Lunedì 15 Ottobre 2018 | 18:52

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Richiamare il paziente dalla panchina: non sia una riserva

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Il rapporto medico-paziente non si compendi nella ricetta e via. In tal modo lo si induce a modulare, modificare, saltare, sospendere, ridurre, aumentare dosi e durata della cura, credendo, persino, di far bene ma rischiando danno a se stesso (aggravamento, complicazioni, ricoveri impropri, perdita di giornate di lavoro, morte), agli altri (favorisce, per esempio, resistenze agli antibiotici), al sistema sanitario, alla società. Questo si etichetta: “non aderenza alla terapia”.

Problema senza confini territoriali che causa, negli Usa, ogni anno, 125mila morti e costa 300 miliardi di dollari e, in Europa, 200mila decessi e perdita di 120 miliardi di euro.

“Manca – dice il prof. Americo Cicchetti (Alta scuola di economia, università cattolica S. Cuore) – il coinvolgimento del paziente ma anche l’impegno del medico (oltre alla carenza di formazione specifica, gli manca il tempo per farlo, assorbito dalla burocrazia) e delle istituzioni. Siamo coscienti del problema, riteniamo che è possibile porvi rimedio, cerchiamo la strategia e le modalità per farlo. Per questo si è redatto un “manifesto”, costruito un algoritmo, preparato un progetto (già in fase2) che coinvolge inizialmente 5 regioni, tra cui la Puglia “che è a buon livello”), per favorire l’aderenza alla terapia che può avere un impatto sulla salute di gran lunga maggiore di qualunque altro progresso terapeutico. Un cambiamento culturale orientato alla buona cura che rilancia il diritto-dovere del paziente, la partecipazione di medico ed istituzioni, l’impegno ad illustrare, insegnare, favorire”.

“Una survey, commissionata da Merck d coordinata dalla prof. Guendalina Graffigna (univ. Cattolica S. Cuore) rileva che 56% dei malati cronici interpellati pensa di abbandonare le cure; per 1 su 10 è pensiero ricorrente e ben 7 su 10 non eseguono regolarmente (“non aderenza”) la terapia.

I vantaggi del rispetto delle prescrizioni sono misurabili e, nel complesso, ripagano gli eventuali investimenti.

Noi – dice Antonio Messina, presidente e AD Merck Serono – da almeno 10 anni forniamo device per facilitare l’aderenza e, ora, siamo impegnati liberalmente in questa campagna di civiltà sanitaria.

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