Venerdì 20 Maggio 2022 | 05:24

In Puglia e Basilicata

Punti di vista

L’infaticabile militante e il suo «mare dentro»

Sul ponte sventola la bandiera blu

Torre Canne

Perché se dietro l'obiettivo fotografico c'è lei, molto di quel che altrimenti rischia di essere tralasciato e perduto, viene messo a fuoco, portato a imprimersi nella pellicola

01 Maggio 2022

Luisa Ruggio

Adesso che il mare è un luogo possibile, in questo primo giorno di un maggio che ha tutta l'aria di volersi portare vie le ristrettezze pandemiche degli ultimi anni, ho desiderio di salutare i giorni chiusi e senza spiragli, gli asfissianti mesi di isolamento domestico e sociale che tutti noi abbiamo in qualche modo attraversato per ritrovarci qui. E allora, in questa festa dei lavoratori, mi viene in mente una instancabile militante, una persona che superati gli ottant'anni continua a offrire quel certo sguardo che è il suo mestiere a beneficio di tutti. Perché se dietro l'obiettivo fotografico c'è lei, molto di quel che altrimenti rischia di essere tralasciato e perduto, viene messo a fuoco, portato a imprimersi nella pellicola, sviluppato nella camera oscura che è la nostra percezione sottile quando osserviamo le sue fotografie.

Sto parlando di Caterina Gerardi. E soprattutto, smistando tesori nel suo archivio, sto zoomando sulla serie fittonante di fotografie in bianco e nero che ritraggono il mare più vicino a Lecce, l'Adriatico di San Cataldo con tutta la sua meraviglia incrinata, densa di murales, teorie di acquitrini della riserva naturale che slarga oltre la darsena e il porticciolo, l'altrove dove si aggirano granchi volpi e spiriti liberi, l'orizzonte che nei giorni tersi inquadra le montagne d'Albania. Caterina Gerardi posta questa collezione in piccoli frammenti sul suo profilo Facebook, sotto il comun denominatore "Ilmaredentro". Mai quanto durante le zone rosse, quel mare fotografato e lampeggiante sulla timeline di un social è stato un cantico della bellezza necessaria per sopravvivere mentre tutto cambia. Un litorale sabbioso, una luce abbacinante sulle maree delle prime ore del mattino, le preferite dalla fotografa e regista salentina le cui mostre avventure e rivoluzioni all'attivo ho smesso di contare. Un flusso continuo che nella vita sta. Poiché è la vita stessa. Ricordo alcune delle fotografie che ritraevano il mare alla vigilia dei lockdown, erano come un distacco forzato, un abbraccio spezzato, un arrivederci impossibile per chi ha davvero il mare dentro. Quello di De Candia, del Porto Adriano, del faro acceso nelle mareggiate, dei primi lidi balneari, i vecchi juke box e le rotonde, i banchi del pesce, l'Ostello della gioventù, i bar, i lineamenti desolati che ne rendono possibile i cieli e la fascinazione. Da oggi per molti San Cataldo sarà mare dal vivo, più che mai. Tuttavia, al di qua dell'istante, restano le fotografie di Caterina, la sua libertà che entra in ogni cosa.

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