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In Puglia e Basilicata

IL CASO

Ucciso a 24 anni davanti al bar di Barletta, 2 imputati a processo

Ucciso a 24 anni davanti al  bar di Barletta, 2 imputati a processo

Il corteo per Claudio Lasala a Barletta (Foto Calvaresi)

L’assurda morte dello studente Claudio Lasala. E' stata fissata l’udienza preliminare

22 Settembre 2022

Linda Cappello

È fissata per il prossimo 10 ottobre l’udienza preliminare nei confronti dei presunti assassini di Claudio Lasala, lo studente 24enne barlettano ucciso a coltellate nella notte fra il 29 ed il 30 ottobre 2021. Michele Dibenedetto, 21 anni, e Ilyas Abid, 19 anni, entrambi del posto, dovranno difendersi dall’accusa di omicidio volontario, aggravato dai futili motivi. Reato che è punito con la pena dell’ergastolo. Una morte assurda, se fosse confermato il teorema accusatorio edificato dal pubblico ministero della Procura di Trani Roberta Moramarco. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, tutto sarebbe partito da una lite all’interno di un locale del centro: Lasala si sarebbe rifiutato di offrire da bere a Dibenedetto.

Nella richiesta di rinvio a giudizio, il magistrato espone la dinamica dei fatti, in base a quanto emerso dalle indagini.
Dopo il rifiuto della vittima, Lasala e Dibenedetto si prendono a pugni. Il 24enne a quel punto si allontana dal locale, mentre il presunto assassino si avvicina al bancone del bar e dice ad Abid, presente alla scena, di prendere un coltello dal bancone. I due poi raggiungono lo studente, che viene colpito all’addome dal 18enne. Nonostante la ferita, Lasala riesce ad allontanarsi e si accascia in una stradina poco distante, ma Dibenedetto lo raggiunge. Dopo averlo minacciato e insultato, lo colpisce ripetutamente alla testa e sul resto del corpo con un casco da moto, sferrandogli calci all’addome anche in corrispondenza della coltellata. Nel corso del pestaggio interviene il cugino della vittima, a cui il presunto assassino si rivolge dicendo: « togliti di mezzo altrimenti uccido anche te». Il ragazzo, quasi esanime, muore alle sette del mattino all’ospedale Dimiccoli, dopo essere stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, per «shock emorragico secondario ad una ferita da punta e taglio in regione addominale».

Fondamentali, ai fini delle indagini, si sono rivelati i filmati delle telecamere di videosorveglianza interne ed esterne del locale: i due presunti responsabili sono fuggiti immediatamente, ma i video e le testimonianze di almeno quattro testimoni oculari hanno offerto elementi indiziari sufficienti. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, Dibenedetto ha ammesso di aver litigato con la vittima, negando con forza, però, di essere coinvolto nell’omicidio. Sarebbe stato il suo amico Abid a decidere di sferrare la coltellata: lo straniero, però, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

I due imputati, ora, si troveranno il prossimo ottobre innanzi al gup Carmen Anna Lidia Corvino: in base alla normativa, i due non potranno beneficiare del rito abbreviato, precluso a coloro che sono accusati di reati puniti con la pena dell’argastolo. Sono assistiti dagli avvocati Donatella Paolillo, Gaetano Sassanelli e Gerardo Matera. I genitori e il fratello di Claudio Lasala sono rappresentati dall’avvocato Rinaldo Alvisi.

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