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In Puglia e Basilicata

Il caso

Bari, le campagne di Japigia ridotte a discariche abusive

Bari, le campagne di Japigia ridotte a discariche abusive

Il presidente del I Municipio: «Impressionante toccare con mano la realtà»

18 Luglio 2021

Rita Schena

Bari - Ogni promessa è debito. Così l'altro ieri, rispettando quanto deciso durante la manifestazione del 6 luglio, il presidente del I Municipio, Lorenzo Leonetti, è stato accompagnato in una sorta di «spazzatour» nelle campagne di Japigia, da via strada de Serio a via Padre Pio, guidato dalle Guardie dell'Anuu migratoristi e da una rappresentanza del Comitato cittadini di Japigia.
Un giro illuminante di una situazione ormai diventata insostenibile per i residenti: cumuli di materiale di ogni genere invadono le campagne circostanti e queste discariche illegali diventano poi innesco per mani criminali che danno fuoco al tutto.
Sono anni che i residenti del quartiere Sant'Anna o Japigia, senza escludere tutte le altre periferie urbane, sono costretti a vivere da reclusi per evitare di respirare i fumi neri e densi che si alzano dai roghi.

«Questa “passeggiata” poco piacevole era indispensabile per far toccare con mano il degrado che porta ai roghi – ha spiegato Cristiano Scardia del Comitato cittadini di Japigia -, anche per questo siamo stati accompagnati dagli agenti della Polizia locale nucleo antidegrado, guidati dal commissario superiore Pistone. Il nostro obbiettivo, sinergico alle guardie faunistiche Anuu era proprio quello di far conoscere all'istituzione lo stato in cui versano diverse campagne a ridosso del quartiere».

«È stato quasi impressionante vedere quanti siti ci sono dove la situazione risulta essere molto pericolosa - spiega il presidente Leonetti -. In particolare, un’area dove sono accumulati ed abbandonati un grosso quantitativo di rifiuti in materiale probabilmente amianto ed elettrodomestici dismessi. Ho molto apprezzato questa sinergia con i cittadini e con le forze di polizia locale, rappresentano un ottimo strumento per contenere questo fenomeno d’inciviltà che reca seri danni all’ambiente ed ai cittadini baresi. Oggi eravamo tanti ma restiamo ancora pochi. Le forze dell’ordine da sole non possono farcela ed è per questo che l’aiuto da parte di tutti noi diventa fondamentale. Personalmente coinvolgerò la polizia Locale e la Ripartizione ambiente affinché venga messo in pratica qualsiasi azione per contenere questa situazione. Non dimentichiamo che non curare le proprie proprietà è reato».

Perché il primo nodo da sciogliere è lo stato di abbandono delle campagne e tratturi che circondano le immediate periferie urbane. È l'incuria che permette che interi pezzi di territorio si trasformino in discariche abusive e poi diventino teatro di roghi da parte di chi pensa di «risolvere» il problema.

«Altri roghi invece vengono appiccati dai predoni del rame – spiega Scardia -, in questo caso si da fuoco a cavi, ma anche elettrodomestici. Dopo il fuoco è più semplice recuperare i materiali ferrosi che alimentano il mercato clandestino di materie prime. Ma i danni ambientali sono altissimi senza contare il pericolo sanitario per chi come noi è costretto a vivere respirando i fumi alimentati da queste combustioni dolose. Il comitato ha appena iniziato un nuovo percorso, quello della segnalazione partecipata, ovvero cercare di creare un dialogo tra cittadino e istituzione per cercare di arginare il problema dell'abbandono e bruciatura dei rifiuti».

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