Giovedì 08 Gennaio 2026 | 14:30

«Io, donna trans da 7mila euro al mese: vi racconto tutti i vizi dei baresi»

«Io, donna trans da 7mila euro al mese: vi racconto tutti i vizi dei baresi»

 
Viviana Minervini

Reporter:

Viviana Minervini

«Io, donna trans da 7mila euro al mese: vi racconto tutti i vizi dei baresi»

Uomini sposati, qualcuno chiede di portare con sè sua moglie: il racconto di Giada

Mercoledì 07 Gennaio 2026, 10:05

«Gli uomini che mi cercano hanno bisogno di provare nuove emozioni: eccita il proibito, la curiosità di fare qualcosa di diverso da ciò a cui si è abituati per convenzione. Tutti dicono che è la prima volta, quasi imbarazzati, poi nell’atto pratico sono più esperti di me». È da questa frase, detta senza compiacimento e senza vergogna, che prende forma il racconto di Giada, nome di fantasia scelto per proteggere l’identità di una donna trans.

La incontriamo in un bar periferico di una città di provincia, lontano da occhi indiscreti. È lo stesso principio che regola i suoi appuntamenti, sempre al buio, sempre lontani dalle luci di strade e attività commerciali. «Più hanno carriere importanti – magistrati, avvocati, forze dell’ordine, medici, professionisti in genere – più chiedono luoghi isolati. Spesso fuori provincia, in bed & breakfast o alberghi anonimi dove lascio soltanto il mio documento, masserie di campagna, talvolta anche in auto». Il silenzio, per molti, è una clausola imprescindibile.

Giada non parla mai di «clienti». Li chiama «ammiratori». Una scelta linguistica che dice molto del suo modo di stare al mondo. «Sono quasi tutti uomini sposati o con relazioni stabili. Alcuni mi hanno chiesto di coinvolgere le loro compagne, di provare l’esperienza a tre. Io non ci riesco. Le donne non si toccano: per me sono sacre». Una linea invalicabile, tracciata senza retorica.

C’è amarezza, però, quando il discorso scivola sulla vita pubblica di quegli stessi uomini. «Mi capita di incontrarli per strada, di vederli sui social. Sorridono accanto a mogli, compagne e figli. Io li guardo e rido. Viviamo in un mondo di plastica, dove apparire felici conta più che esserlo davvero. È una cosa che non riesco a comprendere». La sua, dice, è una felicità concreta: «Sono felice del mio corpo. Sono felice di aver dato ascolto a ciò che sentivo di essere: una donna».

«Per molti siamo solo bambole del sesso, oggetti. Niente di più. Alcuni, quelli che si definiscono più romantici, cercano ascolto e affetto. Vengono da famiglie costruite sulle bugie e portano addosso una mancanza d’amore evidente». Ma parlare fa paura. «Se inizi a dialogare, prima o poi arrivano le domande. E le domande fanno male. Per questo ci si nasconde: per timore del giudizio, soprattutto di quello che ognuno dà a se stesso».

Il racconto si fa più duro quando Giada allarga lo sguardo. «Conosco tante ragazze trans che sono state trascinate nell’uso di sostanze: cocaina e alcol su tutte. Uomini con soldi e potere le hanno portate lì. Poi, entrate nel giro, si prostituiscono solo per riuscire a comprare le dosi». Un meccanismo che, sottolinea, non riguarda solo il mondo trans. «Tra gli altri accade lo stesso. Ci sono ragazze e ragazzi, anche giovanissimi, che nei bagni delle discoteche si vendono per una dose, per un drink, per una borsa firmata. Girano tantissimi soldi. Spesso sono persone sole, ferite da un amore finito, che si autodistruggono perché pensano di non avere più nulla da perdere».

Il denaro è parte integrante del discorso, senza ipocrisie. «Sì, gira molto. Da sola arrivo anche a settemila euro al mese».

A questo si aggiunge l’universo delle piattaforme online. «OnlyFans è un altro mondo del proibito. Lì leggo desideri impensabili. È il vero catalogo delle fantasie. Ci sono persone insospettabili, sia tra chi paga sia tra chi si espone per arrotondare». Una constatazione finale chiude il cerchio: «Il mercato del sesso è il più antico del mondo. È redditizio. E non morirà mai».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)