Lunedì 21 Gennaio 2019 | 04:46

Lettere alla Gazzetta

Hanno distrutto la scuola ora i ragazzi non sanno l'italiano

Era ora che ci si accorgesse di questa triste realtà, non è da oggi che noi non più tanto giovani, specie se ex insegnanti, ci siamo resi conto del degrado linguistico vigente in Italia. Gli alunni delle medie e delle superiori non masticano adeguatamente la lingua madre, avvezzi a termini presi in prestito da video-giochi, cellulari e tablet. Sono bravissimi, ma provate a chiedere loro la trasposizione di quel linguaggio in italiano: il vuoto. Di chi la colpa? Degli insegnanti? Dei programmi scolastici? Dei libri di testo ?
Ai miei tempi per ottenere un sette in italiano, dovevi essere quasi un piccolo genio. Ora i voti sono pompati e i ragazzi crescono con la convinzione di sapere già tutto. Non parliamo delle grammatiche: esercizi semplificati, per lo più con semplici risposte, vero-falso. Si studiano più a memoria le regole grammaticali? Si fanno pagine e pagine di verbi regolari e irregolari? Quanti riassunti al mese? E la parafrasi del testo poetico, chi la conosce? Noi non eravamo certo più intelligenti dei ragazzi di oggi, ma sicuramente studiavamo meglio e stavamo più a lungo sui libri. Il voto era la sommatoria di molti fattori, contenuto, correttezza grammaticale e sintattica, lessico appropriato e periodare consono. Quale eresia! Ai nostri tempi, il latino si studiava alla scuola media, l'Iliade e l'Odissea si leggevano nella traduzione del Monti, e per intero. E l'Eneide e I promessi sposi? Spesso si dovevano imparare a memoria pagine intere di questi classici. Tempo perso? no di certo, ma arricchimento linguistico. Cosa dire del fatto che i ragazzi non sanno usare il vocabolario? Strumento indispensabile, si accende il cellulare e si cerca, nei casi migliori. La lingua italiana noi "sorpassati" la imparavamo in casa e la formica amo sui banchi di scuola. Non parliamo degli esami che abbiamo dovuto superare: quinta elementare, esame di ammissione allla scuola media, già perché a quei tempi esisteva "l'avviamento professionale" scuola degnissima per alunni carenti nelle materie letterarie, e poi quinto ginnasio ed esame dì maturità con tre prove scritte e tutte le discipline agli orali. Molti erano rimandati o respinti, ora ci sono i debiti e i crediti. Superare la maturità era veramente una grossa impresa, molti di noi "sopravvissuti ad una scuola selettiva e nozionistica" abbiamo sudato giorni e notti insonni, per raggiungere un risultato a volte nemmeno tanto brillante. Di chi è la colpa? non degli insegnanti forse, poveretti malpagati, scarsamente considerati da genitori e figli, si arrabattano come possono.. I libri di testo non sono all'altezza del compito loro assegnato, le varie riforme hanno affossato la scuola ed ecco i risultati. I nostri ragazzi saranno più ignoranti in Europa, e forse nemmeno per colpa loro.

Franca Chiorazzo, Insegnante di lettere in pensione, Barlettta

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