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LETTERE ALLA GAZZETTA

Come fu debellato il «cugino» del flagello Xylella?

A proposito delle rinnovate «polemiche» sulla questione Xylella e, premesso che sono «ignorante» del settore, desidero segnalare una nota che ha suscitato la mia curiosità, sfogliando l’Annuario pugliese del 1882 di Domenico Mele (pag. XLIII).
Tra le tante notizie sulle condizioni agrarie della Puglia, riportate dal professor Giovanni Lofoco, mi sono imbattuto nel seguente passo che qui riporto: «Raccomandiamo ai proprietari del Barese, nell’interesse della ricchezza loro e della Provincia, di essere vigili e pronti alla distruzione delle malattie che purtroppo si fanno sentire nei nostri uliveti. Essi ricorderanno la Psylla olivina conosciuta in Puglia col nome di “bombacella” dell’ulivo, creduta dai coloni un prodotto dell’albero stesso, cagionato dalle variazioni atmosferiche e specialmente dalla nebbia. Tutti i coloni già sapranno che trattasi di un insetto e perciò speriamo che essi vorranno essere solerti esploratori e distruttori di questo micidiale nemico dell’ulivo, come il Phloeotribus oleae (punteruolo) e la Tinea olealia (tignola)».
Sarebbe interessante sapere se e come fu debellato questo insetto che, a prima vista, sembra «cugino» del nostro attuale flagello.

Felice Giovine, Bari

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