Con l’avvicinarsi della primavera, in Puglia e Basilicata sta per scattare l’obbligo di spegnere riscaldamenti e termosifoni, come previsto dalla legge. Le due regioni rientrano in diverse zone climatiche, che stabiliscono le date e gli orari massimi di accensione dei sistemi di riscaldamento per ottimizzare i consumi energetici e ridurre le emissioni di CO₂.
In Puglia, la maggior parte del territorio fa parte della zona climatica C, che comprende città come Bari, Lecce, Taranto, Brindisi e Foggia. Qui i termosifoni possono restare accesi fino al 31 marzo 2026, per un massimo di 10 ore al giorno. Alcune aree più interne o settentrionali della regione, come Foggia, rientrano invece nella zona climatica D, che consente di tenerli accesi fino al 15 aprile 2026 per un massimo di 12 ore giornaliere.
In Basilicata, città come Matera e Potenza sono inserite nella zona climatica D, con l’obbligo di spegnere i riscaldamenti entro il 15 aprile e un massimo di 12 ore di funzionamento giornaliero.
Va ricordato che queste date indicano i limiti massimi previsti dalla normativa nazionale. I singoli Comuni possono emettere ordinanze locali che anticipano lo spegnimento in caso di temperature elevate o lo posticipano in caso di ondate di freddo, quindi è sempre consigliabile verificare sul sito ufficiale del proprio Comune.
Seguendo le indicazioni della legge e delle amministrazioni locali, cittadini di Puglia e Basilicata potranno così contribuire a un uso più sostenibile dell’energia, riducendo i consumi e le emissioni nocive, senza rinunciare al comfort domestico nelle ultime settimane di inverno.












