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foto Luca Turi

Una panca, manifesti scoloriti, un orologio senza lancette: siamo nella sala d'aspetto di una stazione, anzi in realtà siamo in un capannone di Modugno, zona industriale di Bari, che da qualche giorno è la scenografia del film pirandelliano di Gabriele Lavia L'uomo dal fiore in bocca. Una ventina di chilometri più avanti, a Torre a Mare, un ring da pugili ingombra la piazza, tra l'Adriatico e i tavolini dei bar: anche qui, solo boxeur da pellicola, quelli del film Upside Down del regista romano Luca Tornatore (omonimo del Premio Oscar).

E ancora: a Monopoli, l’antico Palazzo Palmieri è diventato sede della Questura in cui Lolita, la poliziotta seducente con tacco 12 nata dalla fantasia letteraria di Gabriella Genisi, si muove alla ricerca di indizi nell'attesissima serie Tv «Il commissario Lolita». Luisa Ranieri, diretta dal regista Luca Miniero, sale e scende per le scale del palazzo e lo stesso ha fatto Lunetta Savino a Pezze di Greco (Brindisi), mentre una puntata ha avuto come scenografia il palazzo della nostra redazione barese della “Gazzetta”.

Bianca Guaccero con «Il medico della mala» si nasconde a Bari per l’altra serie di casa Rai, diretta da Cinzia Th Torrini e i set tra quartiere murattiano e Madonnella quasi si sfiorano. Per non parlare della Murgia, dove – come ha annunciato la presidente di Apulia Film Commission Simonetta Dellomonaco - arriverà la lavorazione di una importante produzione di film western.
Siamo un film nel film: case affittate ai cast, lungomari ingombri di personale che attende sotto il sole l'ora giusta delle riprese, sudando sotto la mascherina. Il regista Alessandro Piva, uno di quelli che negli anni Ottanta era “fuggito” dal Sud per fare cinema a Roma, ormai è tornato e lo stesso Emilio Solfrizzi quest'estate ha portato in giro con Antonio Stornaiolo un simpaticissimo spettacolo in cui racconta una vera... verità: “Io me ne ero andato da Bari sognando di diventare attore, sono salito sul treno, ma quando sono sceso, la Puglia era già la terra del cinema!”.

Chi ha avuto modo di visitare la Apulia Film House alla Fiera del Levante può capire meglio il fenomeno: dove si andava ad assistere ai congressi-fiume sul Sud, il cosiddetto Palazzo del Mezzogiorno, c'è ora un museo-gioiello in cui il Sud mette in mostra il suo cinema, il “Makinarium” allestito per raccontare e per celebrare il tempo del successo: draghi e case di pipistrelli, scenografie importantissime che abbiamo visto nei film di Matteo Garrone, bozzetti, video, manifesti e locandine d'epoca. L'unico film che Totò ha girato in Puglia è stato “Gambe d'oro” (e ne parliamo nelle pagine culturali dell'edizione di oggi), con ciak a Cerignola; mentre in questo ultimo agosto da virus, il nostro giornale ha raccontato le tante pellicole che fanno parte della nostra storia cinematografica, con una rubrica che – da Nico Cirasola a Lino Banfi a mille altri – sembrava non finire più, percorrendo gli anni e le location dei paesi baresi.

Già... location, ma saremo anche un luogo? Sicuramente sì, oggi più di ieri, quando per girare “La ragazza con la pistola” il film di Mario Monicelli, del 1968, con una splendida Monica Vitti e un iconico Carlo Giuffrè, si usò lo scenario di Polignano a Mare, “confondendolo” volutamente con una Sicilia arretrata, maschilista, deserta. Bene ha fatto Felice Laudadio a portare questo film all'ultimo Bif&st: come eravamo, come siamo diventati. Prima, solo una location. Oggi?

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