Sabato 19 Gennaio 2019 | 04:04

Lettere alla Gazzetta

Le rottamazioni che gli italiani (non) si aspettavano sul serio

Il termine rottamazione è nato nel secolo scorso per la vendita delle automobili.
Quando le vendite ristagnavano e si rischiava il blocco della produzione si inventò questo nuovo modo di vendita: la rottamazione del vecchio veicolo, che veniva valutato un prezzo, per l'acquisto da parte del cliente di una nuova macchina. In sostanza il rivenditore per poter vendere si assumeva l'onere di togliere dalla circolazione le vecchie automobili.
Questo concetto di rottamazione successivamente fu assunto anche dai rivenditori di elettrodomestici e servì alla modernizzazione del Paese, perché nelle case si vedevano nuovi elettrodomestici e nelle strade automobili sempre più belle e sofisticate.
Un nostro politico (Renzi, per non fare nomi) ha usato il termine rottamazione per togliere di mezzo i vecchi governanti e, ad onor del vero, è riuscito ad avere un enorme consenso.
Quel 40% alle elezioni regionali non se l'aspettava nessuno e fu un risultato che non si era mai visto dopo l'ultima guerra mondiale.
Gli italiani con Renzi si aspettavano la fine della crisi, le riforme che avrebbero facilitato la ripresa economica e l'abbattimento del vecchio apparato politico.
Per fare tutto questo occorreva il nuovo: un nuovo sistema elettorale, un nuovo concetto di democrazia un nuovo modus vivendi.
Come esordio Renzi fece la riforma della scuola, chiamandola «La Buona Scuola» inserendo il concetto di gender.
Un tempo era quello il modo di fare dei dittatori. Si iniziava dai più piccoli per educarli tutti nella stessa maniera.
Mussolini li chiamava i Balilla e fin da piccoli li addestrava alla guerra.
Renzi con il concetto di gender dette il via ad una riforma che in uno Stato radicalmente cattolico come il nostro era considerata impossibile da realizzare, cioè la legge sulle unioni di fatto.
Ora sono soddisfatti e gai tutti gli omosessuali italiani.
L'altra riforma che sta portando avanti il nostro Renzi ,e lo fa anche tramite l'attuale primo ministro, è trasformare la società italiana in una società multietnica e si sta affrettando a farla, accogliendo il maggior numero di immigrati e approfittando del fatto che la natalità in Italia è diminuita notevolmente.
Ma erano queste le priorità per gli italiani? Era questa la rottamazione che si aspettavano?
Lo vedremo alle prossime elezioni.

Biagio Sannicandro, Bari

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