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In Puglia e Basilicata

La denuncia

Malore dopo pasto a mensa ex Ilva: forse latticini acidi

Malore dopo pasto a mensa ex Ilva: forse latticini acidi

Due operai sono finiti in ospedale: probabilmente la colpa è di una mozzarella inacidita con scadenza 21 aprile

11 Aprile 2019

Giacomo Rizzo

Due operai dell'ex Ilva ieri hanno avvertito malori dopo aver consumato il pasto in una delle mense aziendali (refettorio Man/Div) e sono stati accompagnati prima presso l'infermeria dello stabilimento e poi all'ospedale Santissima Annunziata. In particolare, sarebbero state le mozzarelle, che pure erano sigillate e con scadenza 21 aprile, a risultare inacidite. I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza hanno scritto alla direzione e al responsabile delle mense chiedendo un incontro urgente. Occorre «risolvere una volta per tutte - sottolineano nella nota - la situazione che quasi quotidianamente stiamo affrontando tramite le lamentele esposte dai lavoratori sulla qualità dei pasti consumati all’interno dell’azienda. In data odierna (ieri ndr) si è verificato l’ennesimo caso di trasporto di 2 lavoratori, prima presso I’infermeria di stabilimento con successivo trasferimento presso l'ospedale di Taranto per sintomi di malessere dovuti alla consumazione dei pasti, in particolar modo dei latticini presenti nel menù».


In caso di «mancata risoluzione del problema in oggetto -. concludono - gli scriventi Rls saranno costretti a rivolgersi agli Enti esterni con le dovute conseguenze».
Già nei giorni scorsi, come riportato dalla Gazzetta nell'edizione di martedì, erano stati segnalati altri casi di distribuzione di cibo «in cattivo stato di conservazione». In una nota inviata all'azienda e alla ditta Pellegrini, incaricata della distribuzione dei pasti, i rappresentanti dei lavoratori hanno contestato «le modalità gestionali delle mese aziendali e di reparto» perchè, sostengono, «è ormai noto che gli standard qualitativi degli alimenti si sono notevolmente abbassati». Secondo le Rsu «la politica del risparmio sta determinando notevoli disagi tra i lavoratori e non vorremmo si trasformi anche in un pericolo per la salute».
Spesso i cibi, denuncia Piero Vernile della Uilm, «vengono serviti senza l'utilizzo di etichette da cui si può evincere la provenienza e la data di scadenza del prodotto. Non se ne può più. Non è la prima volta che distribuiscono mozzarelle avariate. Lo abbiamo fatto presente e ci hanno detto che avrebbero scritto alla ditta fornitrice ma non è cambiato nulla. Rileviamo una scarsa qualità del pasto da quando c'è stato il cambio della ditta appaltatrice e chiediamo il ripristino immediato degli standard qualitativi».


Qualche giorno fa l'ambientalista Luciano Manna del sito Veraleaks ha sollevato un problema di autorizzazioni per le mense. La ditta Pellegrini incaricata della gestione «ha ricevuto - sostiene Manna - l’annullamento delle pratiche di Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) dagli uffici del Suap (Sportello Unico Attività Produttive) del comune di Taranto. E se il Suap non ha autorizzato le mense quali sono i requisiti di idoneità igienico sanitaria trasmessi alla Asl di competenza che dovrebbero essere contestuali alla Scia?».
A seguito di un controllo del Servizio igiene degli alimenti dell’Asl e dei carabinieri del Nas, nel maggio del 2017 fu addirittura sospesa la somministrazione dei pasti in 14 refettori e in due mense del siderurgico con diffida all’Ilva a risolvere entro 15 giorni le carenze riscontrate di tipo igienico-sanitario.

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