Lunedì 17 Dicembre 2018 | 08:46

Sul ponte sventola la bandiera blu
Spiagge brindisine sempre al top

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Nel contesto di una regione che rappresenta un fortissimo polo di attrazione per i turisti (del resto, fonti autorevoli come National Geographic e Lonely Planet considerano la Puglia un autentico “gioiello” e non di rado lo hanno sottolineato nei propri reportage), la provincia di Brindisi ricopre un ruolo tutt’altro che secondario grazie ad una serie di fattori che rendono “appetibile” la vacanza in questa località: gastronomia, paesaggi mozzafiato, storia e cultura, ma soprattutto il mare e le decine e decine di chilometri di costa, a nord e a sud del capoluogo.

Il litorale brindisino, infatti, è pieno di tante bellissime spiagge che offrono ai visitatori un’alternativa importante e adatta a tutti, legata alla possibilità, da un lato, di cercare lidi attrezzati per rilassarsi lontano da ogni pensiero e preoccupazione, e dall’altro di puntare alle spiagge libere, in modo da fuggire dalla massa e ritagliarsi un piccolo angolo di paradiso dove ogni tipo di stress scompare.

La “punta di diamante”, in tale contesto, è rappresentata da Torre Guaceto, l’area protetta e riserva naturale per eccellenza del territorio brindisino. In questo “fazzoletto” di costa, la qualità delle acque marine (così cristalline da non aver nulla da invidiare ai... Caraibi) arriva al top, trattandosi di un ambiente incontaminato. Per chi viene da queste parti, ad esempio, sarebbe un... delitto non visitare le meravigliose calette di Torre Guaceto che ricordano – e neppure vagamente – paesaggi esotici. Per raggiungerle, occorre percorrere un sentiero circondato da fitta e variegata vegetazione mediterranea e da diverse specie di fauna che nell’area protetta hanno trovato e stabilito il loro habitat. Il mare è trasparente e pulito e i suoi fondali possono essere esplorati, arrivando a contatto con l’... animata vita marina. Accanto a tutto questo, poi, c’è il “fiore all’occhiello”, la spiaggia (libera) più “in” dell’intero territorio, Penna Grossa, meta ogni giorno (da giugno a settembre) di migliaia di bagnanti.

Andando più a nord – senza dimenticare tante piccole amene località che si attraversano nel tragitto (Specchiolla, Pantanagianni e Torre Santa Sabina) – si arriva nel territorio di Ostuni, la “regina” della provincia (e tra le tappe più ambite dei vacanzieri anche fuori confine) quanto a presenze (e, tra esse, tanti stranieri). La “Città Bianca” (chiamata così per il colore caratteristico delle abitazioni del centro storico) offre, peraltro, una doppia opportunità: per un verso, quella di trascorrere le vacanze a mare (il “raggio” d’azione è ampio: da Torre Pozzelle sino al Pilone e che la qualità delle acque è altissima lo testimoniano le “Bandiere Blu” di Legambiente conquistate ogni anno), magari affittando (se non proprio acquistando) una villa nei villaggi che insistono sulla costa (dal più grande, Rosa Marina, al più piccolo, Monticelli); per l’altro quella di optare per la campagna e, in tal senso, i paesaggi non sono certo da meno, come nel caso delle strade provinciali che da Ostuni portano nelle varie località limitrofe (Ceglie, Cisternino, Francavilla, San Michele, Martina Franca), piene zeppe di villette (spesso rappresentate dai caratteristici trulli) dove poter trascorrere la vacanza a contatto con la natura.

Stesso copione a Fasano, anch’essa tra le mete più ambite dai turisti che scelgono per le proprie vacanze la Puglia. Anche in questo territorio c’è l’imbarazzo della scelta per chi ama il mare o preferisce la tranquillità offerta dalla collina. Sotto quest’ultimo aspetto, il “piatto forte” è la Selva che si trova nel bel mezzo della Valle d’Itria e che offre scenari difficilmente riscontrabili altrove. Fasano è rinomata anche per i tanti matrimoni vip celebrati negli anni all’interno di uno dei vari resort a cinque stelle che operano nelle contrade e nelle frazioni e che sono costituiti perlopiù da meravigliose masserie nel mezzo della natura.

Non da meno è l’opzione mare con la presenza di spiagge e scogliere incorniciate da boschi, uliveti, trulli e campi curatissimi. Gli arenili di Savelletri e Torre Canne rappresentano l’ideale per chi predilige i lidi attrezzati, mentre la costa tra le due località è prevalentemente rocciosa ed è ricca di spiagge libere. Da non trascurare anche la presenza di un’altra area protetta, il Parco delle Dune Costiere di Torre Canne e Torre San Leonardo (che interessa, peraltro, anche il territorio di Ostuni), la cui caratteristica principale è il susseguirsi di zone umide, aree di sosta per l’avifauna acquatica migratoria, antichi oliveti e masserie fortificate..

Partendo dal capoluogo e prendendo la direzione opposta, verso sud (e, quindi, verso il confine con la provincia di Lecce), la qualità del mare è sempre eccellente e non mancano neppure spiagge libere e lidi attrezzati di grande richiamo, come nel caso delle località di Campo di Mare e Lendinuso. Il problema di fondo è rappresentato dall’erosione che ha ridotto notevolmente gli arenili, indietreggiando a dismisura la linea di costa. Esistono alcune spiagge interdette alla balneazione e allo stazionamento di persone per via del rischio di crollo della falesia e poco si riesce a fare per arginare il fenomeno. Stesso discorso per i tredici chilometri di costa che rientrano nel comprensorio del capoluogo, da decenni falcidiati dalle mareggiate che inghiottono intere porzioni di spiagge. Lo scorso anno è stato effettuato un primo intervento di rimodulazione della falesia (i cui esiti, in chiave di riduzione del pericolo di crollo, restano ancora in attesa però di formale riscontro) e si spera che esso possa costituire un punto di partenza verso un’auspicata inversione di rotta che possa finalmente valorizzare una risorsa e un patrimonio di inestimabile valore qual è il litorale brindisino. In questa stessa ottica, va peraltro inquadrata la prossima apertura di una spiaggia libera – Cala Materdomini – in una zona che da anni versava in condizioni di totale abbandono.

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