Domenica 13 Giugno 2021 | 16:31

NEWS DALLA SEZIONE

L'editoriale
Una riforma della giustizia per ridare fiducia ai cittadini

Una riforma della giustizia per ridare fiducia ai cittadini

 
L'analisi
Quei sindaci «bersagli mobili» da mettere in sicurezza

Quei sindaci «bersagli mobili» da mettere in sicurezza

 
L'analisi
Più chiarezza sui vaccini non si può morire a 18 anni

Più chiarezza sui vaccini non si può morire a 18 anni

 
La riflessione
I doveri nascosti dietro l’ambiente in Costituzione

I doveri nascosti dietro l’ambiente in Costituzione

 
La riflessione
Più del 40% dei fondi: ora il Sud alza la voce in Europa

Più del 40% dei fondi: ora il Sud alza la voce in Europa

 
L'analisi
La giustizia nel nome del popolo indignato

La giustizia nel nome del popolo indignato

 
Il punto
Mettiamoci d’accordo sul significato di ambiente

Mettiamoci d’accordo sul significato di ambiente

 
la riflessione
Una città svenduta agli appetiti di pochi

Una città svenduta agli appetiti di pochi

 
in basilicata
C'era una vola il Parco della Grancia

C'era una vola il Parco della Grancia

 
L'analisi
Matera ci riprova con i ministri del G20

Matera ci riprova con i ministri del G20

 
La riflessione
«Bella ciao» canto popolare non un inno obbligatorio

«Bella ciao» canto popolare non un inno obbligatorio

 

Il Biancorosso

Biancorossi
Bari, De Laurentiis: «Polito è qui per vincere»

Bari, De Laurentiis: «Polito è qui per vincere»

 

NEWS DALLE PROVINCE

FoggiaNel Foggiano
Carlantino, il parroco viene trasferito: sindaco protesta e diserta messa S.Antonio

Carlantino, il parroco viene trasferito: sindaco protesta e diserta messa S.Antonio

 
BariPolizia locale
Bari, travolge due motociclisti e scappa: pirata della strada rintracciato a Valenzano

Bari, travolge due motociclisti e scappa: pirata della strada rintracciato a Valenzano

 
PotenzaNel Potentino
Melfi, scritte e atti vandalici contro sede del Pd. Letta su Twitter: «Non ci fermiamo»

Melfi, scritte e atti vandalici contro sede del Pd. Letta su Twitter: «Non ci fermiamo»

 
TarantoLadro seriale
Taranto, 22 auto danneggiate in una sola notte per rubare dagli abitacoli: 57enne in carcere

Taranto, 22 auto danneggiate in una sola notte per rubare dagli abitacoli: 57enne in carcere

 
LecceIl gip: manca la prova
Covid, «Non contagiò paziente in studio»: archiviazione per un medico salentino

Covid, «Non contagiò paziente in studio»: archiviazione per un medico salentino

 
BrindisiIl virus
Covid 19, a Brindisi due casi accertati di variante indiana

Covid 19, a Brindisi due casi accertati di variante indiana

 
Materafelicità
Miglionico, «Felice per la nostra prima unione civile»

Miglionico, «Felice per la nostra prima unione civile»

 

i più letti

l'opinione

Dallo scudo alla prescrizione: l'idea giustizia del Movimento

A tutela dell’imputato si prevede che il processo debba svolgersi in tempi contenuti, debba insomma raggiungere il suo obiettivo in un arco temporale tale da farlo uscire al più presto dal circuito giudiziario

Dallo scudo alla prescrizione: l'idea giustizia del Movimento

Nessuno intende sancire immunità od esenzioni dalla giurisdizione individuali o collettive quando si disapprova l’atteggiamento dei Cinquestelle di fronte ai temi della giustizia. E tuttavia quell’approccio, abitualmente definito giustizialista – o meglio, espressione di una demagogia giudiziaria – e che è figlio delle prime battaglie anticasta del M5S, ha un grande e primigenio difetto: l’autoattribuzione del ruolo di “buoni” con il compito di debellare i “cattivi”, ça va sans dire i loro antagonisti politici, trasformati in nemici destinati ad essere combattuti e debellati grazie all’apparato giudiziale.
Analoga sorte per i vertici di banche e grandi gruppi imprenditoriali, implicati in vicende che avevano danneggiato risparmiatori e consumatori. L’accusa era quella di scarsa moralità, rivolta però più alle categorie e ai gruppi che ai singoli individui. Fu proprio da qui anzi, come molti ricorderanno, che partì l’insurrezione via web di Beppe Grillo il quale con indubbio intuito e non comune empatia – grazie anche agli auspici di Gianroberto Casaleggio – accese la miccia dell’inarrestabile ascesa dei Cinquestelle.
Se si ha chiaro questo fondale si comprendono pure le scelte draconiane in materia di giustizia, da quella infelice relativa alla soppressione dello scudo penale, che sta polarizzando l’attenzione dell’intero Paese (e non solo) a quella della riforma della prescrizione (di fatto, una cancellazione) oggi rimessa in discussione.

Entrambe attuate con la “complicità” – tutt’altro che entusiasta – dei partner di governo (nel primo caso il PD, nel secondo la Lega).
Il ragionamento è semplicistico, ma di grande presa sull’opinione pubblica. Se azzeriamo il decorso della prescrizione dopo la sentenza di primo grado (di assoluzione o di condanna che sia) raggiungiamo la certezza che tutti coloro che commettono un reato saranno giudicati e condannati, senza che possano eludere la giustizia a causa del tempo trascorso. Chi conosce le dinamiche del processo penale sa che non è così. Si tratta, infatti, di una visione che non tiene conto di vari fattori, tutt’altro che marginali.

Viviamo in un Paese in cui, al pari di quasi tutti gli Stati dell’Occidente, vige dal 1955 un principio, scolpito nella Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (art. 6 § 1), dettato a protezione dell’imputato ma anche di un corretto esercizio della giurisdizione: la durata ragionevole del processo (recepito giusto un ventennio fa dalla nostra Carta fondamentale all’art. 111 comma 2 Cost.).
A tutela dell’imputato – che è considerato innocente fino alla condanna definitiva – si prevede infatti che il processo debba svolgersi in tempi contenuti, debba insomma raggiungere il suo obiettivo in un arco temporale tale da farlo uscire al più presto dal circuito giudiziario. È una garanzia soprattutto per l’imputato innocente, che vedrà così cessare quello stato di incertezza e con esso ogni effetto collaterale del processo sulla sua vita personale e lavorativa. Il processo è di per sé una pena, ammoniva Francesco Carnelutti, qualcosa di intollerabile per chi si vedrà poi dichiarare estraneo ai fatti che gli sono stati contestati. Ma anche quando l’imputato è colpevole la durata ragionevole costituisce un valore, perché consente di arrivare a una sentenza di condanna a distanze accettabili dal fatto, accertandolo sulla base di prove che non risentono della loro obsolescenza (una per tutte, la testimonianza, legata al fisiologico declino della memoria). E, ancora, lo è per la vittima e per la società che percepiranno la risposta dello Stato all’illecito prima che il ricordo della vicenda si offuschi.

Un valore aggiunto per tutti, quindi, e non un escamotage per sottrarsi alla giustizia.
Ma destinato a scontrarsi con quello che è un profilo identitario dei grillini, irreggimentati in una visione black and white del mondo. Troppo giovani – forse – per avere nel loro DNA musicale l’ironia inconsapevolmente profetica di Edoardo Bennato, che nel 1974 ai buoni e ai cattivi ha dedicato un album e un brano, paventando l’arrivo dei buoni che «dicono basta a tutte le ingiustizie che finora hanno afflitto l’umanità», che preannunciano una nuova era in cui tutti saranno uguali e che per attuare il loro progetto «hanno già fatto un elenco di tutti i cattivi da eliminar…» (Arrivano i buoni).

Ora il Pd intende riconsiderare la disciplina destinata ad entrare in vigore il prossimo 1° gennaio, proponendo di introdurre una dead line, superata la quale il processo giocoforza si conclude. O, in alternativa, una soluzione “alla tedesca”, con la riduzione di un terzo della pena irrogata quando i termini di prescrizione non siano stati rispettati. I Cinquestelle fanno muro, con il rischio che il Pd voti la proposta insieme all’opposizione, probabile anticamera di una crisi di governo. E che i cattivi si prendano la loro rivincita.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie