Lunedì 21 Gennaio 2019 | 23:47

LETTERE ALLA GAZZETTA

Promemoria per il Pd pugliese e per i problemi da affrontare

Lo si voglia o no, il PD è al centro della vita politica italiana e per questo il Congresso Regionale della Puglia, convocato per il 15 maggio 2016, deve rappresentare una significativa tappa.
Il Partito Democratico si appresta a celebrare il suo decennale di vita. Una nascita salutata entusiasticamente, ma una crescita che stenta a interpretare compiutamente le attese iniziali; anche qui, in Puglia, nonostante abbia in questi anni svolto importantissime funzioni di Governo. Sta prevalendo uno stile leaderistico – decisionistico che non appartiene alla cultura delle esperienze democratiche, in Puglia come in Italia.
In questo contesto, l’unità del PD pugliese sulla candidatura a segretario regionale di Marco Lacarra è una opportunità a patto che si superino questi nodi.
Nel congresso si svolgerà un confronto politico? tutti d’accordo su cosa?
È stato positivo evitare lacerazioni, ma è anche necessario evitare omologazioni. Il Congresso Regionale del PD dovrà misurarsi su un programma di riforme per la Puglia, sul rapporto con i territori, con la Città Metropolitana di Bari, con il gruppo consiliare e con il Governo regionale e nazionale.
I pugliesi si accorgeranno del Congresso se il PD lo celebrerà assumendo iniziative chiare per la soluzione dei loro problemi:
a) una politica sanitaria che non si esaurisca nella cosiddetta “razionalizzazione” delle strutture ospedaliere, ma promuova la salute territoriale e della prevenzione;
b) una politica del lavoro che non deleghi alle iniziative governative la possibilità di creazione di nuova occupazione, in particolare quella giovanile e quella degli over 50, ma anzi ne esalti gli aspetti positivi e ne controlli eventuali distorsioni strumentali e di corto respiro;
c) una politica economica che favorisca la produzione e la commercializzazione del “Made in Puglia” (sia industriale, artigianale e agricola), creando sistemi produttivi locali integrati;
d) una politica turistica, ambientale e culturale che prosegua quella fin qui attuata negli ultimi 10 anni, valorizzando il nostro patrimonio sia materiale che immateriale, promuovendo una moderna qualificazione della classe imprenditoriale;
e) una politica di welfare, già così avanzata in Puglia che, superando vecchie logiche settoriali, sappia integrare tutti gli interventi a livello territoriale, evitando ogni forma clientelare e di assistenzialismo e la vecchia logica dei contributi a pioggia;
f) una politica che affronti le vecchie e nuove “ povertà”, attraverso la promozione di forme di solidarietà finalizzate alla piena dignità delle persone e delle famiglie;
g) infine, ma non per ultima, una politica che, a partire dalla città di Bari -inserita nell’agenda digitale con la banda larga- punti alle nuove frontiere tecnologiche per concorrere all’innovazione del sistema produttivo della Puglia.

Giusi Servodio, Bari

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