Valutare la possibilità di una revisione tecnica delle linee guida per le attività di manutenzione stagionale delle spiagge: è stato uno dei temi dell’incontro che si è svolto ieri in Prefettura a Bari. La riunione è stata chiesta dalla Regione, e convocata dal prefetto di Bari, Francesco Russo, anche nella sua funzione di coordinatore dei prefetti pugliesi. Oltre ai prefetti e al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, hanno partecipato, tra gli altri, i presidenti delle Province pugliesi, il direttore marittimo della Puglia ed i comandanti delle sei Capitanerie di Porto.
«Il nostro obiettivo - ha dichiarato Decaro - è quello di mettere i Comuni e i concessionari delle spiagge nelle condizioni migliori per avviare e attuare le attività di manutenzione degli arenili che sono sottoposti a procedure e autorizzazioni spesso farraginose o troppo lunghe rispetto ai tempi della stagione balneare». «Ma destinatari di questa iniziativa - ha aggiunto - sono anche i cittadini, fruitori delle spiagge, pubbliche o in concessione che, sempre più spesso, devono fare i conti con spiagge ridotte e non utilizzabili. Per questo avere linee guida, che disciplinano la manutenzione delle spiagge, condivise da tutti gli attori parti in causa, può essere utile ad avere procedure semplificate nei tempi e nelle modalità per intervenire».
Pur mantenendo l’attuale articolazione procedurale e autorizzativa, la Regione ha proposto «alcune modifiche alle Linee Guida regionali vigenti introducendo semplificazioni in ordine alla tempistica per dare risposte immediate ai Comuni, ai concessionari e ai fruitori degli stabilimenti balneari e delle spiagge libere». L’obiettivo è «garantire tempi più celeri e procedure codificate valide per tutto il territorio regionale che garantiscano i singoli interventi di manutenzione».
LE PROPOSTE
Per quanto riguarda il ripristino dell’arenile sono state elaborate proposte di modifica relativamente a due tipologie di intervento.
Opzione uno: nei casi in cui, per effetto di mareggiate o dell’azione eolica, si siano creati accumuli importanti di sedimenti sulla spiaggia emersa (quasi dune artificiali), l’interessato può procedere al livellamento delle sabbie portandole in mare e così ripristinando l’ampiezza originaria dell’arenile. L’attuale procedura amministrativa prevede che il Comune trasmetta comunicazione (con relazione tecnica, piano di monitoraggio e analisi dei sedimenti) alla provincia e ai soggetti competenti per la vigilanza (Capitaneria, ARPA) almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori. La Provincia, nei 20 giorni successivi alla ricezione della comunicazione, verifica la congruenza dell’intervento. La proposta di semplificazione riduce i tempi facendo sì che durante la stagione il Comune trasmette alla Provincia e agli enti competenti l’esito dell’istruttoria almeno 10 giorni prima dell’inizio dei lavori. La Provincia deve esprimersi entro 5 giorni, altrimenti si applica il silenzio assenso.
Opzione due: “recuperare” i sedimenti persi durante le mareggiate e ripristinare la linea di costa preesistente all’evento meteomarino attraverso il recupero di sabbia dalla fascia di spiaggia sommersa dalla profondità di almeno -3 metri dal livello medio del mare. Anche in questo caso, la proposta di semplificazione elaborata stabilisce una procedura più rapida dei tempi, nel senso che il comune trasmette alla Provincia e agli enti competenti l’esito dell’istruttoria almeno 10 giorni prima dell’inizio dei lavori. La Provincia deve esprimersi entro 5 giorni, altrimenti si applica il silenzio assenso.
Un’altra questione emersa dai tavoli di confronto riguarda la sistemazione invernale delle spiagge, come operazione di protezione degli arenili.
















