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Il Lecce aspetta l’ora «X» per costruire la serie A

Il Lecce aspetta l’ora «X» per costruire la serie A

Il Lecce: Corvino, Sticchi Damiani e Trinchera

Il direttore sportivo Trinchera: «Il club sceglie i piani. Vogliamo difendere il massimo campionato»

10 Maggio 2022

Fabio Casilli

LECCE - La serie A conquistata vogliamo tenercela stretta. Aspettiamo le decisioni della proprietà e poi ci metteremo subito al lavoro». Stefano Trinchera, dal luglio dello scorso anno direttore sportivo del Lecce, è il braccio destro di Pantaleo Corvino, responsabile dell’Area tecnica. Due salentini doc, che insieme hanno costruito un mix vincente tra giovani di belle speranze ed elementi di grande esperienza. Quanti di loro resteranno nel Salento anche il prossimo anno è ancora tutto da vedere.

Direttore Trinchera, la promozione in serie A è il giusto premio per un lavoro fatto dalla società Us Lecce, che evidentemente ha dato i suoi frutti.
«Certo, e non è stato per nulla facile. Soprattutto in quest’ultimo campionato con la presenza di club molto competitivi, che non hanno badato a spese. Nonostante questo, grazie alle idee e all’impegno che noi ci abbiamo messo, davanti ad una concorrenza agguerrita e con cifre elevatissime, abbiamo avuto la meglio. E questo credo che ci renda merito ancora di più».

Il Lecce è pronto a ripartire in serie A con mister Marco Baroni in panchina?
«Intanto faccio una precisazione: la proprietà, che è stata in qualche modo modificata nell’assetto societario per l’ingresso di alcuni nuovi imprenditori, ha chiesto a noi dell’Area tecnica di pazientare un po’. Ci metteranno presto, credo, al corrente delle loro intenzioni e nelle migliori condizioni per poter operare. Il gran lavoro fatto da mister Baroni e dal suo staff è sotto gli occhi di tutti e bisogna dargliene merito».

Il presidente Saverio Sticchi Damiani ha dichiarato, dopo la gara col Pordenone, che ci sono condizioni diverse rispetto alla A del 2019: una rosa fatta di giovani di proprietà del Lecce.
«Proprio in seguito a quell’esperienza precedente in A, noi - come Lecce intendo - abbiamo dovuto abbassare il monte ingaggi che comportava una serie di problemi economici. E credo che in questo siamo stati bravi rispetto ad altri club di prima fascia, che facevano il contrario, non badando a spese. Abbiamo abbattuto i costi, scegliendo giovani di talento e creando soprattutto patrimonio per la società. Noi dobbiamo continuare a puntare ancora su questo».

Per alcuni pezzi pregiati, penso a Hjulmand o a Strefezza, si dice che ci sia la fila di grossi club. Riuscirete a trattenerli nel Salento?
«Se c’è la fila di club interessati a nostri giocatori questo è testimonianza del buon lavoro fatto. Noi non vogliano togliere le ambizioni a nessuno. Intanto, ce li godiamo noi questi giocatori straordinari. Il calcio mercato ancora non è partito. Per cui noi ci godiamo il successo e il valore di questi ragazzi, che è sicuramente cresciuto. Quando sarà il momento ci faremo trovare pronti, da salentini che vogliono che il Lecce migliori sempre più».

In squadra ci sono anche i «senatori» Lucioni e Gabriel, che probabilmente vorranno riprendersi una rivincita rispetto alla stagione 2019/2020. Saranno confermati?
«Beh, capitan Lucioni ha il contratto fino al 2024. Ha trascinato benissimo il gruppo, ha trasmesso grande energia a tutti. Su Gabriel, invece, c’è un discorso diverso, perché il suo contratto è in scadenza a giugno. Un po’ di tempo fa, quando fu fatto con Coda, si pensò ad un rinnovo anche per lui, ma si prese un po’ di tempo per decidere e poi non se ne è più parlato. Siamo freschi di promozione, vedremo a breve».

A proposito del bomber Massimo Coda, anche lui è impaziente di misurarsi con la serie A. Dopo due stagioni da capocannoniere in B, pensa che possa fare bene anche il prossimo anno sempre a Lecce?
«Coda è un giocatore di grande talento, uno straordinario attaccante, ha qualità tecnica assoluta e come vede la porta lui lo fanno pochissimi altri. Ad uno come lui non si può precludere nulla e ci piacerebbe tenerlo con noi, certo».

E dal punto di vista dei nuovi arrivi cosa si devono aspettare i tifosi giallorossi?
«In merito a questo ripeto: noi dobbiamo attendere i programmi e le condizioni della proprietà. Posso solo dire che il progetto tecnico ha in Pantaleo Corvino una garanzia. Lui è un esperto assoluto e la serie A la conosce benissimo. Da leccese, ci terrà a far fare bella figura e a valorizzare il nostro territorio. Il nostro è un tandem di salentini, che si competa alla perfezione. Faremo del nostro meglio perché la serie A ce la vogliamo tenere stretta e vogliano avere al nostro fianco giocatori che possano contribuire a mantenere la categoria a lungo».

Un’ultima cosa: l’ingresso di nuovi imprenditori magari non del territorio potrebbe in qualche modo snaturare il modello vincente creato dalla cordata del presidente Sticchi Damiani?
«Mi faccia intanto dire che i risultati sul campo, di fatto, hanno reso il Lecce un club appetibile per imprenditori di successo. Ed è giusto evidenziare questo. Snaturare quel modello? No, perché è comunque gente che ha creato un rapporto con la proprietà esistente, col presidente Sticchi Damiani, col vice Corrado Liguori e con gli altri soci. Ci sono empatie tra di loro. E poi la garanzia assoluta è Pantaleo Corvino. Su questo va detto che non investono alla cieca».

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