Domenica 25 Gennaio 2026 | 18:05

Il miracolo delle 8 nascite nella città dei Sassi

Il miracolo delle 8 nascite nella città dei Sassi

 
Mariateresa Cascino

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Mariateresa Cascino

Il miracolo delle 8 nascite nella città dei Sassi

Un evento minuscolo e rivoluzionario

Domenica 25 Gennaio 2026, 13:45

Nel tempo delle parole urlate e usate come lame, e delle notizie spaventose, la comunicazione globale ha assunto i tratti di una liturgia oscura: iperboli, polarizzazione, cinismo. Un racconto del mondo che prospera sull’ansia, coltiva la paura come una rendita emotiva, ci addestra allo stato di allerta permanente. È il trionfo del rumore, della minaccia, dell’eccesso. Mentre i media sembrano volerci convincere che tutto è crisi, scontro e declino, a Matera è accaduto qualcosa di radicalmente opposto: un evento minuscolo e gigantesco, silenzioso e rivoluzionario. Qualche giorno fa, otto bebè sono venuti alla luce in ventiquattro ore di febbrile meraviglia. Cinque femmine e tre maschi, come un piccolo esercito che irrompe nella cronaca. Un caos dolce, fatto di vagiti, mani tremanti, lacrime felici e stupore.

Ad annunciarlo è stata “Nascere a Matera”, la pagina che racconta il lavoro e la cura dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia di Matera. Ma la notizia ha superato i confini della città, ha attraversato le redazioni, ha bucato l’infosfera. Perché, in un’epoca affamata di catastrofi, la nascita è diventata un fatto quasi scandaloso: una buona notizia. Che è balsamo per il cuore e per la mente. È tregua nella guerra del doomscrolling, disintossicazione dalla dipendenza collettiva dalle cattive novità. È ecologia emotiva, un raro esempio di ossigeno in un ambiente saturato di tossine narrative. Mentre il mondo ci abitua alla violenza verbale, alle intimidazioni di vecchi profeti del caos, e il crollo demografico insieme allo spopolamento diventato una minaccia strutturale per i piccoli centri che rischiano di spegnersi come stelle cadenti, Matera, città madre, sceglie di rinnovarsi nel gesto più semplice e più potente: accogliere nuova vita. Otto nascite non sono un dato e nemmeno una statistica, ma una dichiarazione di futuro. Sono otto voci che ancora non parlano ma smentiscono il pessimismo, contraddicono la retorica della fine. Il futuro, improvvisamente, smette di essere un concetto astratto: diventa respiro, carne viva, pelle, mani minuscole che cercano il mondo, occhi che si spalancano per la prima volta nella luce.

Otto bebè significano otto possibilità, con scuole da immaginare, piazze da riempire, spazi culturali da attraversare con voci giovani e inquietudini nuove. Significano una responsabilità collettiva: quella di non tradire la fiducia che ogni nascita consegna alla comunità.

In un tempo dominato dal racconto della crisi, queste nascite sono un fatto controcorrente. Raccontano la speranza senza retorica, la gioia senza clamore. Ci ricordano che il rinnovamento culturale non sboccia solo dai grandi eventi, ma dalla cura quotidiana della vita che cresce. Matera, ancora una volta, si fa culla. E tra le sue pietre, oggi, batte un cuore nuovo. Anzi, otto.

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