Russia e Ucraina. Insomma una situazione davvero di crisi che continua ad interessare i produttori di carciofi brindisini.

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