Mercoledì 12 Agosto 2020 | 16:34

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Se le «capre» diventano «sardine»

I giovani meridionali sono più capre dei loro coetanei del Settentrione. Sarà davvero vero?

Se le «capre» diventano «sardine»

Sembra proprio che i nostri figli siano diventati delle capre. Non capiscono più ciò che leggono, sebbene siano ormai bravissimi con la matematica, da sempre bestia nera di tutti i ragazzi. Quando c’è un record negativo naturalmente il sud riesce a battere il nord, per cui i giovani meridionali sono più capre dei loro coetanei del Settentrione. Sarà davvero vero? Viviamo immersi in statistiche di ogni tipo che misurano anche ciò che misurabile non è e gli algoritmi ci dicono e predicono il futuro meglio di una cartomante. Tra qualche giorno comincerà la sfilza di dati natalizi: quanti vanno in vacanza, quanto capitone e quanto panettone mangeremo, quali regali compreremo e quali ci saranno piaciuti.

Ma torniamo a chi legge senza capire. Il caso è stato ampiamente analizzato in questi ultimi giorni. Non s’è detto però che molti dei ragazzi a corto di comprendonio sono gli stessi che stanno riscoprendo il gusto delle grandi battaglie sociali: si mobilitano per salvare l’ambiente, marciano contro la violenza di genere, sfilano nei cortei per la pace nel mondo. Anche qui qualche dubbio: è davvero vero? Sul Corriere della Sera di giovedì Massimo Ammaniti ricordava addirittura «Il posto delle fragole» di Bergman per evocare la rinata vocazione dei giovani alla protesta e a riappropriarsi dello spazio pubblico.
In Italia, oltre alle mobilitazioni festaiole contro il riscaldamento globale, assistiamo alla nascita di un movimento giovanile dai forti connotati politici: le cosiddette «sardine». Oggi sono previste due manifestazioni in Puglia: a Foggia e a Bari. Sarà curioso osservare quanti di quei ragazzi meridionali che non capiscono ciò che leggono ancor più dei loro coetanei del Nord saranno in piazza con loro. Detto in termini da bestiario, quante capre vivranno la metamorfosi di trasformarsi in sardine.

La teoria dietrologica e complottista si è messa subito alla caccia di possibili ispiratori di questo movimento nato a Bologna come contromanifestazione a un comizio di Matteo Salvini. E l’anti-leghismo è stato – fino a oggi – il leit motiv dichiarato di tutte le loro adunate. C’è una regia occulta? Difficile dirlo con certezza. Oggi è molto semplice con il passaparola digitale organizzare manifestazioni di piazza. La Rete da tempo ha originato il fenomeno dei flash mob che possono essere declinati nei modi più vari. La «sardine» per ora ne rappresentano uno basato soprattutto sul numero: incontrarsi in uno stesso posto ed essere così tanti da restare stretti appunto come le sardine in scatola.

In molti – con speranza alcuni, con preoccupazione altri – si chiedono se i clupeidi si trasformeranno in un movimento politico e dunque con strutture, gerarchie, programmi, ambizioni e tutti i paramenti che servono alla liturgia partitica. Da sempre essere contro qualcuno o qualcosa è un collante a presa rapida. I problemi arrivano dopo, cioè quando viene meno il «nemico» o presunto tale. La parabola dei 5Stelle è esemplare in questo e c’è da dire che non nascevano in maniera così spontanea, ma avevano la regia di due marpioni del business e della comunicazione: Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo. A partire dai «Vaffa day» il successo fu contagioso. Facile dire «vaffa» alla corruzione, alle leggi ottuse, alle ruberie, alla sete di potere, ai vecchi partiti ecc. ecc. Ma una volta «aperto il Parlamento come una scatoletta di tonno» (riecco l’animalità che torna) le cose si sono rivelate ben più difficili e oggi i 5Stelle, ancorché partito leader del governo, appaiono sempre più divisi e litigiosi.
Schierarsi contro la deriva destrorsa, ritrovarsi in tanti in piazza, gridare slogan e dare sfogo alla fantasia è un’esperienza piacevolissima che lega agli altri e fa sentire vivi, vivaci e forti. Lo spontaneismo è bello e appagante, ma per sua natura è effimero. Un tempo i partiti storici cercavano di irreggimentare questo fiume di energie e di risorse. Nelle strutture interne esistevano spazi precisi dedicati a far crescere coloro che sarebbero diventati parte della nuova classe politica. Oggi prevale il fai da te e, come dimostra ogni giorno la cronaca, dai Comuni fino alle Camere, l’inesperienza e l’impreparazione sono una miscela che provoca danni spesso irreparabili.

Le sardine quale percorso faranno? Svaniranno come neve al sole? Si lasceranno fagocitare da qualche partito a caccia di energie fresche? Rivivranno la parabola dei 5Stelle? Molto dipenderà da ciò che avranno letto e, soprattutto, da ciò che avranno capito da quelle letture.

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