Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 08:44

Lettere alla Gazzetta

Figli miei non posso che darvi amore

Siete venuti anche da lontano per farmi gli auguri!! Vi guardo commossa figli miei e stringo al cuore le vostre teste ormai adulte mentre, perplessa mi chiedo: come e quando è passato il tempo?.. “Quando”, ho smesso di cambiarvi il pannolino, di cantarvi la ninna nanna, di preparare le pappine, di trascorrere notti insonni per i malanni legati alla vostra tenera età… “Quando”, dimessi i grembiulini colorati dell’asilo, vi ho accompagnati a scuola con la divisa delle elementari... “Quando”, dal davanzale della finestra, il mio sguardo ha smesso di seguirvi “oltre la girata”, mentre zainetti in spalla correvate verso il bus diretti alla scuola Media... il Liceo..., L’Università… “Quando”, in silenziosa ansia, ho sperato di vedere un sorriso nei vostri occhi, al posto di quelle cocenti lacrime versate per la delusione del primo amore… “Quando”, non sono più riuscita a seguirvi neanche col pensiero nelle distanze planetarie, richiamati come eravate dai vostri studi e da impavidi sogni di gloria! “Quando” Mi son dovuta fermare alla “sbarra” di quel percorso evolutivo biopsicofisico che vi riconosceva ormai autonomia e indipendenza “Quando”, la nostalgia, se pur carezzata dall’onda cristallina dei ricordi, ha cominciato a segnare la mia esistenza al tramonto, in contrasto con quella gloriosa aurora “aurora boreale” che invece baciava le vostre carriere professionali, riempiendomi di orgoglio… “Quando”, infine siete diventati Uomini che camminano nel mondo da soli. Uomini grandi, più grandi di noi… “Quando”... Non vi sono risposte.
Nessuno di noi può dare figli miei, se non l’amore; quel legale indissolubile cioè che fa grande, grandissima la nostra storia infinita!

Teresa Francia, Bari

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