Giovedì 17 Gennaio 2019 | 15:42

LETTERE ALLA GAZZETTA

Il monito di Papa Francesco ai giovani

In queste giornate estive, schiacciati da notizie di cronaca sempre più agghiaccianti, la notizia della crudele uccisione di padre Iaques, un pastore di anime, ha raggiunto il nostro pontefice a Cracovia, in Polonia, dove ha accompagnato i giovani della diocesi di Taranto per la Giornata Mondiale della Gioventù (Gmg).
E' stata fatta un'incursione durante una celebrazione eucaristica, si è dato sfogo ad un fanatismo religioso dissacrante ed è stato assassinato un anziano sacerdote, un pastore di anime. È forte l'appello del Papa ai giovani, li ha invitati ad essere costruttori di fraternità in un mondo frammentato. È un appello alla speranza, che tiene conto della forza e delle paure dei ragazzi e calandosi nel loro linguaggio e nel loro mondo li ha esortati a installare bene la connessione più stabile, quella di un cuore che vede e trasmette il bene senza stancarsi; ha infine consigliato loro a non lasciarsi «anestetizzare l'anima».
Papa Bergoglio inoltre è capace di una introspezione forte del cuore dei giovani, calandosi nel loro linguaggio e nel loro mondo, li conquista parlando di sms e connessioni internet, invitandoli a chattare con Cristo, e a fare del Cristo il proprio «navigatore». «A Gesù non si risponde con un messaggino» e ancora: «mettetevi in gioco, la vita non va messa nel cassetto». Queste le esortazioni rivolte dal nostro pontefice ai giovani, che non si possono fermare alla superficie degli avvenimenti, ma devono diffidare delle liturgie mondane dell'apparire e del maquillage dell'anima per sembrare migliori.

Maria Amendolagine, Bari

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