Giovedì 08 Gennaio 2026 | 06:59

Incidente mortale a Mungivacca: «Su quella pista il pubblico filmava le moto in corsa»

Incidente mortale a Mungivacca: «Su quella pista il pubblico filmava le moto in corsa»

 
rosanna volpe

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Incidente mortale a Mungivacca: «Su quella pista il pubblico filmava le moto in corsa»

A Mungivacca fino a pochi anni fa il raduno degli appassionati. Oggi il funerale del secondo ragazzo morto domenica

Mercoledì 07 Gennaio 2026, 07:21

«Su quella strada ci si incontrava con le moto per correre». Alessandro oggi ha 25 anni e racconta episodi avvenuti circa due anni fa, precisando che il suo racconto non è direttamente collegato all’incidente avvenuto domenica scorsa a Bari, ma che descrive una realtà che, almeno in passato, caratterizzava quella lingua di asfalto, isolata e lontana da occhi indiscreti. La complanare di Mungivacca, a una manciata di passi dal Mercato Ortofrutticolo, infatti, è una strada chiusa al traffico. Secondo quanto riferisce Alessandro, proprio lì, soprattutto tra il sabato e la domenica nel primo pomeriggio, si davano appuntamento gruppi di giovanissimi.

«Sono un appassionato di moto da sempre. I giri sono sempre gli stessi. Ci conosciamo più o meno tutti e le notizie corrono. Sappiamo chi rivende i pezzi di ricambio. Conosciamo chi ha i prezzi migliori. Il mondo delle moto è così: una grande famiglia allargata. Sapevo che su quella strada si incontravano ragazzi per gare di motocross e prove di accelerazione. C’erano diverse chat che facevano riferimento a questi appuntamenti. Partecipavano giovani dai quattordici anni in su». Un luogo, quindi, che nel mondo del motociclismo giovanile era conosciuto. «Un giorno ho deciso di partecipare. Sono arrivato lì. La situazione era surreale. C’era “pubblico” appostato sul tetto del casolare poco distante pronto a filmare dall’alto con il cellulare le “esibizioni” che da lì a breve sarebbero cominciate». Un episodio che Alessandro dice di non aver dimenticato: «Dopo aver visto con i miei occhi quello che accadeva ho deciso di non tornarci più. Poi sono cresciuto. Ho iniziato a lavorare e non mi sono più interessato a quel mondo. Resta la grande passione per le moto e l’amarezza per quanto accaduto a quei due ragazzi».

È proprio su quella stessa strada, infatti che, nella mattinata di domenica 4 gennaio, si è consumata la tragedia costata la vita a Davide Capuozzo, 17 anni, e Andrea Liddi, 18 anni. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, Liddi era alla guida di una Yamaha settecento depotenziata che avrebbe travolto Capuozzo, il quale si trovava a bordo strada, forse nei pressi di un cespuglio vicino a una curva. Nell’impatto è rimasto ferito anche un altro ragazzo che viaggiava sul mezzo.

La Procura di Bari ha aperto un fascicolo per omicidio stradale a carico di ignoti. Nell’ambito dell’inchiesta sono stati disposti il sequestro di due motociclette e di quattro telefoni cellulari, appartenenti ai ragazzi coinvolti, compreso un testimone oculare. Nei prossimi giorni saranno conferiti gli incarichi per gli accertamenti tecnici, necessari a chiarire con precisione la dinamica dell’incidente e a stabilire eventuali responsabilità. Le indagini sono coordinate dalla pm Savina Toscani, che ha disposto anche l’autopsia sui corpi dei due giovani.

Resta ancora da chiarire perché i ragazzi si trovassero in quella zona e cosa stessero facendo in quel momento. Un interrogativo centrale per gli inquirenti, che stanno ricostruendo le ore precedenti all’incidente. Nel frattempo Bari si è fermata per il dolore. Ieri si sono svolti i funerali di Davide Capuozzo nella Legione Allievi della Guardia di Finanza di Bari. Oggi, mercoledì 7 gennaio alle 16.30, nella chiesa del Redentore, saranno celebrati i funerali di Andrea Liddi e nuovamente di Davide, per consentire a familiari, amici e conoscenti di partecipare alle esequie.

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