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Quando il Pianeta è sotto infezione

Strane malattie a una umanità costretta a proteggersi con tute da un’atmosfera aggressiva

Quando il Pianeta è sotto infezione

«Sai, A365, anch’io ho avuto una malattia simile qualche tempo fa, e ti devo purtroppo dire che non è cosa di poco conto e che se è vero che la reazione del nostro sistema immunitario ha una soglia di intervento molto alta, è anche vero che quando interviene provoca un forte malessere perché interviene in maniera abbastanza forte! Se vuoi, per saperne di più, puoi rivolgerti ad H638 che ha studiato parecchi casi del genere. È una autorità in materia. Ti metto in contatto».

Certamente quelle parole non furono di conforto ad A365. Ricordava ancora quanto profumasse il suo corpo, quanto graziosa e delicata fosse la sua pelle; eppure in poco tempo tutto era cambiato: maledetta malattia! Certo, era difficile non pensarci; parlarne con gli amici era la cosa che poteva dare più conforto. Avvertiva spesso delle fitte ed il suo odore si era trasformato da fragrante aroma in fetore innaturale. I piccoli organismi che causavano la malattia erano molto attivi e resistenti, capaci di difendersi dai normali attacchi del sistema immunitario. Una strana malattia contro la quale non esisteva, pare, altro rimedio che aspettare la guarigione che si sperava di buon esito, ma dolorosa.

Nel laboratorio di Fisica Antonio e Giovanni stavano ripetendo per l’ennesima volta i test delle apparecchiature. L’antenna gravitazionale, il più grande strumento mai costruito dall’Uomo, era piuttosto delicato nonostante la sua enorme mole e la apparenza più che robusta. Giovanni, il capo progetto software dell’esperimento, sapeva di quanta messa a punto abbisognassero i programmi di interpretazione dei dati; era molto stanco ma tutto invitava a rimanersene lì dentro a lavorare - non ho per niente voglia di indossare la tuta protettiva stasera, per rincasare - disse - penso che rimarrò qui a lavorare e, quando sarò stanco, andrò a dormire nella stanzetta a fianco - Antonio stette a guardarlo ma pensava a quante difficoltà avevano dovuto superare per riuscire a convincere il Comitato Scientifico della portata e importanza dell’impresa, a quante porte avevano dovuto bussare per riuscire ad ottenere i finanziamenti necessari.

Tutto questo per fortuna apparteneva al passato. Ora mancava soltanto il lavoro: tanto lavoro. Si ricordò di rispondere a Giovanni dopo che ebbe finito di inseguire i suoi pensieri; del resto Giovanni ci era abituato ed aveva ricominciato a fare altro. -Ho problemi con il giunto isolatore stasera, pare che non voglia andare per il verso giusto e domani sono previsti i test. Penso proprio che rimarrò qui anch’io per cercare di sistemarlo.- A tarda sera si erano ritrovati nella cameretta e, stanchi morti, si adagiarono sul letto e stettero un attimo in silenzio. Quello era il posto dove i due si parlavano apertamente manifestando tutte le preoccupazioni che li affliggevano: non potevano farlo altrove per non scoraggiare nessuno degli oltre duemila tecnici coinvolti nel progetto. Il primo a parlare fu Antonio:

- Certo che ne abbiamo messo di tempo per fare tutto questo, ma adesso comincio ad essere veramente fiducioso. Almeno per il buon funzionamento dell’antenna.- - non so se quello che stiamo facendo ci porterà a risultati: sono ormai 30 anni che si costruiscono antenne gravitazionali e nessuno è riuscito a captare queste benedette onde. A volte mi chiedo se il software di interpretazione che sto mettendo a punto avrà mai modo di funzionare!- Dopo una breve pausa quasi di meditazione in cui il suo viso si fece scuro e tirato, Antonio riprese: - In realtà quello che più preoccupa me non è l’esito dell’esperimento (al quale ho tuttavia dedicato molti dei miei anni migliori) ma quel che sta avvenendo nel mondo in questi ultimi tempi: epidemie, alluvioni, inondazioni, Tornados, terremoti. Persino l'atmosfera ha smesso di difenderci dai raggi ultravioletti ed il magnetismo terrestre è scomparso dando via libera alle radiazioni cosmiche che ci ucciderebbero in pochi giorni se non usassimo le tute protettive . Mi chiedo come potremo andare avanti- -eh sì, la situazione è tragica: così tragica da farmi suscitare rimorsi di coscienza per le risorse che stiamo impiegando in questo progetto e che potrebbero invece andare a finanziare lo studio sui cereali resistenti alle radiazioni o sulle colture idroponiche ad alto rendimento. Il solito discorso della Scienza che non deve avere confini non mi sembra che sia pienamente applicabile in questo momento: gli elementi sembrano essersi scatenati contro di noi!-

Forse per rincuorarsi egli stesso o forse per l’istinto di scienziato e ricercatore fu lo stesso Antonio a risollevare il morale: -anche il nostro esperimento può portare beneficio all’Umanità in questo momento drammatico: non ti dimenticare che lo studio delle onde gravitazionali porterà sicuramente a conoscere molto di più sulla dinamica interna dei pianeti ed in particolare potrebbe fornire una chiave di lettura per ciò che sta avvenendo.- -lo spero proprio, ed è per questo che sto lavorando così duramente al software di elaborazione. Non ti nascondo che ho una strana idea in mente e che voglio memorizzare anche i minimi segnali che riusciremo a captare per potermeli elaborare con maggiore calma successivamente.- -ora dormiamoci su; ne riparleremo domattina a mente serena.-

Finalmente H638 si faceva sentire: A365 aspettava da molto tempo che egli si collegasse per spiegargli quello che gli stava succedendo.

«Mi dispiace A365, ma questo tipo di infezioni sono abbastanza conosciute e sono di guarigione lenta e dolorosa, cionondimeno non comportano rischi seri». «Questo lo avevo già saputo -pensò A365- speriamo che mi dica qualche cosa di più, se esiste un rimedio efficace...» «L’infezione si contrae per mezzo di corpuscoli vaganti che portano le spore degli agenti patogeni -continuò H638- i quali si sviluppano molto lentamente e all’inizio giovano alla nostra esistenza creando una sorta di simbiosi positiva. In alcuni casi, tuttavia, alcuni ceppi di questi organismi diventano patogeni fino a raggiungere una virulenza che trova impreparato il nostro sistema immunitario. Quando i veleni immessi in circolo cominciano a causare la reazione è ormai tardi per quanto riguarda la sofferenza ed i processi degenerativi che la infezione causa, ma alla fine tutto ritorna come prima...».
H638 continuava a parlare ma quello che ad A365 importava era la possibilità di una guarigione che, ne era ormai convinto, era ottima. Questo alleviava senz’altro le paure e le sofferenze. Così non prestò più attenzione alle spiegazioni che H638 continuava a dare.

Nel laboratorio tutto era già pronto per il primo esperimento: le apparecchiature erano state testate decine di volte, i calcolatori e il software di elaborazione e memorizzazione dei dati provato e riprovato da un numero incredibile di tecnici. Di lì a qualche minuto la prima prova avrebbe dato indicazioni utili. L’antenna era in realtà una costruzione enorme, grande quanto una intera cittadina ed era di forma cilindrica. Semplice quanto precisa e delicata. Quando il circuito fu chiuso tutti ebbero un sussulto nel vedere che i monitor mostravano le forme di onda rilevate: si era per la prima volta riusciti a captare le onde gravitazionali ed ora era chiaramente visibile che queste avevano uno spettro ampio e variabile. I calcolatori erano al lavoro: digitalizzavano le onde ed immagazzinavano il fiume di dati sulle memorie olografiche interne. Uno dei cinque supercomputer stava effettuando una preanalisi di tali forme di onda per conoscerne le proprietà. Per un istante ci fu una euforia indescrivibile nel centro di controllo dell’esperimento e qualcuno stappò dello spumante, una delle ormai rarissime bottiglie, superstiti dei tempi in cui si poteva coltivare all’aperto e la vite riusciva a vivere sul suolo terrestre. Subito dopo tutti tornarono al lavoro per poter trarre le prime conclusioni. Giovanni guardò e riguardò i primi tacciati tra lo sconcertato e l’affascinato. Doveva parlarne con Antonio. Si alzò dalla sua postazione lo raggiunse correndo portandosi dietro qualche foglio appena stampato. Era visibilmente agitato e non sapeva se essere contento o preoccupato di quel che aveva scoperto: -le forme d’onda hanno la tipica struttura di quelle usate nelle comunicazioni umane in radiofrequenza- disse tutto d’un fiato. -questo vuol dire che le onde gravitazionali vengono usate per le comunicazioni esattamente come le onde radio.
Ma da chi?- Antonio si sentì come se qualcuno gli avesse dato un pugno nello stomaco. Non avrebbe mai potuto supporre qualcosa di così bizzarro. Oltretutto questo significava due scoperte in una: le onde gravitazionali e la esistenza di altre forme di intelligenza. Bingo! -sei sicuro di quel che dici? Non avrai confuso qualcosa? Non avrà funzionato male il programma di elaborazione? Non avremo per caso captato qualche banalissima trasmissione TV credendo che si tratti di onde gravitazionali?- Mentre faceva queste domande passeggiava su e giù per la stanza con il viso visibilmente tirato. Egli sapeva benissimo che nessuno di quegli errori era possibile. Il software dei moderni calcolatori era in grado di autocorreggersi e la tecnologia usata nell’antenna escludeva nel modo più assoluto interferenze con altri tipi di onda.

Si precipitarono nella saletta di controllo al terminale del supercomputer preposto alla analisi dei dati e lanciarono tutti i programmi di decodifica che erano presenti nelle memorie. Dopo ore di spasmodica attesa il calcolatore riferì di aver trovato la chiave interpretativa di quei messaggi. Subito sul monitor cominciò a scorrere la traduzione eseguita dal calcolatore-interprete autoadattativo e le stampanti cominciarono a stampare gli stessi messaggi su carta ed in diverse lingue. Il testo era più o meno il seguente: «....quando i veleni immessi in circolo cominciano a causare la reazione è ormai tardi per quanto riguarda i dolori ed i processi degenerativi che la infezione causa, ma alla fine tutto ritorna come prima. All’inizio ci sono altri piccoli organismi che vivono sulla nostra superficie competono con questi patogeni e generano morìe. Se questo non risolve il caso l’’atmosfera comincia a liberarsi del suo strato d’ozono che pare abbia effetti protettivi per gli agenti infettivi, la forza dei venti aumenta e le mareggiate, alluvioni, tifoni ecc. generano altre morìe tra di essi. Poi subentrano effetti di riscaldamento e di alterazione chimica della atmosfera. Il terzo stadio porta a terremoti piuttosto dolorosi per il pianeta, ma benefici al fine della eliminazione dell’infezione. Perfino il nucleo interno del pianeta viene coinvolto in modo da estinguere il campo magnetico che scherma le radiazioni cosmiche. L’agente patogeno pare essere piuttosto resistente sopratutto in virtù delle sue capacità di adattarsi all’ambiente e di costruirsi rifugio ed attrezzi idonei alla sopravvivenza. Riesce perfino, a volte, a costruirsi dei mezzi idonei alla evacuazione del pianeta, e questo comporta, purtroppo, l’infezione di altri pianeti. Ecco così spiegata la causa di tante sofferenze prima della completa guarigione che si ottiene con la scomparsa dell’agente patogeno chiamato UOMO ed il lento ripristino delle condizioni iniziali e perfino della normale flora superficiale che tanto giovamento da a chi ne apprezza l’armonia ed il profumo. Perciò abbi un po’ di pazienza A365: anche se non esistono medicine che affrettino la guarigione, tutto passerà. Auguri».

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