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In Puglia e Basilicata

MERIDIANE

La spiaggia veneziana che misura il tempo

La spiaggia veneziana che misura il tempo

Lido Alberoni: questa sabbia vuole dire qualcosa a chi ha mente e occhi per immaginare

24 Febbraio 2022

Silvio Perrella

Meridiane

Silvio Perrella

La meridiana, detta anche, impropriamente, orologio solare o quadrante solare, è uno strumento di misurazione del tempo basato sul rilevamento della posizione del Sole. Attraverso le parole di Silvio Perrella facciamo un viaggio nel tempo nei luoghi del cuore che profumano di Meridione e Sud.

Se ne stanno in alto. Pochi le guardano. Le meridiane hanno perso la loro funzione. Tutt’al più qualcuno le osserva come oggetti estetici. Alza gli occhi e si chiede cosa significhino. Sono state misuratrici di tempo. Lo hanno fatto usando le ombre e le luci. Chi sa oggi costruire uno gnomone? La stessa parola si è come perduta nell’inessenziale.
Eppure in quella sorta di dito puntato verso il sole si sono accumulate cognizioni conoscenze desideri movimenti remoti verdetti e remissioni.

E anche praticare il giusto foro che intercetti la luce di una data ora e la faccia planare sui pavimenti di musei certose e ville, chi sa più farlo? Siamo ormai del tutto sottomessi alla dittatura analogica o digitale del minuti.
Anche i ticchettii sono del tutto scomparsi, quei ritmi che facevano vibrare le grandi sveglie delle nostre nonne e non ci permettevano di dormire, invitanti com’erano a inseguirne con la mente il ritmo. Per non dire dei cucù, con l’uccellino che veniva fuori dalla sua gabbietta e cinguettava la mezz’ora.

Verrebbe da chiedersi: ma il tempo si misura con il tempo? O ha piuttosto necessità di trovare di volta in volta un suo spazio, un suo corpo preciso, individuale e individuabile. Così come accade con l’enigmatico «tempo vero» effigiato in alcune meridiane, la verità delle domande prevede solo risposte transitorie, fragili, che durano quel che durano per lasciare spazio ad altre ipotesi curve.
Rimane il fatto che alzare gli occhi verso le meridiane potrebbe essere un esercizio di libertà immaginativa e noi proveremo a farlo in questa nuova rubrica. Anche perché far compagnia con gli occhi alla loro solitudine suggerisce similitudini analogie varchi inattesi ormeggi di fortuna.

Può, ad esempio, una spiaggia essere comparata a una meridiana? Penso alla spiaggia degli Alberoni al Lido di Venezia.
Per raggiungerla devi camminare un po’. E soprattutto devi essere disposto a guardare Venezia dal suo rovescio. Eccoci, ci siamo. La costa adriatica è venuta su dalla punta di Leuca sin qui con le onde che vanno e vengono tra l’Italia e la penisola balcanica. Sono onde lente, meditabonde, sognanti. Smuovono a stento la sabbia. E nella sabbia si nascondono i frutti di mare.
Oggi un signore anziano si è messo gli stivaloni e armato di retino setaccia grano a grano in attesa della sorpresa. La sente sotto le dita; avverte la ruvidezza breve della conchiglia; pregusta il momento in cui, schiudendosi, lascerà emergere il mollusco dalle piccole corna e in cucina si sprigionerà un profumo da mettere lo stomaco di buonumore.
Già camminare sulle spiagge significa misurare il tempo con i passi; sentire sotto i piedi la friabilità della terra; avvertire la fragile consistenza di una clessidra infranta.

La spiaggia degli Alberoni ha però una particolarità tutta sua. Non vi siete accorti di un suo sfolgorio segreto? È come tenuto sottotono, ma ben visibile, direi flagrante. Alla sabbia è mescolata una miriade di gusci spezzettati; sabbia e conchiglie e tempo sono diventate un tutt’uno.
Le onde triturano e i piedi sentono nel camminare un suono insieme affascinante e sinistro.

Affascinante perché sono costretti a un tiptap delle dita. Sinistro perché è impossibile non pensare che questa spiaggia è cosparsa di cadaveri minerali. E ancor di più si pensa all’intera Laguna, alla meraviglia architettonica di Venezia, al suo far i conti da secoli con le acque, al famoso Mose che chissà se adesso funziona davvero.
E si pensa soprattutto che questa spiaggia è un’enorme meridiana che vuol dire qualcosa; lo vuol dire a chi passeggia a perditempo; a chi sta pescando le vongole; a chi vorrebbe godere del mare; a chi ha mente e occhi per immaginare; a chi non ha più nulla al mondo.

Una meridiana abituata da sempre a far di conto con il tempo; a darne un esito incerto; a farsi investire dalla sua presenza; a renderne perspicua la forma. Tritume di conchiglia non è bitume. È piuttosto smeriglio.
Il pomeriggio è giunto al suo culmine. Le ombre cadono sulla sabbia.

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