Lunedì 21 Ottobre 2019 | 10:26

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L'inchiesta

Elezioni a Bari, Municipio 2 tra rilancio e questioni risolte a...metà

Per la presidenza in lizza Bondanese, Gadaleta, Ruggiero e Smaldone

Elezioni a Bari, Municipio 2 tra rilancio e questioni risolte a...metà

BARI - Il Municipio 2 per numero di abitanti è secondo solo al primo (scusate il gioco di parole). Se Libertà, San Nicola-Murat, Madonnella, Japigia e Torre a Mare hanno superato i centomila abitanti (come detto nella prima puntata pubblicata lunedì scorso), l'agglomerato di quartieri in questione, formato da Picone, Carrassi, San Pasquale, Poggiofranco e Mungivacca, conta la presenza di 91.284 residenti (42.56 maschi e 48.722 femmine). Di questi, 79.615 (42.875 donne e 36.740 uomini) saranno chiamati alle urne il 26 maggio per eleggere il nuovo sindaco della città e i loro rappresentanti al Municipio, per la cui presidenza (si conclude il quinquennio di Andrea Dammacco) concorrono (in ordine alfabetico) Giuseppe Bondanese del Movimento 5 Stelle, Tonino Gadaleta per Baricittàperta di Sabino De Razza, Pierpaolo Ruggiero per la coalizione di centrodestra che sostiene Pasquale Di Rella e Gianlucio Smaldone per il centrosinistra che appoggia Antonio Decaro. L'Amministrazione uscente, così come altrove, ha posto le basi per una serie di interventi che nei prossimi anni dovrebbero cambiare il volto dei quartieri, soprattutto di alcuni.

PICONE È il territorio che in prospettiva subirà le maggiori trasformazioni, non tanto nella parte storica (costruita agli inizi del secolo scorso), compresa tra viale Ennio, piazza Giulio Cesare, viale Salandra e via Di Tullio, e nemmeno nella zona di Santa Fara (dove dominano la chiesa e il recente complesso Faraone), quanto in quella intorno al Quartierino, nato con i migliori auspici, ma mai valorizzato come nelle intenzioni, semmai abbandonato progressivamente all'oblìo e al degrado (non è raro anche incrociare prostitute). Sarà stato proprio per la rilevanza delle prospettive di crescita, e di sicuro grazie alla vitalità degli abitanti, che proprio qui è stata costituita, insieme con Poggiofranco, la prima associazione di scopo finanziata nell'ambito della misura Reti Civiche Urbane del Comune. Del resto, questa è l'area del Conservatorio e dell'Auditorium, dei teatri Barium e Purgatorio (e del Kismet, anche se nella più lontana via San Giorgio Martire). Per ora, però, a fronte della costruzione di altri edifici residenziali, resta la carenza di servizi essenziali per la comunità. «Serve creare – afferma Anna Maria Lupo del Comitato Il Quartierino Residenti in movimento – centri sociali, studi medici, scuole, uffici circoscrizionali, per non parlare della necessità di un ufficio postale. Ci vuole assolutamente un presidio di polizia locale a contrastare il fenomeno della prostituzione su viale Pasteur e il ripristino della figura del vigile di quartiere. Ma non solo: vogliamo parlare della necessità di bonificare i suoli pubblici e privati ridotti a discariche di via Pietrocola e dintorni? Poi, c'è la questione dei marciapiedi: ce ne sono sia da costruire, laddove sono inesistenti con il rischio per l'incolumità delle persone, sia da rifare, nei punti in cui sono dissestati, sia da allargare, nei tratti dove sono insufficienti. Infine, sarà il caso di pensare ad aree di parcheggio che servano il polo culturale».
Un progetto preliminare c'è: prevede la realizzazione e la sistemazione di un'area in via delle Murge. I lavori, rientranti nel Piano triennale delle opere pubbliche approvato a fine marzo dal Consiglio comunale, consentiranno di riqualificare l'area con arredi, verde e attrezzature ludiche. Il giardino si inserirà in un progetto più ampio di riqualificazione della zona che comincerà proprio con la manutenzione dei marciapiedi e delle strade. Stando a quanto programmato, si riuscirà (prima o poi) a mettere ordine in un quartiere nato disordinato perché, sorto intorno al Policlinico, non ha la geometricità di altri. Il primo lotto, per un importo di 10 milioni, dovrebbe partire già il prossimo anno e interessare proprio il perimetro del Quartierino: via San Giorgio Martire, viale Pasteur, via Cifarelli e via Sangiorgi, per collegarle meglio all'estramurale Capruzzi. Anche all'interno, però, non c'è strada che non debba essere rivista, via Martiri d’Avola e via Colletta comprese. Poi si procederà con la stessa via Capruzzi (il tratto che appunto insiste su Picone), viale Salandra, viale Ennio e viale Orazio Flacco, dove si intende (c'è un accordo con la Asl) recuperare l'ex Centrale del Latte. L'attuale amministrazione vuole farne un presidio sanitario (in aggiunta alla sede di via Caduti di via Fani). Il M5S, però, non è d'accordo: non credendo «alle promesse del passato non mantenute», immagina l'edificio come luogo di aggregazione sociale e culturale (sale di quartiere per poter effettuare cineforum, spettacoli teatrali e incontri tematici con annesso asilo pubblico), «visto che l'ex Centrale è abbastanza grande da poter contenere più plessi indipendenti».

POGGIOFRANCO Da poco a Poggiofranco, nel palazzo della ex Telecom, ci sono anche gli uffici giudiziari (per ora Procura e gip-gup del Tribunale), parte dello spezzettamento necessario fino alla soluzione di una sede unica. Dai piani più alti si scorgono da una parte il confine con Carbonara, delimitato di fatto da via Mitolo, e dall'altra il resto della città, a cominciare da via Madre Teresa di Calcutta e via Gandhi, i due segmenti del tratto (che va da via Camillo Rosalba fino a via Giulio Petroni) di una mediana concepita per il collegamento con Japigia. È lo stradone ad alta velocità di percorrenza dove alla fine del 2018 sono avvenuti incidenti mortali ai danni di motociclisti: hanno perso la vita il 24enne Antonello Giordano e il 19enne Alberto Piscopo Pollini, investito mentre consegnava le pizze a bordo di uno scooter. Dopo questi espisodi, la sicurezza di quelle strade è diventata la priorità del Comitato Poggiofranco Attiva (previste l’eliminazione di una corsia, al cui posto ci saranno parcheggi, e la chiusura dei varchi, per ora interdetti con barriere mobili). «Accogliendo le richieste di molti cittadini - afferma Stefania Palmisano - il Comitato ha organizzato una raccolta firme per la sicurezza stradale. Il 25 aprile scorso abbiamo pubblicamente consegnato al sindaco Decaro 2500 firme. Le giornate di raccolta sono diventate momenti importanti di dialogo con i cittadini e numerose sono state le richieste che ci sono state formulate: dalle piste ciclabili all'illuminazione pubblica, dalla manutenzione all'eliminazione delle barriere architettoniche, dalla cura dei giardini pubblici esistenti all'installazione di impianti di videosorveglianza. Richieste che a breve ci accingeremo a strutturare con i cittadini in assemblee pubbliche».
L'erba del vicino è sempre più verde, ma è indubbio che Poggiofranco abbia meno problematiche rispetto ad altri rioni, anche per la sua limitata estensione. Da sempre considerato il più chic, inizialmente nella parte bassa (a cominciare da via Amoruso, viale Papa Pio XII, via Lioce e viale Kennedy), e poi in quella alta, soprattutto lungo via Camillo Rosalba (col caffè Voltaire luogo di ritrovo dei giovani), ora è identificato coi nuovi edifici di via Pappacena e di via Mazzitelli, che riporta verso Picone. È lungo quest'ultima direttrice che si sono stabiliti nuove abitazioni, uffici, studi medici, locali alla moda, bar, ristoranti. Resta, soprattutto la piazzetta di via Pappacena, uno dei punti di riferimento della movida, sebbene il rilancio della città vecchia lo abbia forse relegato in secondo piano. Di sicuro, è la destinazione più comoda di chi proviene dall'hinterland e non intenda proseguire per le vie trafficate che portano in centro, in attesa del nuovo park and ride, inserito già nel Piano triennale delle opere pubbliche 2018-2020 e riproposto in quello più recente (del resto, per attuarlo ci vogliono soprattutto i finanziamenti, indispensabili per procedere alla realizzazione delle opere). Il 2019 dovrebbe essere l'anno della progettazione, così come entro l’anno è previsto il rifacimento di piazzetta dei Papi, richiestissima dai residenti (proprio oggi si apre il cantiere).

CARRASSI Per ora l'area di parcheggio più frequentata da chi utilizza i bus dell'Amtab è quella di largo 2 giugno. Leggendo sul sito del Comune di Bari la pagina relativa al Piano (sempre quello approvato a fine marzo), il quadrilatero da cui parte la navetta C è indicato tra le venti opere depennate perché già eseguite o cantierizzate oppure recentemente contrattualizzate, e quindi di prossimo avvio. Tra via della Resistenza e via della Costituente (rispettivamente, l'ingresso e l'uscita prossimi venturi) è prevista una riqualificazione: i posti auto si ridurranno a 300, ma ci saranno verde e un nuovo impianto di videosorveglianza con 10 telecamere. Dall'elenco è stata eliminata anche la vera scommessa, nell'ambito del Municipio 2, se si esclude il futuribile polo giudiziario alle Casermette e il complesso (anche per la viabilità) raddoppio di via Amendola (ma qui siamo già a San Pasquale): far diventare l'ex caserma Rossani, chiusa dal 1998, un grande parco. Gargasole è un antipasto di quel che verrà, così come simbolica è la... bandierina, posta dall'altro lato, dell'Urban Center, inaugurato nel 2016, uno spazio realizzato per favorire confronto e condivisione tra l'Amministrazione comunale e la cittadinanza. La prospettiva più immediata è la realizzazione del Polo bibliotecario e l'ubicazione dell'Accademia delle belle arti, ma a lungo termine il traguardo sarà aver riconsegnato interamente al quartiere (la chiusura di alcuni esercizi, addirittura in corso Benedetto Croce, ultimo il Meridional Caffè, dimostra che perde colpi e va rivitalizzato) uno dei luoghi storici di Carrassi, resistito nel tempo insieme con pochi altri, come l'Istituto Margherita (datato 1898), la Chiesa russa (prima pietra nel 1913) o la scuola elementare Carlo Del Prete (1928). «In attesa di una soluzione definitiva del progetto integrato della ex Caserma Rossani – afferma Leonardo Scorza del Comitato Carrassi-S.Pasquale - stiamo aspettando la riapertura della biblioteca di via Cagnazzi, pronta dal febbraio dello scorso anno. Si può poi pensare, con una popolazione di quasi 100mila abitanti, e con una forte presenza di anziani, alla riapertura di un poliambulatorio sanitario, con relativa guardia medica, tra l’altro chiuso poco tempo fa? Per il resto, possiamo far rivivere i centri sociali educativi dei Municipi programmando attività anche per minori? Di spazi disponibili ve ne sono. Ad esempio, chiedo, si può verificare la percentuale di utilizzo proprio del complesso della Carlo del Prete in Corso Benedetto Croce che a noi risulta quasi vuoto?».

SAN PASQUALE A proposito di istituti scolastici storici, San Pasquale ha nel Convitto Nazionale Statale Domenico Cirillo la scuola più antica della città, funzionante dal 1771. Qui però non ci sono vuoti da colmare. Anzi, con la presenza di primaria, secondaria e dei licei (scientifico, classico, linguistico e musicale) si conferma nel tempo un richiamo per la formazione dei bambini e degli adolescenti (non soltanto del luogo), preparazione assicurata non solo nella didattica, ma anche nella disciplina e nella educazione civica: l'istituto ha vinto a fine aprile, grazie al comportamento tenuto dentro e fuori dai campi da gioco, il premio fair play alle «XIII Convittiadi» svoltesi a Peschiera del Garda nelle gare tra i 33 convitti italiani. Una nota di merito per una realtà che si inserisce in una comunità variegata, popolare e composta anche di moltissimi studenti (abitano nella zona bassa del quartiere, a poca distanza dall'Ateneo da un lato e dal Politecnico dall'altro) e di extracomunitari (si può dire si tratti della rappresentanza più numerosa dopo l'«enclave» del Libertà), parte dei quali si adopera a sostegno delle persone più anziane. Le aspettative cambiano se, salendo via Re David da una parte o via Amendola dall'altra, si raggiunge San Marcello e poi via Fanelli oppure l'area dell'Executive center. Da queste parti, dove sono ancora possibili evoluzioni abitative, aspettano la fine dei lavori nei pressi della chiesa di San Marcello e l'allargamento di via Amendola, opera fondamentale, sebbene il cantiere procurerà fra non molto inevitabili disagi. «Effettivamente – aggiunge Scorza – attendiamo di sapere quando sarà ultimato il Pirp di San Marcello, un progetto del 2006. Ci aspettiamo in tempi ragionevoli, ora che fa parte del patrimonio comunale, anche la riqualificazione di Villa Giustiniani col suo ipogeo. Speriamo possa essere ultimata in tempi ragionevoli». In compenso, sta per essere inaugurato il giardino di via Tridente, a un passo dall'istituto tecnico commerciale Giulio Cesare, in un’area di circa 10mila metri quadrati. Dopo il completamento della pavimentazione dei percorsi pedonali e della pista ciclabile e l’allaccio della fornitura elettrica, con la conseguente attivazione dell’impianto di illuminazione, si sta procedendo alla piantumazione del prato. Successivamente all'apertura verrà installato un sistema di videosorveglianza inizialmente non previsto dal progetto.

MUNGIVACCA L'ultimo... chilometro è dedicato a Mungivacca. Di sicuro, i partecipanti all'incontro organizzato allo Showville, dove Antonio Decaro ha illustrato i cardini del programma a pochi giorni dal voto, non avranno percorso la zona industriale (dove campeggia l'Ikea, ma anche fabbriche che furono e pure una discoteca dove hanno ballato molti degli attuali candidati di tutte le liste). Avranno però sicuramente (ri)dato, uscendo dal multisala, uno sguardo tutt'intorno, a destra e (anche) a manca, dove c'è il rudere di quella che, nei fantasmagorici anni di Francesco Cavallari, avrebbe dovuto essere la Casa di Cura Santa Lucia. Sebbene non tutto sia di esclusiva competenza comunale, forse non è un caso che il sindaco, davanti alla platea, abbia affermato di «detestare il lasciare le cose a metà» (concetto ribadito nell’ultimo divertente spot della campagna elettorale), proprio in un contenitore (lo Showville) di un quartiere incompiuto che ha il Parco degli Oleandri e il complesso di edilizia residenziale La Palma (in via Conte Giusso), ma anche, accanto ai locali commerciali di via Tupputi, case popolari ancora in costruzione. «Oltre alla ristrutturazione delle case popolari della ex Borgata Operaia, da parte dell'Arca, l'ex Istituto autonomo case popolari - riattacca Scorza, che conosce bene anche Mungivacca - sono stati realizzati, nell'ambito di un Contratto di quartiere, dei parcheggi sotterranei di pertinenza cha da oltre sei anni svolgono la funzione di ricettacolo di rifiuti. Nell'ambito del Piano particolareggiato, oltre a parcheggi, rotatorie e viabilità, da più di un lustro è in bella mostra il rudere di Masseria Borracci, di proprietà comunale. In più si può scorgere un rustico, ricoperto di teli, realizzato dall’ex Iacp, proprietario del suolo, per conto dell’Adisu, l'Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario, destinato a residenza per studenti, rimasto incompleto in quanto gli amministratori insediatisi dopo il 2015 non hanno mostrato interesse, tranne poi accingersi a ristrutturare per gli stessi scopi l’ex Istituto Nautico di Bari, insufficiente al fabbisogno dei posti letto necessari».
La residenza concepita per gli studenti, in effetti, deve essere ancora completata. «Ma da un cartello esposto - spiega Scorza - pare che si vendano appartamenti ad uso residenziale, cambiando la destinazione d'uso di quell'area. Non si pensa di sanarla con un passaggio in Consiglio comunale, dove il Pru vecchio fu approvato? O la legge sul Piano Casa ha valore sovraordinato a qualsiasi strumento urbanistico esistente? Sempre riguardo al Piano di riqualificazione urbana furono realizzati, oltre a palazzina, servizi, multisala, residenze per studenti e urbanizzazioni primarie e secondarie, un giardino e un centro sportivo di proprietà comunale che per cinque anni sono stati gestiti dall’impresa costruttrice, a fronte della disponibilità gratuita di una sala del cinema per una volta al mese, per manifestazioni socio-culturali da parte del Comune, il tutto regolato da un accordo scritto tra la Ripartizione Edilizia Privata e l’Impresa. Dopo 5 anni sono stati restituiti al Comune. Per il centro sportivo è stato di recente pubblicato un bando per la gestione, andato deserto perché, dovendosi accollare costi di ristrutturazione, nessuno ha ritenuto conveniente partecipare. La verità è che andava ripristinato prima che il Comune lo riprendesse. Bastava fosse tra le condizioni richieste...».

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