Il sistema degli appalti dei servizi di call center legati alla commessa Enel «scricchiola» e mette a rischio centinaia di posti di lavoro. A denunciarlo sono Slc Cgil, Fistel Cisl e Ugl Telecomunicazioni che anche a Taranto hanno proclamato lo sciopero dei lavoratori delle aziende Covisian, Network Contact e Sistema House per la giornata di venerdì 9 gennaio.
Le ragioni della protesta saranno illustrate domani, 7 gennaio, nel corso di una conferenza stampa e di un’assemblea sindacale pubblica in programma alle ore 10.30 nella sede della Cgil di Taranto. Interverranno i segretari generali Tiziana Ronsisvalle (Slc Cgil), Gianfranco Laporta (Fistel Cisl) e Francesco Russo (Ugl Telecomunicazioni).
«Quello che denunceremo è molto grave e rischia di pregiudicare la vita di molte lavoratrici e lavoratori italiani», affermano i sindacati. «Attraverso le commesse Enel - aggiungono - garantivano un servizio di assistenza e customer care e oggi rischiano di perdere il lavoro o di stravolgere la propria vita a causa di delocalizzazioni selvagge».
Secondo le organizzazioni sindacali, 400 lavoratori a livello nazionale sono già stati coinvolti tra trasferimenti forzati a centinaia di chilometri di distanza e licenziamenti. «Dopo la riapertura della commessa prevista per marzo - spiegano - questo scenario potrebbe riguardare anche i lavoratori del polo tarantino».
«Parliamo di un settore che, solo per le tre aziende coinvolte, interessa circa 800 persone», sottolineano Ronsisvalle, Laporta e Russo, ribadendo la necessità di un intervento immediato per tutelare occupazione e diritti.
In vista dello sciopero e delle assemblee che si svolgeranno il 9 gennaio in tutte le aziende interessate, lavoratori e sindacati hanno inoltre inviato una lettera al sindaco, alla giunta e ai consiglieri comunali di Taranto per chiedere attenzione e sostegno istituzionale alla vertenza.
«Appalti legati a commessa Enel e delocalizzazioni mettono a rischio lavoro»
Martedì 06 Gennaio 2026, 16:39















