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In Puglia e Basilicata

Punti di vista

Le parole giuste arrivano dopo la fine

Concita De Gregorio ed Erica Mou

Concita De Gregorio ed Erica Mou

Quadri e canzoni per «Un’ultima cosa» spettacolo di Concita De Gregorio di scena a Bisceglie

24 Aprile 2022

Erica Mou

Se ci pensi meglio c’è di meglio di dire, dopo un po’ di tempo la risposta è migliore. È sempre così, le parole giuste arrivano dopo la fine, quando il telefono è riagganciato, la porta è chiusa, il treno è partito, il messaggio è inviato.
Quanto sarebbe bello dirsi addio senza dover fare rincorse, senza cascate di parole da lasciar piovere sulle nostre teste, salutarsi fluendo costanti nel fiume del tempo.

Cancellare tutti i Post Scriptum, riuscire a dirsi le cose nel corpo della lettera, o magari proprio nel nostro, di corpo. Forse è a questo che servono le storie, le narrazioni, gli spettacoli, i quadri, le canzoni, i libri: a dire le parole giuste, a riparare gli strappi, a mettere ordine, a far corrispondere i sentimenti con la loro espressione.

Negli aneddoti siamo perfetti. Nei nostri racconti riportiamo dialoghi brillanti, risposte stupefacenti, tempi comici esilaranti.
Ma che risposta intelligente che abbiamo dato all’impiegato del call center che ci richiamava per la sedicesima volta, ma che frase d’effetto di fronte a un tradimento, ma che battuta pungente in fila alle poste.

Raccontare serve a truccare la realtà, pur rimanendovi fedele, a cancellare un po’ di silenzi, di cioè e di allora dalle frasi, di voci increspate, di mani sudate.

«L’unica cosa sensata sarebbe se ai funerali parlasse il morto: per dire a tutti un’ultima cosa. Ristabilire la verità, dirla ora che non c’è più niente da perdere e nessuno si sentirà offeso».

È da questo pensiero che nasce lo spettacolo di Concita De Gregorio intitolato appunto «Un’ultima cosa» che ho la gioia di portare in scena con lei, accompagnandola con la mia voce.

Ad ogni replica immagino quanto sarebbe comodo camminare leggeri, senza sassolini nelle scarpe, senza macigni sul petto. Dire per liberare, sempre. Due sere fa eravamo in replica a Bisceglie, il mio paese, ed ero così emozionata e felice che ho dimenticato una parola anche io, così uso questo articolo per dire un’ultima cosa a chi era presente: grazie.

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