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Il teatro si fa nomade e riscopre la bellezza

Il teatro si fa nomade e riscopre la bellezza

Il progetto si chiama «Clessidra, Teatro dei Luoghi» ed è stato partorito dalla mente di una giovane attrice del Teatro delle Forche di Massafra, Erika Grillo, assieme a un gruppo folto di sognatori nomadi

10 Aprile 2022

Omar Di Monopoli

Dinanzi al disastro è all’arte che tocca reagire. Il teatro, mai troppo celebrato, da noi prova a farlo a Chiatona, marina ionica sul confine dello sbrego ambientale che il porto mercantile, la raffineria e l’impianto siderurgico hanno inferto irreversibilmente al territorio di Taranto.

Il progetto si chiama «Clessidra, Teatro dei Luoghi» ed è stato partorito dalla mente di una giovane attrice del Teatro delle Forche di Massafra, Erika Grillo, assieme a un gruppo folto di sognatori nomadi. Dal 2014 il gruppo identifica ogni anno un luogo diruto del territorio e, sondate le dinamiche che lo hanno portato al degrado, cerca di rilanciarlo attraverso una serie di interventi artistici mirati: performances, letture e improvvisazioni di pura maestria teatrale in grado di restituire bellezza e valore a ciò che l’oblio industriale ha - spesso impunemente - risucchiato.

Un lavoro di rivitalizzazione creativa, quindi, esperito come ostacolo alla decadenza: l’arte che si fa pratica politica di rapporto col mondo creando relazioni tra persone animate da una comune cultura per il bello. Un esercizio collettivo che, vivaddio, si fa a ogni edizione più contagioso: attori, registi, scenografi, musicisti, fotografi e videomaker, architetti, urbanisti ma anche semplici abitanti del paese (che concorrono come possono a questa splendida utopia, a volte semplicemente portando da mangiare agli artisti) trovano ogni anno nel calendario di «Clessidra» forza e visioni capaci di far esplodere il teatro in zone estranee alle rotte ufficiali del turismo più oleografico.

Questa sorta di avventura collettiva (che trova però nel lavoro personale la propria leva primigenia) si propone di far confluire l’esperienza artistica in una dimensione rituale, a cavallo tra la festa e il cerimoniale sacro; a partire dai giorni di prova condivisi, dagli orari inconsueti delle performance (le “assemblee plenarie di Mezzanotte” l’anno scorso hanno radunato 70 ragazzi in Piazzale Democrate), dal percorrere con gli spettatori tempi e spazi diversi, sempre perseguendo una concezione di teatro come “arte della polis” e quindi attività dalla quale il paese, la comunità, non possono rimanere esclusi.

Numerosi sinora i traguardi raggiunti: citiamo tra i tanti quello del 2019 che ha visto il «Clessidra» operare nell’ambito di Matera 2019, Capitale europea della cultura con un’edizione speciale di “UCCELLI. Esercizi di miracolo”. E poi il 2021 in cui il gruppo ha curato per la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano la sezione dedicata alla città di Taranto nell’ambito del progetto “Atlante degli Immaginari” con un’edizione speciale di “Nessun destino è per sempre”. Ci uniamo al coro di applausi.

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