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La 25enne è laureata in Beni Culturali e gareggia con la nazionale italiana nella categoria wellness-fitness

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Il primo posto alla prestigiosa Diamond Cup, in Austria, ha suggellato un «medagliere» costellato dalle vittorie in numerose competizioni nazionali e dal quarto posto all’Arnold Classic Europe, gara ambitissima dove si è confrontata con altre venti atlete provenienti da tutto il mondo. Soddisfazioni di tutto rispetto per Micaela Di Gennaro, venticinquenne di Corato, atleta della nazionale Italiana di Bodybuilding (IFBB) nella categoria «wellness fitness», che ama definirsi «studentessa-lavoratrice».
«Sono laureata in Scienze dei beni culturali - spiega Micaela - e sto frequentando una magistrale in Beni archivistici e librari. Spero un domani di trovare un lavoro in questo settore. Nel frattempo però, continuo a coltivare questa passione sportiva».


Come ti sei avvicinata a questa disciplina?
«Ho giocato a basket dai 4 ai 21 anni disputando campionati di serie B e A3. Poi ho dovuto abbandonare questa passione e ho deciso di iscrivermi in palestra. Inizialmente avevo l’ossessione del peso e volevo dimagrire a ogni costo. Per fortuna ho incontrato persone che mi hanno spiegato che ciò che facevo era sbagliato e mi hanno incentivata a curare l’alimentazione e l’allenamento».


Qual è la tua giornata tipo, tra allenamenti e altro?
«S’inizia con la preparazione dei pasti: specie se sono fuori casa e sto preparando una gara, evito di mangiare ciò che capita, ma porto con me le mie porzioni da consumare 5 volte al giorno. La mattina,in generale, seguo le lezioni all’università. Dopo pranzo lavoro e nel pomeriggio mi alleno, per un paio d’ore; prima di una gara invece mi alleno tutti i giorni».


Intorno al mondo della cultura fisica circolano molte dicerie, a partire dall'accusa di scarsa femminilità rivolta alle atlete
«È uno dei tanti stereotipi sul bodybuilding: la donna non dovrebbe praticare questa disciplina per diventare troppo “mascolina“. Io non mi sento affatto mascolina, dato che il mio obiettivo è di migliorare il mio corpo senza tralasciare la femminilità. Non credo sia il fisico a influenzare la femminilità. Sono consapevole che un corpo muscoloso possa non piacere, ma io cerco sempre di non superare certi limiti».

È facile che di questa disciplina si parli per l'uso inappropriato di integratori e di farmaci proibiti.
«È vero, ma i risultati si possono raggiungere anche senza l’utilizzo di sostanze dopanti. È ovvio che il risultato impiegherà più tempo per arrivare, ma sarà sicuramente più sano e soddisfacente. Poi però tantissimi scambiano gli integratori con il doping. Anche gli integratori sono funzionali a un determinato obiettivo: non bisogna abusarne, ma neanche demonizzarli come se fossero farmaci. È sempre meglio rivolgersi a un personal trainer o a un nutrizionista sportivo competente, prima di assumere integratori».


Poi le diete, un’altra convinzione diffusa è che si pratichi il digiuno.
«Tantissime persone decidono di seguire diete “fai da te”, con esiti purtroppo disastrosi. Il bodybuilding non è mangiare poco per dimagrire, ma la costruzione del corpo soprattutto attraverso il cibo. Io durante l’anno non escludo nessuna tipologia di alimento (si pensi ai carboidrati che ora vengono paragonati al demonio): seguo un regime alimentare completo e nutriente. Naturalmente sotto gara la dieta è più rigida e quasi esclusivamente proteica, ma la si segue per un periodo limitato ed è tutto finalizzato alla competizione. Tutto va comunque fatto sotto l’occhio vigile di uno specialista».


C’è un insegnamento che si può ricavare da questa pratica sportiva?
«Richiede sacrifici, non solo alimentari, ma anche di altro tipo. Questo sport mi ha insegnato il senso del sacrificio, il dover lavorare per ottenere qualcosa rimboccandosi le maniche. Ho disputato finora venti gare. Ciò che mi dà soddisfazione non sono le vittorie. Si dice che ci si debba addormentare con un sogno e risvegliarsi con un obiettivo: se facciamo questo ogni giorno, lavorando intensamente, i nostri sogni diverranno realtà».


Quali sono i prossimi impegni agonistici?
«Il prossimo appuntamento è per il 2019: il campionato europeo. Il livello sarà alto e io non voglio essere da meno».

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