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Punti di vista

La Grecia specchio del segreto Gargano

La Grecia specchio del segreto Gargano

31 Luglio 2022

Rossella Palmieri

Vicoli stretti e bianchi, tonalità azzurre, mare cristallino, pescatori nel cui viso e nelle cui rughe si legge una storia che sa di mare e di salsedine, ma anche di durezze economiche. E un paesaggio brullo, arso dal sole e da più di un incendio. Cibo molto simile – dove mussakà equivale a parmigiana – ospitalità anche, prezzi un po’ meno.

Gargano e Grecia allo specchio in questa assolata stagione – ma ben più indietro nei secoli, nel nome di una Magna Grecia che in qualche modo ci lambisce – hanno molte narrazioni in comune e qualche differenza su cui vale la pena di riflettere. È notizia di qualche giorno fa: un turista nostrano in Grecia mostra uno scontrino ‘tutto compreso’ di una splendida giornata di mare che per scenario e cibo è identica alla nostra. Eppure, fa giustamente notare, da noi non è così. Teniamo a margine qualsiasi riflessione economica sul carovita diverso – senza dimenticare la ferita al cuore di Atene nella grande crisi del 2012 e la faticosa risalita, per molti versi ancora in corso – ma soffermiamoci sulla dimensione del sogno, quello che bene ha sintetizzato Goethe nel dire che “tra tutti i popoli, i Greci sono quello che hanno sognato nel modo più bello il sogno della vita”.

Ora forse a Foggia questa dimensione appartiene poco di questi tempi – i sogni, ahinoi, somigliano sempre più spesso a incubi – ma lì dove un po’ di fiato si prende nello spostarsi dalla terra al mare, ecco che può capitare anche a noi di sognare. Ed essere un po’ più greci. Una ritoccata ai prezzi e qualche sorriso in più da parte di albergatori e balneari. Hanno ragione anche loro: un po’ di meno possono sognare e sorridere, visto che sono i primi ad ammettere un aumento dei prezzi, sia pure, a loro dire, contenuto. Ma non si deve mai dimenticare che natura, cibo e paesaggio sono beni perenni come lo sono la poesia, la letteratura, il teatro. Tutti aspetti che hanno reso grandiosa la Grecia antica; affaticata ma sempre viva quella moderna. E poi, vogliamo mettere, anche l’amore ci unisce. Il nostro Francesco Altamura, l’artista-patriota che guidò la rabbiosa protesta popolare antiborbonica a Napoli e che Foggia ricorda spesso con retrospettive artistiche, fu legato sentimentalmente a Elena Bùkuras nata a Spetses nel 1821 e morta nel 1900. Pittrice anche lei, fu voce femminile più unica che rara nella Grecia del XIX secolo. La storia tra i due fu intensa; l’amore naufragò. Ma si sa, diceva lo scrittore ungherese Sándor Márai, gli amori infelici (e naufragati) non finiscono mai.

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