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120 anni di confetti Mucci storia scritta nei tenerelli

di MICHELE PALUMBO
ANDRIA - Centoventi anni di dolcezza. Sarà anche scontarlo dirlo e scriverlo, ma è la realtà. La fabbrica di confetti Mucci Giovanni, di Andria, compie infatti 120 anni e oggi, domenica 14 dicembre, alle 10.30, presso lo stabilimento che si trova nei pressi di Trani, viene celebrata una storia lunga, appunto, un secolo e venti anni
120 anni di confetti Mucci storia scritta nei tenerelli
di MICHELE PALUMBO
ANDRIA - Centoventi anni di dolcezza. Sarà anche scontarlo dirlo e scriverlo, ma è la realtà. La fabbrica di confetti Mucci Giovanni, di Andria, compie infatti 120 anni e oggi, domenica 14 dicembre, alle 10.30, presso lo stabilimento che si trova nei pressi di Trani, viene celebrata una storia lunga, appunto, un secolo e venti anni.
Una storia cominciata nel lontano 1894. Il fondatore è Nicola Mucci (il nonno degli attuali titolari) che avvia il primo opificio in pieno centro storico, a pochi passi dalla Cattedrale di Andria. Ha lavorato nella cioccolateria svizzera Caflish di via Toledo a Napoli e dà vita ad un sogno: aprire un laboratorio tutto suo. Produce il cioccolato e utilizza le eccellenti mandorle di Andria.

Grazie ai suoi confetti inizia ad affermarsi anche la "petresciata", il lancio dei confetti da parte dei fidanzati e degli spasimante verso la propria amata che, raffigurando plasticamente la semina del contadino, si trasforma in una vera e propria dichiarazione d’amore e di passione.
Intorno al 1920, Nicola Mucci crea la “Mandorla Imperial”, un nuovo confetto, unico, realizzato con la mandorla pelata di Bari ricoperta da uno strato di cioccolato bianco e leggermente confettata. E' un vero e proprio trionfo. E, ora possiamo dirlo, si tratta dell’antesignano del celebre ‘tenerello’. E, infatti, l’evoluzione di quel primo confetto porta, nei successivi anni ’30, alla creazione dei famosi “tenerelli”, confetti dal cuore tenero, realizzati con le mandorle pugliesi di Toritto - oggi anche presidio Slow Food - e con nocciole Piemonte, ricoperte da un doppio strato di cioccolato e velati da una sottilissima confettatura delicatamente colorata.

Nel corso degli anni a Nicola succede suo figlio, Giovanni. E ora la fabbrica di confetti (che dà lavoro a venti persone) vede l’impegno anche della quarta generazione: la società è sì gestita da due dei figli di Giovanni, Mario e Felice, ma adesso ci sono anche i loro figli (Loredana, Cristian, Manuela; e Cristina). E oltre allo stabilimento che si trova nei pressi di Trani, ad Andria, in via Gammarrota c’è il Museo del Confetto "Mucci Giovanni", riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali quale luogo particolarmente significativo. Ospitato in una palazzina d'epoca liberty, il museo rappresenta oggi la sede storica della fabbrica di confetti. Frutto della paziente e appassionata ricerca, raccoglie in quattro sezioni, documenti, utensili, apparecchiature, stampini usati una volta per la produzione di confetti, caramelle e cioccolato. Al piano superiore, affrescato da valenti artisti locali con scene allegoriche, sono riuniti i riconoscimenti e i premi che Mucci ha collezionato nel corso della sua storia.

Mario Mucci, amministratore dell’azienda, racconta: ”In ogni singolo confetto che produciamo c'è un'anima. Non soltanto quella fisica rappresentata da una nocciola, da una mandorla o da una gustosa essenza rara racchiusa in un sottilissimo velo di zucchero. C'è un sapere che si rivela sorprendentemente in bocca nell'esplosione di piacere. In quel preciso momento si avverte l’unicità. Unicità per il pregio, usiamo solo concentrati naturali, e la rarità degli ingredienti; unicità per la pienezza del gusto e perché le nostre specialità, diverse le une dalle altre sono tangibili testimoni di una manifattura artigianale rivelatrice di gesti pazienti, delicati, premurosi”.

Specialità che aumentano sempre più: ormai ci sono 15 famiglie di tenerelli, ci sono novità assolute come ‘donna Michelina’ (una vera delizia) e quelle nate in collaborazione con Lucano (l’amaro) e Amarelli (la liquirizia). Oggi si celebrano questi 120 anni di dolcezza. Anche con un annullo filatelico e una speciale confezione contenente cartoline storiche. E, naturalmente, i confetti, i tenerelli.

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