Lunedì 21 Gennaio 2019 | 02:02

Lettere alla Gazzetta

Ilva, domande sui possibili acquirenti

Secondo quanto riferito dalla stampa a proposito della vendita degli stabilimenti Ilva, l’offerta di Am Investco Italy - la joint venture tra il gruppo Marcegaglia e la multinazionale controllata dalla famiglia Mittal in gara per rilevare gli assset dell’Ilva in amministrazione straordinaria - risulterebbe, nella parte economica, superiore di oltre il 20 per cento a quella presentata da AcciaItalia, l’altra cordata in gara, composta da Jsw, Arvedi, Cdp e Delfin.
I commissari dell’Ilva hanno circa un mese di tempo per analizzare in maniera approfondita le due offerte, sia dal punto di vista industriale-occupazionale che economico.
Mi chiedo e chiedo: nella cordata Am Investco Italy c’è il Gruppo Mercegaglia, che a Taranto qualche anno fa ha investito il progetto Marcegaliga Buildtech, stabilimento dedicato alla produzione di pannelli coibentati e di pannelli fotovoltaici innovativi. Stabilimento che ha già chiuso i battenti causando il licenziamento di 140 lavoratori (proprio in questi giorni sono in corso sit-in e proteste dei lavoratori, in quanto la cig è scaduta).
Certo, il mercato è mercato e i progetti Ilva e fotovoltaico sono differenti. Nessun preconcetto o accusa, ma un interrogativo: sostenere una impresa come quella dell’Ilva di Taranto dopo aver aperto e chiuso i battenti di una piccola industria è impresa possibile? E poi, senza progetti legati alla svolta ambientale (l’altra cordata parla di progressiva decarbonizzazione) dove si va?

Angelo Battista, Taranto

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