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BARI - Comincia oggi dinanzi al gup del Tribunale di Trani Angela Schiralli l’udienza preliminare per il rinvio a giudizio di 18 persone e della società Ferrotramviaria, imputate nel procedimento penale sullo scontro fra due treni avvenuto il 12 luglio 2016 sulla tratta fra Andria e Corato, in cui persero la vita 23 persone e altre 51 rimasero ferite. Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di disastro ferroviario, omicidio colposo, lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e falso. Nelle scorse settimane Regione Puglia, alcuni Comuni, associazioni e familiari delle vittime hanno annunciato la costituzione di parte civile nei confronti dei due capostazione, un capotreno, dirigenti e funzionari di Ferrotramviaria e del Ministero delle Infrastrutture.

Stando alle indagini della magistratura tranese, quel giorno da Andria fu dato l’ok alla partenza del treno senza aspettare l'incrocio con il convoglio proveniente da Corato, la cui partenza, però, non era stata neppure comunicata. Per queste condotte la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per i dirigenti di movimento di Andria e Corato, Vito Piccareta e Alessio Porcelli, il dirigente coordinatore centrale Francesco Pistolato e il capotreno Nicola Lorizzo, che viaggiava sul convoglio partito da Andria (il collega che era a bordo del treno da Corato è tra le vittime).

Ai due capostazione si contesta anche di aver falsificato i registri contenenti le annotazioni sui «via libera» per la partenza dei treni. Agli allora dirigenti di Ferrotramviaria, gli amministratori delegati Enrico Maria Pasquini e sua sorella Gloria Pasquini, il direttore generale Massimo Nitti, il direttore di esercizio Michele Ronchi e altri sei dirigenti, la Procura di Trani contesta di non aver adeguatamente valutato i rischi, violando una serie di norme sulla sicurezza.

Avrebbero sottovalutato il pericolo nonostante 20 inchieste disciplinari aperte fra il 2003 e il 2015 a seguito di incidenti sfiorati. Rischia il processo anche il direttore generale del ministero delle Infrastrutture, Virginio Di Giambattista, accusato in concorso con un’altra dirigente, Elena Molinaro, di non aver «compiuto verifiche periodiche» e adottato «provvedimenti urgenti» per eliminare il sistema del blocco telefonico su quella tratta a binario unico.

EMILIANO: SEGUIRO' PERSONALMENTE IL PROCESSO - «Noi saremo al fianco delle famiglie delle persone offese, di coloro che hanno avuto vittime e feriti. Lo faremo con grande determinazione. Seguirò personalmente il processo, con l’Avvocatura regionale. E ci auguriamo che la verità possa contribuire almeno un pò a lenire il dolore gravissimo che queste persone stanno ancora vivendo, e vivranno per tutta la vita». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, parlando con i giornalisti a Trani, dopo essere uscito dall’aula dove si tiene l’udienza preliminare per il rinvio a giudizio di 18 persone fisiche e della società Ferrotramviaria, imputate per il disastro ferroviario avvenuto il 12 luglio del 2016 sulla tratta a binario unico Andria-Corato, in cui morirono 23 persone e altre 51 rimasero ferite, nello scontro frontale tra due convogli.
Emiliano era in aula in qualità di rappresentante legale della Regione Puglia che si è costituita parte civile nel processo. «Voglio rassegnare la mia gratitudine - ha aggiunto il presidente della Regione - nei confronti dell’autorità giudiziaria di Trani, sia la Procura della Repubblica che gli uffici del Tribunale, per la rapidità con la quale si sono mossi in una processo estremamente complesso». «A praticamente due anni dall’evento - ha concluso - siamo già all’udienza preliminare e, credetemi, in situazioni del genere questo è veramente un record».

50 RICHIESTE DI PARTI CIVILE - Con le richieste di costituzione delle parti civili è iniziata l’udienza preliminare per il rinvio a giudizio dei presunti responsabili del disastro ferroviario che il 12 luglio 2016, sulla tratta Andria-Corato, costò la vita a 23 persone e il ferimento di altri 51 passeggeri.

Hanno chiesto di costituirsi nei confronti dei 18 imputati e della società Ferrotramviaria la Regione Puglia, i Comuni di Andria, Corato e Ruvo di Puglia, diciassette famiglie delle vittime e alcuni sopravvissuti, numerose associazioni, tra le quali Codacons e associazioni a tutela dell’ambiente e degli animali, per un totale di circa cinquanta parti civili. Si tornerà in aula il prossimo 7 settembre per eventuali eccezioni preliminari delle difese anche sulle richieste di costituzione delle parti civili.

«È incoraggiante per tutti noi che sia già iniziata l’udienza preliminare. Altri processi di strage hanno avuto tempo molto più lunghi» ha dichiarato a margine Daniela Castellano, figlia di una delle vittime, che oggi ha assistito all’udienza insieme con molti altri familiari. «Si spera di arrivare al più presto a processo - ha continuato - e che tutte le responsabilità vengono accertate e punite».

IL MINISTRO DEI TRASPORTI - «Darò massima attenzione perché voglio verità piena per le vittime di un assurdo incidente. La sicurezza delle tratte regionali deve diventare una questione di Stato». Lo ha detto Danilo Toninell, ministro delle infrastrutture e trasporti su twitter.

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