"Scuola sovrappopolata, servizi igienici carenti e sporchi, aule di fortuna ricavate in stanze senza finestre, sicurezza dei lavoratori e degli studenti fortemente compromessa: è il quadro che emerge da un'ispezione dello SPESAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) nella sede centrale del Giulio Cesare-Romanazzi di Bari". Lo scrivono in una nota gli studenti dell'Istituto. A questo si aggiungono i doppi turni, per il periodo dal 9 febbraio al 20 marzo, resi necessari dai lavori nel plesso centrale di Viale Einaudi e della succursale Mons. Curi. Nel dettaglio, una nota della Città Metropolitana fa sapere che il sopralluogo nella succursale ha accertato "l’inadeguatezza degli interventi manutentivi" e "la parziale incompletezza e inefficacia delle opere".
Come si legge dalla circolare dell'istituto scolastico, sono state predisposte tre settimane (pari a 15 giorni effettivi) di alternanza per il liceo linguistico e tre settimane (pari a 15 giorni effettivi) per l’indirizzo tecnico relativamente alle classi presenti in Viale Einaudi. L’orario diurno manterrà la scansione dei 55 minuti, a differenza dell’orario pomeridiano
che seguirà i 50 minuti.
La rabbia degli studenti si è fatta subito sentire: “La Dirigente, Rosangela Colucci, corre ai ripari, convoca con urgenza il consiglio di Istituto e impone i doppi turni: gli studenti del Liceo Linguistico si alterneranno con quelli del Tecnico, di pomeriggio, dalle 14 alle 20. Quaranta giorni in totale. Il disagio per la comunità scolastica è immenso. I doppi turni a secondo quadrimestre iniziato rappresentano un danno morale, fisico ed economico per tutti: progetti ed attività pomeridiane che saltano e che sono state già pagate; alunni pendolari che non sanno se c’è un mezzo di trasporto che possa garantire un rientro a casa a tarda sera; alunni agonisti che dovrebbero rinunciare ai loro allenamenti".
La nota della comunità studentesca continua: "E vogliamo parlare degli studenti con disabilità? Al mattino molti di loro arrivano a scuola con i pullmini della città metropolitana che non fanno servizio di pomeriggio. Lo stesso vale per gli educatori, anch'essi nominati dalla città metropolitana. E poi ci sono le terapie mediche, psicologiche o comportamentali che questi studenti fanno nelle ore pomeridiane, i pedagogisti che li seguono nello studio e che non sono disponibili al mattino.
Come evitare che si ritrovino in questa situazione terribile? Dovrebbero essere separati dal gruppo classe e frequentare la scuola al mattino, in totale solitudine, con buona pace di qualsiasi forma di inclusione? Inaccettabile.
Si poteva trovare una soluzione diversa? Magari giocando con anticipo rispetto a condizioni precarie di igiene e sicurezza che erano già note alla Colucci? Sin dall'inizio dell'anno scolastico, la Dirigente ha ricavato aule da tutti i locali disponibili, all'interno della scuola, eliminando spazi innovativi e preziosi come la web radio, l'aula podcast, l'agorà, la biblioteca e i laboratori multimediali. Non esiste più da tempo un'aula docenti e non c'è più neanche l'ufficio di vicepresidenza. Tutte le decisioni sono state assunte unilateralmente, ignorando a monte la possibilità di un confronto democratico con docenti, genitori e altre rappresentanze interne. Peggio: ignorando il rischio a cui tutti, studenti e lavoratori , sono stati esposti sino a quando non è intervenuta lo Spesal. Come abbia potuto l’RSPP, il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Sicurezza, dare il suo consenso, sino a pochi giorni fa, ad una situazione di igiene e sicurezza totalmente fuori controllo resta inspiegabile.
Si aggiunga che la scuola è sovrappopolata perché la Dirigente ha spostato d'imperio alcune classi dal plesso Curi, anche in questo caso senza mai confrontarsi con il Collegio docenti e il Consiglio di Istituto. Ora l'ispezione dello Spesal rende urgente qualsiasi provvedimento. La turnazione delle classi sarebbe, forse, più tollerabile se avvenisse a settimane alterne, ma la Dirigente scolastica non transige: tre settimane consecutive, il pomeriggio, per ciascuno degli indirizzi della scuola. La città metropolitana ha reso disponibili i locali della Asl di Enziteto, ma, anche in questo caso, la dirigente boccia la proposta. Meglio i doppi turni, a suo dire. Che studenti e famiglie se ne facciano una ragione".















