Giovedì 17 Gennaio 2019 | 09:33

LETTERE ALLA GAZZETTA

Il pericolo del silenzio su Amatrice

L'Italia è un Paese ad alto rischio sismico. Per molto tempo la faglia è stata «silente», ma i geologi studiando la sua storia avevano denunciato la possibile riattivazione, c'è quindi una variabilità e imprevedibilità dei terremoti; unica difesa (per ora) secondo i sismologi sono le costruzioni antisismiche.
Michele Partipilo, nell'articolo «Quel legame tra il borgo e i suoi abitanti» («Gazzetta» del 29 agosto, pagina 17) evidenzia il lato psicologico di questa tragedia scrivendo: «Si capisce che accanto al dolore per la perdita di persone care, c'è un dolore inespresso per la perdita di identità. La gente di Amatrice, di Pescara, di Accumoli, di Arquata, vorrà riavere la sua casa al posto dove si trovava, vorrà riavere i suoi ritmi, i suoi ricordi, i suoi profumi, i suoi gesti quotidiani, compensando così i suoi affetti perduti e che sa di non poter mai riavere».
Tra qualche giorno si spegneranno i riflettori dei Media, finiranno le interminabili dirette televisive e tutto sparirà dall’attenzione degli italiani.

Maria Amendolagine, Bari

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