Lunedì 10 Dicembre 2018 | 16:41

Sapori di mare e di terra: ricci, pomodori regina e fico mandorlato

Apertura delizie brindisine

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Sapori di mare e di terra: ricci, pomodori regina e fico mandorlato

Apertura delizie brindisine
 

Lusso e grande semplicità, ecco i segreti dello charme del territorio brindisino. Autentico ed affascinante, fruibile tutto l’anno, ha nella buona cucina uno dei cardini del suo sviluppo turistico. Fasano, che vanta nella zona marina le masserie con gli hotel più esclusivi della Puglia, continua ad accogliere vip come la rock star americana Madonna con i suoi tipici piatti: quelli dei contadini e dei pescatori. Sapori unici, nei quali su tutto prevale la bontà mediterranea delle materie prime.

Mettiamoci in viaggio, allora, ed iniziamo questa esplorazione delle delizie brindisine proprio dal mare. A Savelletri di Fasano la tappa obbligata è quella dei chioschi per gustare i ricci di mare. Il suo porticciolo, fino a pochi decenni fa popolato solo da pescatori, oggi è diventato anche turistico. Qui si può fare la spesa direttamente dai pescatori oppure deliziarsi nei ristorantini marinari di Savelletri. È un tripudio di pesce azzurro e frutti di mare, crudi e cotti.

A Torre Canne prosperano i celebri pomodori regina la cui bontà, e sapidità arricchita dal crescere in terreni sabbiosi da semi autoctoni, è tutelata anche dall’omonimo Presidio Slow Food. Siamo nella fascia Adriatica del brindisino dove, fra siti archeologici e mare cristallino, la pesca è generosa e prosperano anche fattorie del mare per l’allevamento di pesce. Verso la scogliera, i campi che arrivano a ridosso del mare, sono ricchi di bietola spontanea.

Il litorale, mano a mano che si arrampica verso le colline della Murgia brindisina, è costellato di fichi di numerose varietà. Dal consumo fresco, limitato al periodo estivo, fino a quello dei fichi secchi, la tradizione contadina resiste. Il fico mandorlato, tipico delle feste dei matrimoni per il significato simbolico di fertilità del fico in cui viene inserita la mandorla, è valorizzato dalla sagra che gli viene dedicata a San Michele Salentino.

Mandorle, che collezione straordinaria di varietà che in pasticceria danno un risultato di assoluto rilievo. Matrimoni, battesimi e cresime avevano il sapore del biscotto di Ceglie Messapica che, dalle mandorle tondino cegliese oppure rivezzo, trae il suo gusto caratteristico arricchito da marmellate di ciliegie e amarene. Custodi dei “segreti” del biscotto cegliese (Presìdio Slow Food) sono le famiglie cegliesi: ognuna custodisce la sua ricetta.

Ceglie Messapica è considerata la “capitale” della gastronomia pugliese e si caratterizza, come i paesi del circondario, per i vicoli imbiancati a calce e quella marcia in più data da una fitta rete di trattorie, osterie, fornelli e ristoranti, anche con Stella Michelin. Altro ristorante stellato è a Carovigno, un chiaro segnale del livello altissimo dell’offerta gastronomica brindisina.

Profumi di macchia mediterranea, sapori da portare a casa, siamo nella riserva naturale di Torre Guaceto. La sua particolarità è legata al fatto che i produttori di olio e del pomodoro di Torre Guaceto (tutelato dal Presidio Slow Food) producono e trasformano gli “Ori del Parco”, dando la possibilità ai turisti che affollano l’area protetta di gustare anche a casa questi gusti indimenticabili.

Olivi, plurisecolari e catalogati, ancora produttivi, segnalano una diffusa cultura dell’olio extra vergine. È proprio nel brindisino che, il primo olio DOP di Puglia, è diventato realtà. Un primato che, nel tempo, è diventato il segnale di riconoscimento di una gastronomia votata alla ricerca dell’eccellenza perché un filo d’olio può cambiare radicalmente il gusto della pietanza. E allora qui, a tavola e fra i souvenir, non può mancare l’extravergine “Colline di Brindisi”. L’olio prodotto fra le alture di Fasano e Brindisi è frutto della varietà Ogliarola (70%), e il restante 30% di Leccino, Coratina e Frantoio. E’ caratterizzato da un netto fruttato di oliva con profumi di erba e legumi, dal gusto molto dolce con buon fluidità.

Per scoprire questa Dop, che è stata la prima delle sei di Puglia, possiamo percorrer l’omonima Strada dell’Olio. Racchiude un goloso percorso enogastronomico che ci porta attraverso le bontà di Carovigno, Ceglie Messapica, Cisternino, Fasano, Ostuni, San Michele Salentino, San Vito dei Normanni e Villa Castelli. Località dove, fra terra e mare, fra le prelibatezze delle carni locali al fornello e il pesce di paranza c’è l’imbarazzo della scelta.

Sul lungomare di Brindisi il porto turistico “Approdo delle Indie” offre una rete di bar eleganti, enoteche con piccola cucina, ristoranti e trattorie in cui poter pranzare ammirando il panorama dell’Adriatico.

Nel piatto dalle frise ai vini a base di Negroamaro e Malvasia, il pescato freschissimo e cucinato in modo semplice Da qui sono passati crociati e templari. Dal 1869, con l’apertura del canale di Suez, Brindisi diventò fino al 1914 il terminale europeo del collegamento fra Londra e Bombay: era “La Valigia delle Indie”. Dopo oltre un secolo, quel magico profumo di chiodi di garofano e cannella sembra che rimasto sulle banchine del porto di Brindisi.

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